Bitcoin, spunta un altro fondatore dopo Kleiman, Craig Wright aka Satoshi Nakamoto

Il creatore del bitcoin, secondo le nuove indagini e indiscrezioni, sarebbe un australiano di nome Craig Wright. La notizia si è diffusa non appena la polizia e gli investigatori del governo australiano hanno fatto irruzione nell’appartamento di Wright, a Sidney. In un rapporto pubblicato mercoledì mattina, su sito statunitense Wired si affermava che ci fossero prove sufficienti per identificare il misterioso fondatore del bitcoin.
Fairfax Media ha tentato di contattare Craig Wright senza ricevere, ovviamente, alcuna risposta. Domande sono state poste anche alla polizia federale australiana, ma anche loro hanno rifiutato di commentare.
Wright è quotato dall’Australian Securities and Investments Commission come direttore della Hotwire e di un’altra società, la Panopticrypt, entrambe registrati all’indirizzo di residenza sito sulla settentrionale di Sydney, proprio dove la polizia ha iniziato le sue perquisizioni.

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Le tante identità del fondatore del bitcoin

Craig Wright si sarebbe nascosto per anni dietro un nome apparente di origine giapponese, Satoshi Nakamoto. Sulla base di alcune email rese note, Wright utilizzava l’indirizzo e-mail satoshi@vistomail.com, per comunicare con i suoi colleghi nel gennaio 2014. Lo stesso indirizzo email è stato utilizzato per Sami Satoshi Nakamoto anche durante i primi giorni dello sviluppo del Bitcoin.
Tra le comunicazioni on-line violate emerge il tentativo di Wright di contattare un senatore australiano per chiedere la regolazione del Bitcoin, sempre dall’indirizzo email a nome di Sami Satoshi.
I giornali includono una trascrizione di Wright che discute con l’Ufficio delle imposte australiano (ATO), dimostrando che Wright che era stato dietro al Bitcoin fin dal 2009.
Dalla serie di messaggi di posta elettronica di Wright spunta fuori un’intesa attività con l’amico, ormai scomparso, Dave Kleiman per chiedere la modifica di un documento sul Bitcoin; mesi prima che il famoso whitepaper Satoshi Nakamoto Bitcoin venisse fuori nel novembre del 2008.
Su un post dal blog di Wright, ormai cancellato, risalente al mese di agosto del 2008, si fa riferimento ad un piano per la pubblicazione di un “libro di criptovaluta” e di “contabilità in partita tripla,” che è il nome di un documento del crittografo Ian Grigg che prende in giro idee simili a quella del Bitcoin.

i rapporti di Wright e kleiman, alle origini del bitcoin

Gizmodo, altra rivista on-line, informa che Kleiman e Wright hanno formato insieme una sede alle Seychelles di Bitcoin.
Questo progetto elenca cinque chiavi PGP per la gestione del trust, quattro delle quali sono distribuite nel seguente modo: una per Wright, una per Kleiman, e due per Satoshi Nakamoto.
Dopo che Kleiman è morto nel 2013 i suoi partner commerciali hanno ricevuto un documento con un indirizzo di ritorno australiano, per informarli che Kleiman non era più legalmente affiliato a una società denominata W&K Info Defense Research. Poco dopo la “Coin-Exch“, una delle imprese di Wright, è stata indicata come una “persona autorizzata” dopo che la società era stata nuovamente intestata come una LLC. Tutti i partner commerciali di Kleiman hanno ricevuto una e-mail da Wright dopo la morte Kleiman, dove si spiegava che la coppia aveva estrapolato un certo numero di bitcoin “troppo grandi per l’e-mail.” Wright aveva chiesto agli uomini di verificare la sicurezza di elettronica di Kleiman.
Uno dei partner commerciali di Kleiman, Patrick Paige aveva confermato a Gizmodo che Kleiman in un primo momento ha inventato il Bitcoin, e poi ha chiarito che l’invenzione era da attribuirsi ad un gruppo di persone, tra i quali vi era lo stesso Kleiman.
Nel mese di novembre del 2015 Paige ha inviato una email a Wright per chiedergli se aveva intenzione di rilasciare tutte le informazioni sul ruolo che lui e Kleiman avevano giocato nell’inventare Bitcoin, Wright ha risposto: “Non ancora. Siamo nel processo di finalizzazione di alcune delle ricerche. Speravo che avremmo potuto essere sul punto di rilascirle prima che i giornalisti cominciassero ad annusare in giro.”
E forse adesso i tempi sono davvero maturi, volenti o nolenti, la verità sta venendo pian piano a galla.

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