Cina offre il suo ‘Nobel per la pace’ a Mugabe, dittatore dello Zimbabwe, accusato di torture e assassini

Che i cinesi abbiano una propria versione o copia di qualsiasi aspetto tipico dell’occidente non fa scalpore, e nemmeno che abbiano copiato il premio Nobel svedese – di fatto mondiale. Ma che debbano invertirne i parametri e criteri per l’assegnazione appare del tutto inspiegabile.
E così secondo dei ragionamenti a noi sconosciuti in Cina si è deciso di premiare Robert Mugabe, dittatore (badate bene, Dittatore) dello Zimbabwe da ben 28 anni, con il premio Confucio (corrispettivo del Nobel per la pace appunto), per il suo impegno nella promozione ‘della pace africana‘. In quasi 30 anni di potere Robert Mugabe è saltato spesso agli onori della cronaca mondiale per gli arresti, le torture e gli assassini dei suoi avversari politici.

Certo qualcuno potrebbe obiettare la scelta della commissione svedese di affidare il Nobel per la pace al presidente Obama – gli Stati Uniti sono attualmente il paese impegnato nel maggior numero di ‘guerre di pace’ in tutto il mondo. Dunque secondo tale obiezione non dovrebbe stupire assolutamente la scelta di Mugabe quale vincitore del premio cinese. Facciamo però una piccola analisi. E consideriamo però anche che tra i precedenti vincitori del Confucio vi siano inoltre Vladimir Putin e Fidel Castro.

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Nell’apprendere che il Premio Confucio, o il ‘cinese Nobel per la Pace’, non sono collegati ufficialmente al governo cinese, un portavoce di Mugabe ha dichiarato: “il governo cinese ha informato il governo dello Zimbabwe che non è associato con l’organizzazione che lo conferisce. La questione è finita lì per quel che riguarda il governo e il presidente”.

L’opposizione, quella ancora esistente in Zimbabwe ha dichiarato ridicola l’assegnazione di un premio simile al dittatore ormai 91 enne.

Il presidente Mugabe non andrà in Cina a ritirare il premio, sebbene i rapporti con la Cina siano stati in passato e rimangano adesso piuttosto buoni. D’altra parte investitori cinesi hanno versato nell’economia disastrata dello Zimbabwe 600 milioni di dollari.

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