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Con un’autocertificazione i fondi UE finivano ai boss

Basta una semplice autocertificazione e il boss della mafia si becca i fondi UE. Per anni, infatti, alcuni tra i maggiori esponenti di ‘cosa nostra’, tra cui anche Gaetano Riina, fratello di Totò, già sottoposto a sorveglianza speciale hanno percepito sovvenzioni per l’agricoltura. Secondo quanto stimato dalla Corte dei Conti il danno si aggirerebbe intorno ai due milioni di euro. A portare alla luce il caso è l’edizione odierna del ‘Corriere della Sera’: stando a quanto scritto sul quotidiano milanese, a vigilare sull’erogazione dei soldi che arrivano da Bruxelles per aiutare l’agricoltura è proprio il ministero delle politiche agricole, che spesso riceve richieste di fondi con allegate anche le certificazioni anti mafia spesso sotto forma di autocertificazione. Addirittura, a volte le certificazioni non vengono neanche allegate, come il caso di Gaetano Riina e ora la Corte dei Conti, nelle sentenze in cui richiede indietro i fondi, si chiede come mai vengano omesse le più basilari forme di controllo. Questo malcostume, infatti, va avanti già dagli anni 90’.

Credits foto: Ansa

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