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Enea minaccia climi tropicali nel Sud d’Italia, mentre Venezia verrà sommersa dal mare

L’Enea, sulla base degli studi climatici effettuati Gianmaria Sannino, prospetta scenari a dir poco agghiaccianti per tutta l’Italia nel prossimo futuro. Sono ben 33, secondo i dati, le zone definite ad alto rischio climatico: infatti gli impatti causati dal caldo africano, sempre più in avanzamento, prevedono la desertificazione dell’intero Mezzogiorno, che diverrà sempre più simile ai paesi del nord-Africa come il Marocco e la Tunisia; Venezia rischierà affogare letteralmente sotto le acque, a causa dello scioglimento continuo dei ghiacciai. Anche Ravenna roma, Cagliari e Taranto rischiano destini simili.
Gli studi, compiuti dai ricercatori del Laboratorio di Modellistica Climatica e Impatti dell’Enea, sono stati pubblicati su Nature Scientific Reports e offrono risultati che non si diversificano poi di tanto dalle minacce climatiche prospettate sul sito di WWF Italia, che hanno richiamato così tanta attenzione. Le foto infatti mostravano climi torridi e secchi a Roma e a Milano, dove giraffe ed elefanti si aggiravano sui simboli cittadini: il Colosseo e il Duomo.

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Secondo Enea la sabbia e l’acqua salmastra copriranno molte zone d’Italia, cosa farà la popolazione delle zone colpite?

I danni più gravi e più immediati del continuo riscaldamento globale, a causa delle elevate emissioni di CO2, si avranno ovviamente al Sud. Sicilia, Calabria, Puglia e Basilicata saranno le prime regioni colpite: il deserto diventerà il paesaggio abituale dalle pianure costiere fino alle montagne interne, le nevi invernali si ridurranno sempre più, comportando una drastica riduzione dei bacini idrici con conseguente siccità, che spianerà la strada all’avanzata del deserto. Le estati afosi faranno registrare picchi mai pensati sulla colonnetta di mercurio fino a dieci anni fa: l’emigrazione verso Nord sarà una delle conseguenze cui la popolazione farà appello, e questa volta non semplicemente per lavoro, ma per la semplice sopravvivenza.

E lo scenario terribile non si arresta certo qui, perché l’Enea dichiara ben 33 aree d’Italia a rischio, tutte le zone sono sulla costa, poste a pochi metri sopra il livello del mare e perciò soggette ad inondazioni perenni da parte dell’innalzamento delle acque salmastre. Delle 33 zone le più popolate sono: il bacino delta del Po, dove l’innalzamento delle acque sarà addirittura superiore ai 240 metri, con la scomparsa di Ravenna e delle zone del lago di Comaccchio; in Sardegna a farne le spese sarà il golfo di Cagliari; in Puglia l’area circostante il Mar Piccolo di Taranto; a Roma e nel Lazio costiero la foce del Tevere; in Sicilia la desertificazione si scontrerà con un re interno, che coprirà l’intera piana di Catania: l’Etna rischierà di diventare un’isola vulcanica circondata soltanto da sabbia e acqua.

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One comment

  1. L’articolo si basa su dati certi, ma non spiega bene le cause e sviluppi. Mo spiego meglio con due esempi:
    2500 anni fa, il Nord Africa, era considerato il granaio d’Europa, per la sua florida agricoltura.
    Ora abbiamo il deserto, e non si può addebitare la colpa al CO2 per i millenni trascorsi.
    Tutte le coste verranno colpite dall’innalzamento del mare. L’acqua è una livella, e pertanto gli oltre 8000 km di costa, avranno il medesimo problema! La lungimiranza non fa parte del bagaglio culturale politico italiano, purtroppo….

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