In libertà vigilata progettava di uccidere la moglie con una pistola artigianale: arrestato 55enne

Avrebbe scelto il giorno della Festa della donna per uccidere la sua compagna, e per questo motivo aveva costruito un’arma che teneva nascosta in auto ed aveva anche scritto due lettere, indirizzate ai figli ed ai suoi fratelli, in cui dichiarava la volontà di uccidere la sua ex moglie e di farla finita. L’uomo è stato scoperto dagli agenti del commissariato di polizia di Terracina, che nella serata di martedì hanno provveduto ad arrestare l’uomo, un 55enne tra l’altro già sottoposto alla misura cautelare degli obblighi di firma per aver violato il divieto di avvicinamento alla sua ex compagna. Gli agenti del commissariato di Terracina sono riusciti in questo modo a sventare una tragedia intervenendo prontamente; come abbiamo già anticipato, l’uomo era monitorato dalla polizia perché era stato arrestato anche in passato e secondo gli investigatori continuava a perseguitare l’ex moglie.

Dopo una serie di pedinamenti e di indagini i poliziotti hanno deciso di bloccarlo quando ieri è recato in commissariato per firmare, come di consueto faceva ogni giorno; perquisita la sua auto, all’interno i poliziotti hanno trovato una pistola beretta calibro 6.35 costruita artigianalmente con matricola abrasa e diverse cartucce. Secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine, sembra che sempre all’interno dell’auto è stata trovata la lettera scritta dall’uomo i figli nella quale spiegava i motivi di un gesto insano commesso nei confronti della madre.

“Dovrai avere per tutta la vita il rimorso per quello che è successo- si può leggere in una delle lettere indirizzate in particolare a uno dei due figli – Non hai voluto che facessi pace con tua madre e adesso piangi. Mi sono ripreso quello che mi hai levato.Ora godetevi tutte le cose materiali che vi ho lasciato. Per l’affetto dovrete cercare da qualcun altro, perché io e mamma non possiamo più darvelo”, è questo quanto scritto dall’uomo in un biglietto lasciato al figlio maggiorenne che aveva difeso la madre.

Dalle indagini effettuate dagli inquirenti, sembra che le violenze andassero avanti dal 2005 e dopo 11 anni di vessazioni lo scorso anno lei lo aveva denunciato ottenendo un decreto di allontanamento. Da quel momento l’uomo veniva tenuto d’occhio e proprio pedinamenti, intercettazioni e tutta una serie d’informazioni acquisite anche nell’ambiente a lui vicino hanno convinto gli agenti dei suoi propositi. Ai familiari invece aveva scritto: “Scusate se non ce l’ho fatta, ma se non lo facevo non avrei trovato pace”. Ai familiari invece aveva scritto: “Scusate se non ce l’ho fatta, ma se non lo facevo non avrei trovato pace”. Come già anticipato, il tempestivo intervento degli uomini della polizia ha molto probabilmente sventato l’ennesima tragedia familiare. L’uomo è stato rinchiuso nel carcere di Latina.

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