In prigione da 35 anni, un test del DNA lo scagiona

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Dopo 35 anni di prigione un uomo viene dichiarato innocente

Era il lontano 1976 quando Lewis Fogle veniva mandato in prigione con la pesantissima accusa di stupro e omicidio di Deann Long una ragazza di soli 15 anni. L’uomo, come da prassi in questi casi, si era sempre dichiarato innocente, ma la condanna definitiva del 1982, lo dichiarava colpevole senza alcun appello.

Eppure qualcuno a Lewis Fogle aveva creduto, tanto che il The Innocence Project per anni aveva pressato la polizia della Pennsylvania, affinché il caso venisse riaperto e venissero effettuati dei test scientifici più accurati.
Le analisi del DNA hanno così definitivamente mostrato che le tracce di sperma trovate sul corpo della vittima non corrispondono con quelle di Lewis Fogle. Inizialmente non vi era alcuna prova fisica del coinvolgimento dell’uomo nel caso, gli investigatori si basarono soltanto sulle dichiarazioni di alcuni testimoni.

Ciò ha spinto gli avvocati a chiedere il rilascio immediato del presunto omicida. Ma il procuratore distrettuale, sebbene convito dell’affidabilità dei test del DNA, ritiene che l’uomo abbia avuto un ruolo importante nella vicenda e non intende mollare la presa. “Ciò che devo fare”, ha detto, ” è portare nuove prove sul banco degli imputati”.

Intanto Fogle ha dichiarato alla stampa che passerà il suo primo giorno di libertà mangiando una bella bistecca e proprio insieme a sua moglie che lo aveva sposato poco prima della sua incarcerazione, e che gli è rimasta nonostante questi lunghi anni di prigione sempre a fianco.

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