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La casta del potere di Davos

blogs_Davos_SChe Boris Johnson fosse un personaggio istrionico e sui generis non lo scopriamo certo oggi. Già in passato, in più di un’occasione, l’attuale sindaco di Londra ha dimostrato di essere un politico ed un amministratore “diverso” dagli altri suoi colleghi . Anche il primo cittadino della “city” è a Davos per il World Economic Forum. Sentite come ne parla Johnson. Davos, dice il sindaco di Londra, «è una costellazione di ego coinvolti in un’orgia di adulazione».

Federico Fubini, firma economica del Corriere della Sera, elenca una sorta di numeri davvero sconvolgenti e curiosi. Le spese e le curiosità attorno a quello che Fubini definisce come “il club degli egocentrici mondiali”. “Il sito web Grist stima in 2,5 milioni di chilogrammi la quantità di anidride carbonica emessa dai partecipanti per recarsi a Davos: in tutto 550 mila chilometri in aereo, in centinaia di aerei privati, più il passaggio in elicottero a 3.400 euro per tratta da Zurigo alla cittadina fra le nevi. Il tutto per venire qui a discutere, accorati, di «un nuovo quadro per le politiche sul clima».

Ma c’è di più, perchè nel suo blog, Andrew Ross Sorkin del New York Times ha ricostruito il bilancio dell’uomo medio “davosiano”. “Sono 71 mila dollari solo per un banale biglietto d’ingresso, ma almeno 156 mila per un accesso a quelle che si chiamano «discussioni private». Con la sposa o (meno spesso) lo sposo, fanno 301 mila dollari per quattro giorni di discussioni. E se poi siete un amministratore delegato, come minimo volete avere almeno qualche assistente e portaborse intorno a voi. Il pacchetto da cinque posti vale circa 670 mila dollari, al quale aggiungere voli privati, alberghi e feste come quelle di Google che costano almeno 100 mila dollari in bande rock e dj per organizzarle”.

Per alcuni giorni allora ancora una volta Davos è il cuore pulsante dell’economia mondiale. Presenti 50 tra capi di stato e di governo, più di 2600 manager. Ma per fare cosa? Da anni questo appuntamento viene visto e vissuto come una sorta di incontro risolutore tra i grandi della terra per fare il punto della situazione dell’economia mondiale. I potenti della terra insieme per qualche giorno “coinvolti in un’orgia di adulazione” come direbbe il mitico sindaco londinese Boris Johnson.

Fonte: Corriere.it

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