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La Lega Nord e la ridicola teoria del complotto

Umberto Bossi non è più il segretario della Lega Nord. Francesco Belsito e Rosy Mauro sono stati espulsi dal partito. Renzo Bossi non è più consigliere regionale, ma è ancora un militante della Lega. Altrove, di fronte a uno scandalo gigantesco come quello scoppiato in questi giorni, questo non basterebbe: verrebbe rasa al suolo un’intera dirigenza di partito. In Italia, invece, regna il paradosso. Il fondatore della Lega sta passando per un eroe, un responsabile, un onesto servitore degli interessi del settentrione, l’ennesima vittima di un complotto dei magistrati.

Perché complotto? La teoria avanzata da più parti è che si voglia colpire il partito di Umberto Bossi perché starebbe facendo una dura opposizione al governo guidato da Mario Monti. Una balla gigantesca. Innanzitutto, le accuse delle procure che indagano sull’allegra gestione dei “rimborsi elettorali” sono supportate da riscontri robustissimi. In secondo luogo – strano che il dettaglio sfugga – la Lega Nord non è che uno dei due partiti di minoranza del Parlamento. L’altro è l’Idv. Come mai se l’obiettivo delle Procure è quello di far fuori l’opposizione non ci si accanisce contro Di Pietro? E perché non ci si accanisce con ancora più veemenza, ad esempio, contro Sel e Rifondazione, che fuori dal Parlamento portano avanti un’opposizione ancora più dura? In terza istanza si potrebbero citare le recenti vicende giudiziarie che vedono coinvolti Lusi, Penati e Lombardo, facendo tremare l’Api, il Pd e l’Mpa, tre dei partiti della maggioranza bulgara che sostiene Mario Monti.

Insomma, parlare di complotto contro la Lega ha il sapore dell’insulto nei confronti dell’intelligenza delle persone. Eppure non è del tutto sbagliato usare questo termine, anzi. Il complotto c’è e le vittime sono gli italiani. Gli stessi che nel 1993 votarono in massa contro il finanziamento pubblico ai partiti mentre il Parlamento, subito dopo, trovò il modo di raggirare il referendum. L’altro complotto – se proprio vogliamo usare questo termine – è quello degli ultimi governi. Ai cittadini onesti hanno chiesto e chiedono sacrifici abnormi, spiegando loro che “sono utili e necessari a salvare il paese”. Peccato che i soldi della gente per bene vadano – in buonissima parte – a foraggiare satrapi, giullari, clientele, familismi amorali e ladri.

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