Inps, Boeri: in caso di malattia reperibilità di sette ore per tutti

0

E di quel 36% che ha marcato visita si può stimare che i due terzi lo abbiano fatto per ragioni serie, reali. Stretta sui furbetti del weekend e sulla falsa malattia in genere. Queste fasce orarie sembrano essere validi per: per tutti i dipendenti del pubblico impiego, compresi i dipendenti di: agenzie fiscali, Inps e Inail, ministeri; statali, Comuni ed enti locali; forze dell’ordine, carabinieri, militari, polizia di Stato, vigili del fuoco e polizia Penitenziaria, docenti e personale Ata; medici e infermieri appartenenti al Servizio sanitario nazionale. Attualmente nel settore privato le fasce giornaliere di reperibilità a casa sono due: la mattina dalle 10 alle 12 e il pomeriggio dalle 17 alle 19, quindi quattro ore complessive.

“Anche oggi – sottolinea Martini – dobbiamo registrare l’ennesima esternazione del Presidente dell’Inps su argomenti che in realtà competono al legislatore e se è consentito alle parti sociali”. Boeri ha proposto di portare il numero di ore del settore privato allo stesso livello di quelle imposte ai lavoratori del pubblico. Che differenza c’è? Se un dipendente è malato è malato, sia che lavori nella pubblica amministrazione che nel privato.

Ma è davvero giusto, per contro, che i dipendenti privati debbano sottostare a fasce orarie più ampie? Secondo quando sperato da Tito Boeri, dunque, non dovrebbe più essere presente alcuna differenza tra settore pubblico e settore privato: le condizioni dovrebbero essere uguali per chiunque perché, secondo il presidente dell’INPS, le differenze, in questo caso, non avrebbero alcun senso. Ma cosa prevede l’attuale normativa? Questi ultimi, infatti, sono tenuti ad essere reperibili dalle 9 e le 13 e dalle 15 alle 18. Incrociando i dati Inps e Istat, si ricava che i lavoratori campani che nel 2015 non si sono mai ammalati sono il 64,5% ovvero appena un po’ meglio della media italiana del 64%.

Loading...
SHARE