Mancini si scusa per il dito medio ma fa ancora la morale: «In Inghilterra non mi avrebbero offeso». I

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Roberto Mancini è nel pallone e con lui la sua Inter. Il post derby è decisamente più nero che azzurro,era la partita da non sbagliare, quella per ripartire: si è rivelata una delle serate peggiori per tutto il popolo interista negli ultimi anni,con tanto di strascichi polemici.

Già, perché domani a San Siro contro il Chievo Mancini non sarà in panchina: gli insulti ad arbitro, quarto uomo e il dito medio verso gli spettatori gli sono costati un turno di squalifica e 5mila euro di multa. Una caduta di stile decisamente poco british (si è scusato ma si è difeso, ricevendo il Tapiro d’oro di Striscia: «In Inghilterra non l’avrei fatto, perché non avrei subito gli insulti dai tifosi») a cui è seguita anche la polemica nel collegamento con Mediaset.

«Questa è una stronzata, dite cagate»,la reazione ad una domanda della giornalista Mikaela Calcagno (l’Unione dei giornalisti sportivi ha chiesto un intervento dell’Aia). Episodi che seguono tutta la polemica tra il tecnico nerazzurro e Sarri nel post-Napoli di Coppa Italia. Un nervosismo che nasce, probabilmente, anche da quanto avviene in campo. L’Inter infatti nel 2016 non si è ancora vista, fatta eccezione proprio per quella vittoria al San Paolo:una sola vittoria e cinque punti nelle ultime sei partite (peggio hanno solo Torino, Verona, Atalanta e Frosinone), due 3-0 nel giro di cinque giorni contro Juve e Milan.

E, soprattutto,l’impressione che la squadra vista da agosto a dicembre sia sparita. L’Inter muscolare, impermeabile e difensiva è scomparsa. E tutto questo senza risolvere il problema del gol, visto che nel 2016 i nerazzurri hanno segnato soltanto 5 reti in 7 gare (non rimaneva a secco per due partite di fila dal gennaio 2014). In più, c’è il discorso mentale: una squadra che deve lottare per la Champions non può staccare la spina in un derby sotto 1-0 per un rigore sbagliato.

Qualcuno parla di una società assente: vero che Thohir è dall’altra parte del mondo,ma a Milano ci sono sempre i suoi scudieri, in più Ausilio anche ieri era alla Pinetina (come fa il giorno dopo ogni partita, non per summit di mercato),oggi parlerà in conferenza al posto del tecnico squalificato, poi ci sono Zanetti, Stankovic, insomma la squadra ha tutti gli aiuti possibili. Qualcosa sembra essersi rotto,magari è solo un caso sia successo dopo le voci delle liti dopo la gara con la Lazio?

O magari è semplicemente questione di condizione fisica: ma questa non è più l’Inter vista fino a dicembre. E non manca lo zampino del Mancio. Perché le sue sceltefanno discutere: dai terzini (Santon rispolverato dopo tre mesi senza partite, Juan Jesus di nuovo esterno)ai cambi a partita in corso, dalla panchina di Icardi ai vorticosi cambiamenti di modulo, sembra tutto ancora un cantiere aperto, ma siamo a febbraio. Il tempo degli esperimenti dovrebbe essere finito,invece non ci sono certezze: e se nella prima parte di stagione era laforza dell’Inter, ora si sta rivelando la sua debolezza.

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