Mattarella, discorso di fine anno: “Parlerò agli italiani, niente politica”

Il problema, confessano, saranno le mani. Perché Sergio Mattarella, stasera, ha intenzione di replicare il “modello Perti-ni”. Parlerà agli italiani seduto in poltrona. E pazienza se il presidente partigiano aveva dalla sua una pipa ad occupargli le dita. Per il suo primo discorso di fine anno, il capo dello Stato vuole rompere lo schema solenne e “monumentale” del suo predecessore Giorgio Napolitano, tutto bandiere e scrivania. Vuole entrare nella casa degli italiani, o meglio aprire le porte del Quirinale – come ha fatto dall’inizio del suo mandato – e far scoprire un angolo diverso. Sarà una stanza dell’appartamento dove vive il presidente a ospitare il suo primo augurio al Paese. Più salotto, meno studio.

La scelta non è solo stilistica. Chiuso “in conclave” da due giorni con i suoi collaboratori, Mattarella prepara un discorso tutto incentrato sulla vita “reale” dei suoi concittadini. Il lavoro, l’immigrazione, la paura del terrorismo. Politica sì, ma non quella strettamente legata ai palazzi. Per esempio, nel discorso di stasera, è difficile che sia pronunciata la parola “riforme”, né tanto meno dovrebbe esserci cenno al referendum costituzionale.

Ieri sera, al Colle, stava ancora limando il testo del suo intervento, che durerà una ventina di minuti. L’unica certezza è che i temi che appassionano il palazzo non saranno il cuore del discorso e se Mattarella li citerà, sarà solo en passant. Non è una decisione presa senza riflettere. E non è nemmeno immune da conseguenze. Già perché proprio le riforme, ed in particolare quella firmata Maria Elena Boschi, giusto l’altro ieri sono state scelte dal premier Matteo Renzi come asse portante dell’intera legislatura: “Se perdo il referendum – ha detto il premier -me ne vado a casa”. Matta-rella invece, coerentemente con il suo ruolo, ha deciso di tenersi fuori dai temi dell’agenda politica. Di quelli, fa sapere, ha già avuto modo di discutere con le alte cariche dello Stato, incontrate per gli auguri di fine anno all’inizio della settimana scorsa.mattarella-620x372

In quell’occasione, il presidente della Repubblica non ha mancato di affrontare il tema della riforma costituzionale. Ovviamente ha auspicato la sua approvazione, seppur preferendo non entrare “nel merito di scelte che appartengono alla sovranità del Parlamento” e che saranno poi “sottoposte a referendum popolare”. Ma in quel discorso, il capo dello Stato, ha parzialmente ridotto la portata storica dell’approvazione del ddl Boschi. Non basterà l’abolizione del Senato elettivo, ha detto in sostanza, a liberare l’Italia dai suoi mali. “Bisogna essere consapevoli che, per il buon funzionamento del sistema costituzionale, le prassi non codificate e i comportamenti valgono non meno delle norme.

Qualunque riforma si riesca a realizzare – sottolineò Mattarella – la democrazia assumerà le modalità concrete che gli attori le daranno, con il loro senso dello Stato, con l’etica della loro azione, con quanto di partecipazione dei cittadini riusciranno a promuovere”. Stasera, Mattarella parlerà solo a loro. Proverà a convincerli a tornare “orgogliosi” di essere italiani, a non buttarsi giù perchè altrimenti va giù anche il Paese. Ma non necessariamente per quel referendum in programma a ottobre.

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