Nasce Project Wing, i droni per la consegna porta a porta. La risposta di Google ad Amazon Prime

Alcuni anni fa, l’idea che Google tramite dei droni potesse consegnarci fin davanti la porta di casa i pacchi del nostro shopping poteva apparire davvero ridicola. Ma se i tempi cambiati nel mondo della tecnologia si alternano con un ritmo frenetico, tanto che Google spera di rendere questa idea una nuova realtà più rapidamente di quanto si potrebbe pensare.

In una convention sul controllo del traffico aereo nei pressi di Washington, David Vos, il capo della holding di Alphabet’s Project Wing ha dichiarato ai partecipanti che l’azienda spera di avviare la sua idea di un business futuristico e renderla funzionante entro il 2017. In pratica tra poco più di un anno.

Project Wing, un ramo del laboratorio di ricerca GoogleX, è la risposta del gigante tecnologico per risolvere il problema della consegna delle merce nel minore tempo possibile, eliminando dazi alle dogane, code alle autostrade e intoppi di ogni genere legati al trasporto marittimo e terrestre. I lavori vanno avanti in modo inteso, il team di Google sta lavorando fianco a fianco direttamente con la NASA, per perfezionare questo nuovo modello di business. Ma ancor più dei limiti imposti dalla tecnologia attualmente disponibile, è la burocrazia a costituire un serio ostacolo alle aspirazioni di Google.

Alphabet è attualmente in trattativa con la US Federal Aviation Administration (FAA) e le parti interessate circa la creazione di un sistema di controllo del traffico aereo per controllare l’ UAV (unnamed aerial vehicles) per consegna con voli ad altitudini che non superino i 500 piedi, ovvero 152 metri nello spazio aereo statunitense.

In tal modo Google si troverebbe ad avere uno spazio aereo ritagliato ad hoc per il volo dei propri droni da consegna, ma tali opzione è improbabile che diventi realtà prima del 2016. Sono molte infatti le leggi che devono essere approvate prima che lo spazio aereo possa animarsi di miriadi di droni per il pronto-consegna.

Anche Amazon, che in questi giorni ha istituito il servizio Amazon Prime per consegne entro un’ora dalla richiesta, sta esplorando il potenziale delle consegne con droni. Rivelato già nel 2013, il servizio di drone-to-door Amazon Prime Air mirava a consegnare i pacchi ordinati online dai clienti Prime in appena 30 minuti.

E’ da allora che Google, la Wal-Mart e altre aziende si vocifera stiano furiosamente lavorando su concetti simili.
Ma le private del mercato on-line non sono le sole a guardare all’UAV e all’utilizzo civile di droni. Anche le agenzie governative stanno cercando di recuperare il ritardo ed eliminare il gap, decidendo il modo migliore per regolamentare questa tecnologia e mantenere lo spazio aereo al sicuro. Di conseguenza, un registro droni è probabile che sia un elemento necessario favorevole al controllo dei droni e per assicurarsi al tempo stesso che il nostro spazio aereo non sia ingombra o non si metta a rischio lo spazio aereo dei veicoli già esistente.

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