Occhetto, ex PCI: “Con il vitalizio mantengo i figli disoccupati”

2

Achille Occhetto, ex segretario del Partito Comunista Italiano negli anni ’80-’90 e vicepresidente del Partito del Socialismo Europeo nel 1990 difende il proprio vitalizio. Ormai ritiratosi dalla politica attiva, Occhetto è stato intervistato dal quotidiano ‘Libero’, a cui ha spiegato che qualora non percepisse più i 5860 euro al mese (calcolati dal quotidiano) maturati quando era parlamentare, non avrebbe di che vivere, né lui né la sua famiglia:

Non ho altre entrate. Se mi fosse tolto il vitalizio di cosa vivrei? E di cosa vivrebbe la mia famiglia?.

Libero sostiene che Achille Occhetto ha fin qui percepito 632.937 euro, avendone versati di contributi solo 371.736.

Sono pronto a restituirli, ma – sostiene Occhetto – vi assumete voi la responsabilità del fatto che finirei in povertà. Con questo mantengo anche i miei due figli che sono disoccupati, perché non ho mai approfittato del mio ruolo per trovare loro un posto… Piuttosto, andate a controllare chi si è arricchito ingiustamente. Dovrei morire così siete contenti.

Giustificazione in parte comprensibile quella di Occhetto, anche se ci sono famiglie di pensionati con 500 euro al mese che devono mantenere anche 2-3 figli disoccupati. Detto, questo, secondo l’ex comunista, il vitalizio è un modo per evitare che i parlamentari si arricchiscano, magari con pratiche illecite. Tra l’altro, fa notare ‘Libero’, anche la moglie di Occhetto percepisce un vitalizio da 3791 euro:

In una famiglia ci sono tante spese e tante situazioni che non potete conoscere. Per cosa volete mettermi alla gogna? È tutto secondo la legge.

Loading...
SHARE