Precipita aereo in Macedonia 6 vittime, erano tutti italiani:È precipitato vicino Skopje, lo pilotava il presidente Francesco Montagner

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Una vera e propria tragedia è quella che si è consumata nella giornata di ieri, martedì 6 settembre 2016 a causa della quale quattro italiani e due kosovari hanno perso la vita. Nello specifico un piccolo aereo privato partito da Treviso è precipitato proprio in Macedonia nel pomeriggio di ieri e tutte e sei le persone che vi si trovavano a bordo hanno tragicamente perso la vita nello schianto avvenuto nei pressi di Veles, nella parte centrale del Paese. Al momento ancora non sembrerebbe essere chiaro cosa sia realmente accaduto e dunque cosa abbia causato il terribile schianto ma ecco che, stando a quanto trapelato dai controlli dell’aeroporto sembrerebbe che l’incidente sia avvenuto intorno alle ore 17,40 ora locale o almeno questo è stato quanto confermato dal ministero dell’interno macedone.

Il piper, piccolo aereo, registrato in Germania era diretto a Pristina, capitale oltre che la città più grande del Kosovo, e avrebbe dovuto fare scalo a Skopje per il rifornimento di carburante ma ecco che intorno alle ore 17,40 come precedentemente anticipato, è scomparso dai rader dell’aeroporto di Skopje motivo per il quale è stato immediatamente lanciato l’allarme.

Proprio alcuni abitanti del villaggio macedone di Vetersko ovvero il villaggio sito nella Repubblica di Macedonia vicino Veles, hanno raccontato di avere udito all’improvviso un forte boato seguito successivamente da fiamme e fumo motivo per il quale hanno subito capito che qualcosa di grave era accaduto. Secondo quanto trapelato dalle prime indiscrezioni sulla terribile tragedia che ha causato la morte di tutte le persone che si trovavano a bordo, come precedentemente anticipato quattro di origini italiane e due kosovari, sembrerebbe che nel luogo in cui è avvenuto lo schianto le condizioni atmosferiche fossero avverse e precisamente sembra proprio vi fosse molto vento e pioggia, condizioni atmosferiche queste a causa delle quali vi era una scarsa visibilità, ed infatti potrebbe essere proprio questa la causa dell’incredibile tragedia.

Il relitto del piper è stato comunque ritrovato, per essere più precisi, nei pressi del villaggio di Kozhle e dunque nella zona centrale del Paese considerata una zona accidentata e di difficile accesso, dove sono subito intervenute diverse squadre di soccorso dei servizi di emergenza e dei vigili del fuoco che hanno individuato i rottami del Piper. Al momento diverse squadre di soccorso sembrerebbero essere ancora impegnate nelle ricerche della scatola nera che potrebbe far luce sulla terribile vicenda e fare in modo quindi che le forze dell’ordine possano accertare quelle che sono le reali cause del disastro che ha messo fine alla vita di sei persone. Poche parole sono state quelle pronunciate dal direttore dell’ufficio nazionale di sicurezza aerea Mitko Chavkov,il quale ha nello specifico affermato “Erano decollati da Treviso in Italia con destinazione Pristina. Volevano rifornirsi di carburante a Skppje” proseguendo poi confermando la nazionalità delle sei vittime senza però fornire dettagli in più sulla loro identità.

Il Piper Pa 34 Seneca bimotore a turboelica registrato in Germania, è partito regolarmente alle 14 dalla pista dell’aeroporto di Treviso, dopo essere uscito dalla zona dell’Aeroclub cittadino. Ma non è mai atterrato. Le vittime sono sei, tutte italiane. A bordo cinque passeggeri più il pilota, Francesco Montagner, presidente dell’ Associazione dilettantistica sportiva Aeroclub Treviso.
Con lui c’erano anche il vicepresidente dello stesso Aeroclub, Dario Bastasin, Luca Dalle Mulle titolare di un’impresa di pompe funebri di Povegliano, il padovano Angelo Callegari, la trevigiana Ilaria Berti e Visar Degaj, un kosovaro con cittadinanza italiana.

Il Piper è precipitato con un boato ed una potente esplosione a pochi chilometri a sud di Skopje, la capitale della Macedonia, dove doveva fare rifornimenti per poi ripartire alla volta di Pristina, la capitale del Kososo, per un progetto legato all’apertura di una scuola di aviazione nel paese ex jugolsavo. Il velivolo si è schiantato nel villaggio di Kozale, un paesino vicino al centro di Veles una manciata di chilometri da Skopje, è caduto al suolo.

Il primo bilancio è di sei vittime, tutti quasi certamente soci dell’Aeroclub di Treviso, verosimilmente gli imprenditori che volevano avviare la scuola e si erano rivolti all’Aeroclub trevigiano.
Pilotava l’aereo il numero uno dell’Aeroclub, Francesco Montagner, un simbolo dell’aviazione civile trevigiana. E’ il suo nome, con il numero di matricola a gettare nello sconforto l’aviazione trevigiana, che da ieri sera vive una notte da incubo, con la disperata ricerca di notizia fra la Marca e la Macedonia di tutti i familiari dei partecipanti alla piccola spedizione.
Erano tutti soci dell’Aeroclub trevigiano: erano partiti in una quindicina, in quattro aerei diversi, alla volta di Pristina, nella giornata di ieri.
Tre sono atterrati, il quarto no. E in pochissimo tempo, nella capitale macedone, si è capito perchè.

Pochi chilometri a sud, lo schianto del Piper. Si sa che nella zona, in quel momento, c’erano brutte condizioni meteo: pioggia battente, scarsa visibilità, un vento molto forte Ma era una situazione che con la sua esperienza, Montagner, ritenuto un maestro e un cultore della sicurezza in volo, aveva già affrontato mille volte, durante la sua lunghissima carriera.
Un guasto al motore? Un cedimento del velivolo? Sono solo le prime ipotesi dei soccorritori e per gli investigatori, che hanno ben presto capito, giunti sul luogo della tragedia, come non ci fosse nessuna possibilità di trovare in vita alcun componente dell’equipaggio.

E lo ha ribadito poco dopo, in maniera definitiva alla tv privata macedone Sitel Mitko Ciavkov, direttore dei servizi di sicurezza macedoni. E’ stato confermato come il Piper fosse atteso a Skopje per uno scalo tecnico, legato al rifornimento di carburante. La rotta di Pristina non poteva essere completata senza quella tappa. APristina, da Skopje, mancava veramente poco.
Le squadre di soccorso hanno proseguito fino a tarda notte le ricerche della scatola nera, per accertare le cause del disastro. Nel piccolo vilaggio di Kozale, non lontano da Ve- les, si sono concentrati per tutto il pomeriggio e fino a notte i mezzi del soccorso. Numerosi i testimoni che avrebbero sentito il boato dello schianto, stando a quanto trapela dal paese exjusoglavo.
Nella sede dell’Aeroclub e allaeroporto Canova di Treviso, ieri sera la notizia è arrivata all’ora di cena.

Tutti erano sotto choc nell’attesa dal tempo infinito di avere certezze assolute sulla sorte degli amici trevigiani. Fino a tarda sera neppure i familiari delle persone imbarcatesi da Treviso avevano certezza sulla sorte dei loro cari. Montagner è considerata una pilota di indiscussa bravura, espertissimo. «Non ci sembra vero» dicevano affranti ieri sera gli amici piloti ed i soci del
Club, «speriamo ancora che ci sia stato un errore».

Anche il direttore dello scalo trevigiano, Gianni Carrer, era incredulo: «I dati di documenti di volo non sembrano lasciare dubbi, ma non posso crederci, credo sia meglio attendere che tutte le verifiche siano terminate». Disperato anche il tam tam che rimbalzava ieri sera nelle case degli altri soci dell’Aeroclub partiti alla volta della Macedonia: familiari e congiunti erano alla disperata ricerca di notizie, tutti cercavano di mettersi in contatto con i propri cari. E il fatto che qualcuno non potesse rispondere alle chiamate ha aggravato l’angoscia. La sede della Polaria e gli uffici dell’aeroporto sono diventati il terminale dell’angoscia e della speranza, per un quindicina di famiglia trevigiane. Il Piper, registrato in Germania, è condiserato dai tecnici un aereo di grande livello, capace di prestazioni di massimo livello. Ben oltre la mezzanotte, i nomi delle sei vittime sono stati ufficializzati, sciogliendo il drammatico nodo che attanagliava quanti temevano che proprio di loro si trattasse.

«Mio marito era lì, non poteva pilotare perche aveva un problema fisico…ma c’e stato un incidente? Da quanto so sarebbe salito sull’aereo pilotato da Montagner…» Per la moglie di Dario Bastasin, 62 anni, manager e vicepresidente dell’aeroclub trevigiano, è una sera che improvvisamente, dopo cena, diventa un incubo. Nella casa di San Pelajo regna l’angoscia, e la donna, con i familiari era alla disperata ricerca di notizie.

E come lei altre famiglie della Marca e del Veneto, ieri sera, Il marito, assieme a Francesco Montagner, amico di una vita, e agli altri componenti dell’Aeroclub, erano partiti ieri, alla volta del Kosovo, dove si doveva avviare un scuola di volo. Due emissari kosovari avevano contattato l’Aeroclub di Treviso, e avevano chiesto la consulenza tecnica: la delegazione trevigiana, guidata dal presidente dell’Aeroclub Francesco Monta- gner, doveva impostare la scuola e avviare la formazione nella capitale kosovara.
In serata l’Aeroclub di Treviso ha chiamato casa Bastasin, per avvisare appunto dell’incidente. E’ cominciata una notte infinita, in attesa di notizie, sino alla tragica conferma ufficiale dopo la mezzanotte
. Nel 2006, dieci anni fa, Basta- sin era sopravvissuto a un incidente con un aereo da turismo, schiantatosi sulla pista dell’aeroporto di Firenze Peretola. Fra chi non è partito, per il progetto kosovaro dell’Aeroclub, c’è Giovanni Tessari, da 4 anni socio dell’Aeroclub trevigiano, con la delega al bilancio e l’officina. «E’ incredibile, non riesco a capacitarmi, da ora siamo piombati tutti in un’angoscia senza fine», dichiara, «non sono partito perchè ho problemi di lavoro. Da quando si è diffusa la notizia della tragedia, siamo in attesa di comunicazioni ufficiali. E potete immaginare in quale clima, non sappiamo nemmeno se nella notte arriverò qualcosa: da quanto mi dicono ci sono enormi difficoltà ». Per tutta la tarda serata è continuato un incessante «ponte» telefonico di qua e di là dell’Adriatico, fra la Marca e il Veneto, la Macedonia e il Kosovo. Ma è certo che ci fosse Francesco Montagner ai comandi
del Piper caduto?
«Si, da quanto è emerso che pilotasse lui l’aereo, ma non ci sono notizie ufficiali nemmeno su questo. Mi pare impossibile, era un pilota capacissimo, attentissimo, con un’esperienza enorme… no, non riesco ancora a crederci. Per tutti era il simbolo dell’Aeroclub, un uomo battagliero, caparbio, attivo, che ha sempre difeso le istanze di noi soci: molte battaglie da noi vinte le dobbiamo lui, ha sempre difeso la libertà di volare e tutti noi che amiamo il volo. Ha saputo sempre mettere al primo posto la passione e l’interesse di chi ama il volo».

Tutti morti e tutti e sei italiani. È il terribile bilancio dell’incidente aereo verificatosi ieri pomeriggio nei cieli della Macedonia. Il piccolo aereo privato schiantatosi al suolo, un Piper bimotore da sei posti registrato in Germania ma in carico all’Aeroclub di Treviso, era partito dall’aeroporto Canova alle 14. Ai comandi c’era proprio il presidente dell’associazione, Francesco Montagner, pilota esperto. Avrebbe dovuto atterrare a Skopje, capitale della Macedonia, dove era prevista una sosta per il rifornimento, a quanto pare prima di proseguire alla volta di Pristina, in Kosovo. Ma verso le 17.40, quando i Piper si trovava ad appena una ventina di chilometri dalla pista dell’aeroporto Carlo Magno, è improvvisamente sparito dai radar. Nella zona le condizioni climatiche erano difficili: pioggia, vento e scarsa visibilità. Sulle cause dell’incidente nessuna certezza, per ora: il piccolo aereo è precipitato e nell’impatto è esploso in una palla di fuoco. Per le sei persone a bordo, cinque passeggeri più il pilota, non c’è stato nulla da fare: a bordo Francesco Montagner, presidente dell’Associazione dilettantistica sportiva Aeroclub Treviso. Con lui c’erano anche il vicepresidente dello stesso Aeroclub, Dario Bastasin, Luca Dalle Mulle, Angelo Callegari, Ilaria Berti e Visar Degaj, un kosovaro con cittadinanza italiana. Tutti sono morti sul colpo. Impossibile salvarsi tra l’inferno di lamiere e fuoco.

I SOCCORSI L’allarme è stato dato dalle persone che vivono nella zona del villaggio Vetersko, sul confine della regione macedone di Veles, a una ventina di chilometri in linea d’aria dall’aeroporto, nella parte centrale del paese. Gli abitanti hanno sentito il botto e poi visto le fiamme levarsi altissime. Alcuni hanno anche raccontato di aver notato l’aereo in fiamme ancora prima dello schianto. La macchina dei soccorsi, con vigili del fuoco e ambulanze, si è immediatamente messa in moto per raggiungere il luogo dell’impatto. Una zona accidentata dove sono stati rinvenuti i rottami. Per le persone che erano a bordo non c’era già più nulla da fare. Negli istanti precedenti la scomparsa dai radar, il pilota aveva iniziato le manovre di atterraggio all’aeroporto Carlo Magno. La torre di controllo, a quanto pare, aveva già dato l’okay alla discesa. Poi è calato il buio.

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