Sfrattato, dorme in auto da 9 mesi: scrive a Mattarella

La storia di Piero Scatigna è quella di uno sfrattato che da 9 mesi è costretto a dormire nella propria auto, con tutte le conseguenze che comporta in un periodo particolarmente difficile dal punto di vista climatico. Sposato, padre di due figlie – una di 8 e l’altra di 10 anni – il signor Scatigna ha ottenuto che le stesse fossero ospitate provvisoriamente da parenti, in attesa che qualcuno delle istituzioni si muova e prenda a cuore il suo caso.

Intanto, la sua storia è giunta anche sulla scrivania del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, grazie all’impegno del segretario ‘Codici Lecce – Centro per i Diritti del Cittadino’, avv.Stefano Gallotta.

Mi ritrovo da nove mesi a dormire in auto in un piazzale di fronte alla dimora che ospita la mia famiglia; da li’ – racconta Piero Scatigna – posso almeno intravvedere moglie e figlie quando vanno a letto e sentire meno la loro assenza. Sono disperato perché non posso stare con la mia famiglia e allo stremo delle forze psico-fisiche. Sfido chiunque a dormire in auto con 40 gradi per una sola notte, con il rischio di essere derubato e malmenato (come mi è accaduto più volte). E’ solo il grande affetto che mi lega a mia moglie e alle bambine a farmi desistere da un gesto estremo.

L’avvocato Gallotta, che sta seguendo il caso, evidenzia come fin qui vi siano state diverse promesse, ma al signor Scatigna ancora non è stato consegnato alcun alloggio:

Per il momento, nonostante l’interessamento diretto del Quirinale e le conseguenti promesse delle istituzioni locali, – racconta il legale – l’alloggio non è arrivato. Il 5 giugno scorso a Codici Lecce era giunta la rassicurazione scritta, da parte del Dirigente responsabile della gestione alloggi Erp presso il Comune di Lecce che, entro il 9 giugno scorso, la famiglia del signor Scatigna avrebbe ottenuto l’assegnazione di un alloggio. Questa notizia aveva ridato speranza alla tanto provata famiglia e la prospettiva di poter finalmente tornare unita sotto lo stesso tetto e riprendere un’esistenza dignitosa e un progetto di vita comune. Poi c’è stato il blitz presso gli uffici comunali della Guardia di Finanza, nell’ambito dell’inchiesta della Procura della Repubblica su presunte assegnazioni irregolari degli alloggi popolari e, da tale data, è calato il silenzio. Abbiamo scritto ancora una volta al Presidente della Repubblica, al Prefetto e al Sindaco della nostra città. – Non possiamo permettere che questa situazione si protragga. Ritengo sia un dovere delle istituzioni – si legge nella lettera inviata da Codici a Mattarella – restituire a questa famiglia il sacrosanto diritto, costituzionalmente sancito, ad ottenere un’abitazione.

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