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Smog, siccità e caldo: l’inverno atipico mette in ginocchio l’agricoltura

Un inverno senza piogge fa alzare i livelli di smog nelle città e stravolge i cicli stagionali: agricoltura seriamente a rischio

Lo smog a Milano e Roma raggiunge i livelli massimi, costringendo i primi cittadini a varare misure straordinarie sulla mobilità, con il blocco totale dei mezzi, o la scelta delle targhe alterne. Nonostante ciò a Milano i livelli di Pm10 non accennano a scendere, piuttosto fanno registrare preoccupanti impennate, scatenando le polemiche delle correnti politiche e dei cittadini, che considerano i decreti sul traffico tardivi, lesivi per l’economia e misure liminari che non mirano alla risoluzione del problema.
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A preoccupare non solo gli alti livelli di inquinamento nelle città, ma anche le scarse risorse idriche che stanno colpendo adesso anche le campagne. Ma qui i danni si fanno più seri e prescindono da qualsivoglia responsabilità politica. La mancanza di pioggia ha generato una preoccupante disponibilità di acqua con relativo aumento della siccità: il livello del Posi trova attualmente al di sotto di 3 metri rispetto al mese di dicembre del 2014. Stesso problema idrico si presenta anche nei laghi, i cui livelli sono scesi oltre la metà, facendo registrare cali da mesi estivi.
La Coldiretti spiega, scagionando tutti, che la causa unica e sola dello smog nelle città e della siccità nelle campagne è data dal clima, che ha reso dicembre un mese senza vento in cui è caduto addirittura il 95% di acqua in meno rispetto alla media del mese di novembre; le piogge sono scese del 51 per cento.I danni maggiori si faranno sentire sull’agricoltura: un dicembre tiepido, senza abbondanti acque che rendano fertile la terra rischieranno di portarci una primavera altrettanto arida, con le coltivazioni (dagli ortaggi, alla frutta e alla verdura) che dovranno crescere su campi secchi e poco idratati. Si teme uno sfasamento dei cicli stagionali, evidente già delle prime mimose che spuntato sugli alberi della Liguria – solitamente le mimose sbocciano nel mese di marzo, in linea con l’ingresso della primavera.

Il problema della siccità e dello smog è di carattere globale

Ciò che si verifica in Italia è in linea con quanto accade al momento in Europa e anche negli Stati Uniti, dove il clima è stato molto più caldo e la siccità cresce, rispetto alle medie nel mese di novembre – perfino New York sta vivendo un’insolita primavera. E in Asia è stato caldo e secco nel corso degli ultimi mesi. Questo in parte a causa di El Nino, il fenomeno meteorologico che fa prevedere un aumento particolarmente forte per questo inverno ed è causata dal riscaldamento di alcune parti dell’Oceano Pacifico.
Ma cosa sta alla base di questo riscaldamento invernale? Secondo Greenpeace e il WWF non ci sono dubbi: le emissioni di CO2 rilasciate dai paesi industrializzati negli ultimi decenni hanno provocato un aumento costante del clima. Secondo alcuni esperti climatologi estremisti le emissioni sono così pesanti che per i prossimi 50 anni le temperature saliranno di due gradi ed il traguardo storico sulla diminuzione di carbonio firmato a Parigi a novembre farà vedere i suoi risultati soltanto dal 2050 in poi. La siccità, così come il caldo fuori stagione sono un pericolo anche per gli animali, che trovano poca acqua per il proprio sostentamento. La fauna acquatica del Po e di bacini idrici come il Garda ed il Lago di Como si trova costretta ad ecosistemi sempre più ristretti dove aumenta la competitività e contestualmente il tasso di mortalità degli individui.

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