Vaccino meningite, Bebe Vio e il selfie di famiglia: “Noi ci crediamo”

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La campionessa paralimpica di scherma Bebe Vio si è presentata lunedì mattina negli ambulatori dell’ospedale di Monselice, nel Padovano, per vaccinarsi contro la meningite (vaccino quadrivalente). Con lei si sono sottoposti alla profilassi anche il papà Ruggero, la mamma Teresa e i fratelli Nicolò e Sole. Immancabile il selfie «di famiglia» subito pubblicato sui social per sensibilizzare sull’importanza della vaccinazione. «Credo nei vaccini e invito tutti a informarsi veramente» ha detto l’atleta, colpita da meningite fulminante all’età di 11 anni. «Non sono nessuno per obbligare qualcuno a vaccinarsi, non sono un medico né niente. Ma Dio solo sa quanto hanno sofferto i miei genitori e quanto male sono stata in quei giorni. E se penso che sarebbe bastato un vaccino, mi dico: perché non l’ho fatto prima?». E proprio ieri al policlinico Umberto I di Roma il ristoratore 5oenne originario di Alatri (Prosinone), ricoverato in gravi condizioni dal 31 dicembre: era affetto da meningite da pneumococco, una forma non contagiosa. Sono invece migliorate le condizioni della quattordicenne romana e della ventenne di Prato ricoverate nei giorni scorsi.

Dopo gli ultimi casi di meningite registrati in alcune città d’Italia, da Napoli a Firenze, l’Istituto superiore di sanità (Iss) torna a fare chiarezza sulla patologia mettendo online, in primo piano sul suo sito, un vademecum in cui si spiega come e quando difendersi con la vaccinazione. I BATTERI CHE CAUSANO LA MENINGITE – Tra gli agenti batterici che causano la meningite il più temuto è Neisseria meningitidis (meningocco), oltre a Streptococcus pneumoniae (pneumococco) e Haemophilus influenzae. Del meningococco esistono diversi sierogruppi: A, B, C, Y, W135, X. Il più aggressivo è il meningococco di sierogruppo C, che insieme al B è il più frequente in Italia e in Europa. Secondo l’Iss, nel 2015 si sono verificati in Italia quasi 200 casi di malattia invasiva da meningococco, la maggior parte dei quali causati dai sierogrupppi B e C.

LE FASCE PIU’ A RISCHIO – I bambini piccoli e gli adolescenti, ma anche i giovani adulti, sono a rischio più elevato di contrarre infezione e malattia. Per quanto riguarda il sierogruppo B, la maggior parte dei casi si concentra fra i bambini più piccoli, al di sotto dell’anno di età.

I VACCINI A DISPOSIZIONE – Esistono tre tipi di vaccino anti-meningococco: il vaccino coniugato contro il meningococco di sierogruppo C (MenC), che è il più frequentemente utilizzato, e protegge solo dal sierotipo C; il vaccino coniugato tetravalente, che protegge dai sierogruppi A, C, W e Y; il vaccino contro il meningococco di tipo B che protegge esclusivamente contro questo sierogruppo.

OBBLIGATORI O RACCOMANDATI? – Alcuni vaccini sono già raccomandati e offerti gratuitamente, altri invece lo saranno appena entrerà in vigore il nuovo Piano nazionale prevenzione vaccinale. La scheda vaccinale attualmente in vigore prevede la vaccinazione anti meningococco C nei bambini che abbiano compiuto un anno d’età, mentre è consigliato un richiamo con vaccino tetravalente per gli adolescenti. Il vaccino tetravalente coniugato anti-meningococco A,C,Y,W, è consigliato anche per gli adolescenti che non sono stati vaccinati da piccoli, e dovrebbe comunque essere somministrato a chi si reca in Paesi ove sono presenti i sierogruppi di meningococco contenuti nel vaccino.

Al di fuori delle due fasce di età sopracitate, il vaccino è fortemente raccomandato in persone a rischio o perché affetti da alcune patologie (talassemia, diabete, malattie epatiche croniche gravi, immunodeficienze congenite o acquisite etc.) o per la presenza di particolari condizioni (lattanti che frequentano gli asili nido, ragazzi che vivono in collegi, frequentano discoteche e/o dormono in dormitori, reclute militari. Il vaccino contro il meningococco B, attualmente offerto in alcune regioni nel primo anno di età, sarà presto raccomandato per i bambini più piccoli anche a livello nazionale.

I VACCINI GRATUITI E QUELLI A CARICO DEL CITTADINO – La vaccinazione contro il meningococco C è gratuita e prevede una sola dose a 13 mesi. Per il resto l’offerta vaccinale varia da Regione a Regione. La vaccinazione contro il meningococco B prevede diversi dosaggi a seconda dell’età in cui si inizia a vaccinare, anche se il vaccino è indicato soprattutto al di sotto di un anno. Al momento, questo vaccino è gratuito solo in alcune Regioni, ma presto dovrebbero esserlo a livello nazionale.

Per quanto riguarda i vaccini contro gli altri agenti batterici della meningite, la vaccinazione contro Haemophilus Influenzae B (emofilo tipo B) è solitamente effettuata, gratuitamente, insieme a quella antitetanica, antidifterica, antipertosse, antipolio e anti epatite B, al terzo, quinto e 11.esimo mese di vita del bambino, come da calendario vaccinale italiano. Non sono necessari ulteriori richiami. La vaccinazione contro Streptococcus pneumoniae (pneumococco) è offerta gratuitamente e va somministrata in 3 dosi, al terzo, quinto e 11.esimo mese di vita del bambino.

ADOLESCENTI E VACCINAZIONE – La vaccinazione contro il meningococco C, o meglio il vaccino tetravalente, è certamente consigliabile per gli adolescenti. Per chi è stato vaccinato da bambino al momento non è previsto alcun richiamo, anche se è comunque consigliabile effettuarlo. In Regioni come la Toscana tale vaccino è attivamente offerto.

ADULTI NON VACCINATI – La vaccinazione negli adulti non è raccomandata a meno che non siano presenti i fattori di rischio o le condizioni sopra riportate. Chi vuole può comunque ricorrere alla vaccinazione, anche se non gratuitamente (a parte Toscana o contesti particolari), rivolgendosi alla Asl o facendosi prescrivere il vaccino dal proprio medico di base.

L’obiettivo di questo articolo è di fornire informazioni semplici ai cittadini su alcune malattie infettive, su come prevenirle o su cosa fare per evitare il contagio. In questo opuscolo si parla di meningite per rendere più competenti i genitori, in particolare, su alcune cose importanti da conoscere su questa malattia. A tal fine si cerca di dare risposte ad alcune delle domande che più frequentemente ci si pone quando si verifica un caso di questa malattia. Che cosa è la meningite? La meningite è una malattia infettiva causata dalla infiammazione dei tessuti che coprono il cervello ed il midollo spinale e, in generale, è causata da batteri o da virus. La maggior parte dei casi di meningite batterica è dovuta a infezioni da pneumococco, meningococco, Haemophilus influenzae tipo b (Hib); con minore frequenza la meningite è causata da virus. Tali patologie si manifestano più frequentemente nei periodi invernale e primaverile.

E’ una malattia frequente? Si possono verificare epidemie di meningite? No, la meningite non è una malattia frequente; nel Lazio si verificano ogni anno circa 3 casi di meningite batterica ogni 100.000 abitanti. I casi si manifestano in modo isolato o in piccoli focolai epidemici, molto raramente superiori ai 2-3 casi, grazie anche alle efficaci misure di prevenzione che impediscono il propagarsi dell’infezione. E’ una malattia grave? La meningite batterica è una malattia seria ed il suo andamento può essere molto grave se non è trattata in tempo. Tuttavia una diagnosi e una terapia tempestive, nella maggior parte dei casi, sono efficaci e le persone colpite guariscono. Le meningiti virali hanno generalmente un andamento meno grave ma è comunque necessario il ricovero.

Chi colpisce la meningite? In teoria tutte le persone, di qualunque sesso ed età, possono essere colpite da meningite. In pratica i casi si manifestano con più frequenza nelle fasce d’età infantile ed anziana e, comunque, in soggetti in cui le difese immunitarie sono indebolite. Come si manifesta? La meningite ha spesso un esordio improvviso e può manifestarsi con i seguenti sintomi, prevalentemente associati tra loro: febbre elevata cefalea continua, intensa, che aumenta con stimoli diversi (movimenti, luci, rumori) vomito rigidità nucale letargia (il bambino si presenta apatico e sonnolente) facile irritabilità Non bisogna pensare ad ogni febbre che si tratti di meningite, tuttavia è sempre bene essere prudenti: occorre chiamare il medico senza esitazioni, in presenza dell’associazione dei sintomi descritti. Nei neonati (1° mese di vita) i sintomi della meningite possono presentarsi in modo più sfumato ma la comparsa di febbre rappresenta, da sola, motivo di allarme.

Come si trasmette? L’infezione si può trasmettere da una persona che elimina i microrganismi responsabili della meningite ad un’altra persona, attraverso il contatto con le secrezioni orali o le goccioline di saliva. La meningite può essere trasmessa solo alle persone che hanno avuto un contatto stretto con un malato nei 10 giorni precedenti l’inizio dei sintomi. Il rischio esiste, ad esempio, per chi ha avuto un colloquio a breve distanza. Il contagio è pressoché impossibile in altre circostanze quali: frequentare la stessa scuola, abitare nello stesso palazzo, essere stati negli stessi locali ma in tempi diversi rispetto all’ammalato. Cosa fare quando si verifica un caso di meningite in una comunità? I batteri che causano la meningite, in particolare il meningococco, non possono vivere a lungo fuori dell’organismo umano, per cui l’arieggiamento dei locali e la quotidiana pulizia degli stessi, ne causano l’inattivazione. I soggetti che sono venuti a stretto contatto con un malato nei 10 giorni precedenti l’inizio della malattia, devono essere trattati con antibiotici a scopo di profilassi.

Tale trattamento deve essere sempre indicato e prescritto da un medico ed è efficace per prevenire il diffondersi dell’infezione. Perciò non bisogna creare inutili allarmismi, considerato che normali misure di pulizia degli ambienti e una corretta profilassi antibiotica eliminano i rischi per la comunità. E’ invece inutile la ricerca di batteri, tramite tamponi naso-faringei, fra le persone della comunità in cui si è verificato un caso di meningite. Non è necessaria la disinfezione dei locali in cui ha soggiornato una persona affetta da meningite. Ci sono altri modi per prevenire la malattia? Proprio a causa dei differenti agenti responsabili della malattia, non esiste un solo vaccino in grado di prevenire tutte le meningiti. Il vaccino anti Haemophilus influenzae di tipo b (Hib) previene quella che era fino a qualche anno fa considerata la più frequente causa di meningiti nell’infanzia. Questo vaccino è utilizzato con successo nella nostra regione dove sono praticamente scomparse le meningiti da Haemophilus nei bambini al di sotto dei 5 anni. Tuttavia, nel caso dello pneumococco il vaccino non protegge contro alcuni sierotipi meno comuni e la vaccinazione contro il meningococco protegge solo nei confronti di uno dei due siero-gruppi circolanti. Attualmente la vaccinazione antipneumococcica nel Lazio è offerta gratuitamente a tutti i bambini nei primi due anni di vita che frequentano gli asili nido. La vaccinazione antimeningococcica è offerta con partecipazione alla spesa da parte degli assistiti.

In meno di un mese quintuplicata la richiesta di vaccini anti-meningite. Asl e ospedali paralizzati sotto assedio. Più 130% di dosi ai centri profilassi solo a dicembre. Il panico ha fatto, improvvisamente, ricordare agli italiani che l’immunizzazione funziona. Dopo che, negli ultimi anni, è stato scelto di limitare al massimo le vaccinazioni, facendo scendere la copertura sotto il livello di guardia. «Al momento, comunque, non esiste alcuna epidemia. E la circolazione dei germi che causano la malattia è nella norma. In linea con i numeri degli ultimi anni» rassicura il ministero della Salute. In alcune Regioni cominciano a scarseggiare i rifornimenti, sia nelle Asl che nelle farmacie. Non c’è emergenza, dunque, ma due aree in Toscana da tenere sotto osservazione. «Nessuna corsa irrazionale al vaccino – ricorda Walter Ricciardi ordinario di Igiene alla guida dell’Istituto superiore di sanità – Ripetiamo che, in Italia, i casi di meningite batterica non sono aumentati. Sono arrivati achiedere la profilassi anche gli anziani , trascurando la vaccinazione anti-influenza e anti-pneumo- cocco. Microrganismi per loro molto insidiosi».

Ieri, un altro caso di infezione: un’anziana del trevigiano colpita da meningite da pneumococco non contagiosa. Fuori pericolo i due pazienti ricoverati nei giorni scorsi a Genova, migliora l’anziano di Sulmona come la quattordicenne di Palestrina uscita dalla terapia intensiva.«Per il vaccino quadrivalente an- ti-meningite, che protegge dai ceppi A-C-W-Y135, il più utilizzato a livello nazionale – afferma Carlo Signorelli, past president della Società italiana di igiene e medicina preventiva e ordinario di Igiene all’università di Parma – risulta da dati aziendali un aumento del 70% delle richieste da parte delle asl nel periodo settembre-dicembre 2016 rispetto allo stesso periodo del 2015, con un picco del +130% di dosi fornite alle asl nel mese di dicembre 2016». Al di là del caso Toscana, dove il vaccino viene offerto alla popolazione, la priorità spetta ai bambini nati prima del 2012 che non sono stati ancora vaccinati, i più piccoli che non sono stati ancora immunizzati e gli adolescenti, che dovrebbero fare una dose di richiamo. Per loro, aggiunge Ricciardi, « è consigliato il vaccino quadrivalente (A, C, W e Y), che li protegge contro forme che si possono trovare all’estero».

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