Dai Parioli alla Tv: Baby squillo Fiction

Due ragazzine e un appartamento nel centro della Roma bene. Sfruttate per sesso praticamente alla luce del sole, vista la mole di clienti: in tutto circa 500, si è calcolato durante la lunga indagine che all’epoca finì su tutti i giornali. Era la fine del 2013. La storia che ruotava attorno ad Azzurra e Maddalena, 14 e 15 anni, al di là dei risvolti processuali è rimasta nel costume di questo Paese, tanto che ha prodotto una dicitura specifica: le baby squillo dei Parioli, dal quartiere residenziale in cui il loro protettore aveva affittato il monolocale nel quale si vendevano anche a 300 euro a prestazione. Ora tutto questo diventa il punto di partenza per una fiction, Baby.

Distribuita dal portale Netflix, diretta da Andrea De Sica – nipote del grande Vittorio – e Anna Negri, a fine anno arriverà in 190 Paesi. Racconterà in modo romanzato le cronache che allora sconvolsero e fecero discutere. Le ragazze, che qui si chiamano Ludovica e Chiara, interpretate da giovanissime attrici, Alice Pagani e Benedetta Porcaroli, in qualche modo ricalcano il ritratto delle originali: una con una famiglia complessa alle spalle, l’altra apparentemente meno bisognosa, ma in realtà sofferente e più fragile nei legami. «Lo scandalo dei Parioli», assicurano però dalla produzione, «è stato solo lo spunto. Ci siamo documentati, abbiamo letto libri e interviste. Il tema delle vite segrete degli adolescenti e della prostituzione è presente, ma non ci fermiamo lì». Si va oltre, spiega De Sica: «In Italia le storie dei ragazzi sono sempre democristiane. Qui c’è la bipolarità tra cattiveria e romanticismo, non cerchiamo di creare vittime, ma di descrivere il percorso di un’amicizia femminile molto forte, fino alle estreme conseguenze».

Le conseguenze nella realtà sono state davvero estreme: le ragazze, tolte alle famiglie, sono finite in strutture protette. La madre di una delle due, insieme con altre sette persone, è stata condannata a sei anni di reclusione: sapeva, secondo l’accusa. Anzi, incoraggiava la figlia perché dal suo vendersi anziché andare a scuola otteneva il denaro necessario per tirare avanti. Ai tempi aveva fatto impressione un’intercettazione in cui, di fatto, era la piccola a chiedere alla mamma di lasciar perdere perché di pomeriggio avrebbe preferito fare i compiti e non incontrare i clienti. Eppure, una volta che lo scandalo è esploso, la figlia l’ha sempre difesa e si dice che anche in comunità fosse disperata perché non poteva incontrarla. Ma anche la madre dell’altra giovane, che ha denunciato per prima i suoi sospetti alla magistratura avviando l’inchiesta, aveva con la ragazza un rapporto turbolento, fatto di silenzi e lunghe assenze. Nella serie Tv le due avranno volti celeberrimi: Isabella Ferrari, descritta dai produttori come «emancipata ma fragile, più adolescente della figlia», e Claudia Pandolfi.

La scuola in cui si snoda la vicenda non è il liceo classico Giulio Cesare, ma un fantomatico liceo Collodi, ricostruito a Tor Vergata. Il richiamo all’ambientazione reale, tuttavia, sarà minimo, mentre appaiono scenari da Grande Bellezza, da piazza Navona alle ville con terrazze del centro storico, fino al più popolare litorale tra Ostia e Ladispoli. «Finora i Parioli sono stati sempre ritratti con tono macchiettistico», ha detto De Sica, «qui invece abbiamo lavorato sull’empatia dei personaggi, sul fortissimo senso di vuoto che avvertono i ragazzi e che li spinge a cercare qualcosa che li faccia sentire vivi. Ci sono adolescenti che stanno male e tentano di dare dignità alla sofferenza e adulti che sono disattenti, che vivono un mondo completamente diverso».

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