Donna entra nel museo ed accoltella 4 persone: una morta e tre feriti, aveva gli occhi fuori dalle orbite

Ha assalito il museo del paese brandendo due coltellacci da cucina, seminando terrore e morte. È stato un vero pomeriggio di follia quello vissuto a Canneto sull’Oglio, comune di 4mila abitanti in provincia di Mantova. Una donna armata di coltello ha colpito il personale e i visitatori del museo civico di piazza Gramsci, che ospita una delle più importanti collezioni di giochi storici della Lombardia, quindi una volta uscita dal museo ha aggredito anche due ignari passanti. Quattro le persone rimaste ferite tra le quali anche Paola Beretta, 54 anni, dipendente dello stesso museo, che è deceduta dopo essere stata trasportata d’urgenza in ospedale.

l suo cuore ha smesso di battere alle 19, trenta minuti dopo l’aggressione subìta senza un apparente motivo mentre lavorava, come faceva da 20 anni, nella segreteria del museo. Sul caso indagano i carabinieri del Comando provinciale di Mantova, che hanno subito fermato la responsabile dell’assalto. In manette, con l’accusa di omicidio volontario e lesioni, è finita una donna polacca, di 58 anni, che da tempo lavorava a Canneto sull’Oglio come badante. Dai primi accertamenti l’assassina in passato avrebbe accusato problemi psichici tanto da essere seguita dai servizi sociali del comune. Non è chiaro, però, cosa avrebbe scatenato la follia omicida.

Gli inquirenti avrebbero ricostruito che la donna, una volta uscita di casa armata di coltello, avrebbe colpito a caso le vittime in preda a un raptus. Fortunatamente gli altri tre feriti sono gravi ma non in pericolo di vita. A coordinare le indagini e a dover dare un senso alla follia sarà il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Fabio Federici. La badante, dopo aver accoltellato a morte Paola Beretta, lasciandola agonizzante sul pavimento del museo, sarebbe uscita dai locali come una indemoniata fino ad incrociare un ragazzo che stava andando al museo per salutare degli amici. In strada, con un secondo coltello che evidentemente nascondeva in tasca, l’ha pugnalato tre volte. Non contenta, in piazza ha aggredito un uomo che spingeva la carrozzina della madre, ferendolo di striscio all’addome, mentre la signora è rimasta ferita nella caduta.

A quel punto i passanti, capendo la gravità della situazione, hanno cercato di fermare la donna. Alla fine a riuscirci è stato il comandante della polizia locale,che l’ha atterrata scagliandole contro una bicicletta e consentendo al resto delle persone di immobilizzarla. Marco Quatti, che presta servizio ad Asolo (Mantova), l’ha bloccata e le ha dato un calcio, riuscendo così a disarmarla. «Aveva gli occhi fuori dalle orbite», ha detto Quatti. «Quando l’ho incrociata teneva in mano due coltelli da macellaio. Le ho chiesto più volte di mettere giù le armi. Ma non mi ascoltava. Mi urlava di andare via di lasciarla andare, finché non si è avvicinato un mio amico in bici e io le ho lanciato la bici sulle gambe, disorientandola. Un’altra persona le ha dato una bastonata sulla mano, quindi le ho dato un calcio sulla pancia e lei ha mollato i coltelli». Il ragazzo ferito dalle tre coltellate è stato trasportato in elicottero in ospedale. La badante fermata, già all’alba di ieri, avrebbe tentato di aggredire alcune persone in paese ma alla fine era tornata a casa. La furia omicida è esplosa poi nel pomeriggio.

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