Giulia Bongiorno: È lei la più ricca del governo Conte: ha dichiarato un reddito di poco inferiore ai 4 milioni di euro

Perché accettare di fare il ministro? Alla domanda, posta a chi ha accettato di occupare una poltrona di governo, molti di volta in volta hanno risposto parlando di «onore», «missione», «senso del dovere» e via di questo passo. E noi a pensare, al contrario, che le parole da utilizzare avrebbero dovuto forse essere «potere», «interessi» e magari anche «soldi». A leggere però le dichiarazioni dei redditi di chi siede intorno al tavolo di Palazzo Chigi, la voce «soldi» andrebbe eliminata. Soprattutto se parliamo di uno dei membri del governo Conte: Giulia Bongiorno. Per la ministra della Pubblica amministrazione, 52 anni, avvocato dal 1992, divenuta celebre per aver difeso Giulio Andreotti al processo che lo vedeva accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, dal 2011 madre di Ian, deputata dal 2006 ed eletta al Senato nelle file della Lega, la responsabilità di un dicastero potrebbe rappresentare una bancarotta. Perché? Basta leggere la “Dichiarazione persone fisiche 2017”: alla voce reddito complessivo, infatti, si legge 3.831.294. Sì, proprio poco meno di 4 milioni di euro. Non solo. Giulia Bongiorno risulta anche proprietaria di 5 fabbricati, di altri 7 ne possiede la metà, di 16 la nuda proprietà, di un altro il 50 per cento della nuda proprietà e, infine, a lei è intestata ancora la nuda proprietà di 3 terreni. E ancora, in portafoglio dichiara pure 13 mila azioni di Terna, 2.500 di Cerved Information Solutions e 1.312 di Poste Italiane. E ci sono anche due autovetture da 16 e 12 cavalli fiscali.

I numeri non sono il risultato di un’ispezione fiscale. In nome dell’amministrazione trasparente, ministri e sottosegretari sono infatti tenuti a rendere nota la propria dichiarazione dei redditi assieme allo stato patrimoniale. Si può leggere ogni dettaglio sul sito del governo e dei rispettivi ministeri (al momento di andare in stampa non tutti i componenti del governo hanno pubblicato i dati). E se un ministro “senza portafoglio” come la senatrice Bongiorno è milionaria, quanto dichiarerà mai chi presiede il Consiglio dei ministri? Spiccioli. Giuseppe Conte, pure lui avvocato, per il 2017 ha infatti dichiarato 380.233 euro, un fabbricato e un’autovettura da 32 cavalli fiscali: un decimo della Paperon de’ Paperoni del governo.

Non che i colleghi se la passino meglio. La 47enne ministra per gli Affari regionali e le Autonomie Erika Stefani, ancora un avvocato, dichiara 102.236 più un fabbricato, un’automobile e due motociclette (una della quali in comproprietà). Lorenzo Fontana (ministro per la Famiglia e la Disabilità) al momento si limita per ora a dichiarare il possesso di un appartamento a Verona, della metà di un altro a Bruxelles e il 33 per cento di un altro immobile sempre a Verona. Fanalino di coda, per così dire, il ministro per rapporti con il Parlamento e la Democrazia diretta Riccardo Fraccaro (avvocato): si ferma a 93.437, nessun immobile né automobili.

E i pezzi da novanta? I ministri “con portafoglio” stanno ancora raccogliendo la documentazione. Due sole eccezioni. Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Il leader della Lega, nonché ministro dell’Interno e vicepresidente del Consiglio, ha potuto far conto sulla retribuzione da parlamentare europeo, 100.102,38 euro, cui si devono aggiungere ulteriori 11.250 euro.
Un capitolo a parte merita il suo “pari grado” Luigi Di Maio, pure lui vice di Conte, ma ministro dello Sviluppo economico e ministro del Lavoro e delle Politiche sociali. Non tanto per i 98.471,04 euro dichiarati assieme al 50 per cento della Ardima, una società di costruzioni, quanto perché ha voluto essere cristallino e ha pubblicato anche i redditi della famiglia. Dove, però, a guadagnare veramente sarebbe solo la madre Paolina Esposito: 52.403 euro. La sorella Rosalba, compro- prietaria di Ardima, dichiara 7.065 euro e il fratello Giuseppe, che di Ardima è amministratore unico, non ha percepito redditi. Il padre Antonio, infine, comproprietario con percentuali dal 73,70 all’1,05 per cento di 4 fabbricati e 9 terreni, dichiara un imponibile di 88 euro.

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