Guadagnare Online subito e tanto: ecco come fare

Internet è un ottimo trampolino di lancio per cambiare vita e avviare una nuova attività professionale, ma anche per arrotondare le proprie entrate senza stress, in maniera autonoma, facendo fruttare i propri talenti e le proprie passioni. In tanti si sono improvvisati “insegnanti” sul web per poi scoprire che i loro testi o filmati piacevano talmente da attirare migliaia di curiosi. E quando un blog o un canale YouTube, che poi non sono altro che una sorta di diario o raccoglitore tematico in cui si raccontano delle cose per iscritto oppure via video, hanno tanto successo di pubblico, risvegliano l’attenzione delle aziende che hanno interesse a piazzare la propria pubblicità là dove sanno che verrà vista. Ma sul web c’è spazio anche per chi non è un buon affabulatore ma ha fiuto per gli affari o abilità manuali. Perché non mettere in vendita le nostre creazioni artigianali? O ancora c’è chi ha sempre fatto il commerciante e vuole passare dalla vetrina fisica a quella online. Qualunque sia il nostro talento o aspirazione, il web è un ottimo trampolino di lancio, basta sapere come sfruttarlo. è vero che la concorrenza è tanta e non diventeremo certo ricchi in pochi giorni, ma seguendo le strategie giuste potremo raggiungere in tempi accettabili risultati soddisfacenti.

Cosa ci serve?

La prima buona notizia è che non sono necessarie attrezzature particolari: bastano una connessione Internet, un computer, una fotocamera o uno smartphone di fascia alta se abbiamo bisogno di registrare filmati di qualità e qualche software che ci aiuti a lavorare più velocemente rispettando i tempi frenetici di web e social network. Quale programma o piattaforma dipende dal tipo di attività che decideremo di svolgere e in queste pagine ne vedremo alcuni.

Un requisito fondamentale è invece l’esperienza. Niente paura: il punto non è che dobbiamo essere esperti della Rete e dei suoi meccanismi. È fondamentale piuttosto conoscere a fondo l’argomento che vogliamo trattare via blog o YouTube o i prodotti che vogliamo vendere. sarà anche necessario aggiornarsi sulle strategie per fare affari online e conquistare seguaci o compratori, ma per questo, fortunatamente, ci sono un po’ di trucchi e buone pratiche da mettere in campo.

La nicchia di mercato

Il web è uno spazio sconfinato ma piuttosto saturo, persino nei settori che interessano un numero relativamente basso di persone. Questo però non ci deve scoraggiare. Partendo dalle nostre passioni dobbiamo analizzare accuratamente la nicchia in cui vorremmo posizionare la nostra attività. Lanciare un semplice e-commerce dedicato alle scarpe da ginnastica sapendo che dovremo fronteggiare concorrenti come Footlocker, Zalando e tantissimi marchi sportivi famosi in tutto il mondo, sarebbe un suicidio, oltre che molto dispendioso. Al contrario un’attività che ci veda come punto di riferimento per l’acquisto online di scarpe da calcio per bambini potrebbe essere una buona idea. Più volte sulle pagine di Computer Idea abbiamo raccontato le storie di successo di start-up che colgono un’esigenza particolare, come Martha’s Cottage con il suo e-commerce per i matrimoni (https://martha- scottage.com) o Artemest (www.artemest.com) che vende i prodotti di alto artigianato italiano all’estero. se abbiamo un budget da investire o vogliamo reinventarci convertendo il nostro negozio in qualcosa di più attuale e soprattutto più competitivo scegliamo una fetta di mercato affine alle nostre passioni, ma allo stesso tempo non presidiata dai temibili colossi della Rete.

Quando la concorrenza è troppa possiamo anche pensare di differenziarci non tanto per il tipo di attività scelta ma per il modo in cui la proponiamo. Un discorso che vale non solo per chi vuole produrre e vendere qualcosa o rivendere prodotti di terzi, magari difficili da trovare sui canali tradizionali o nei grossi e-commerce, ma anche per gli aspiranti blogger e youtuber che hanno cose interessanti da raccontare e che possono influenzare il pubblico negli acquisti.

Vendere prodotti

Il commercio online oggi è davvero alla portata di tutti. sono sempre di più i commercianti che decidono di spostare il negozio dalla strada alle pagine web, almeno in parte, per permettere agli acquirenti di fare shopping a qualunque ora, comodamente da casa propria. Certamente creare un e-commerce richiede competenze tecniche, personale in grado di sviluppare un sito internet stabile e funzionante e almeno un addetto all’inserimento dei dati e alla gestione di ordini e spedizioni. C’è però una valida alternativa all’acquisto di un sito e-commerce, offerta dai marketplace che consentono ai commercianti di creare inserzioni, registrare l’inventario dei prodotti, stampare fatture e inviare informazioni sulla spedizione direttamente da una piattaforma pronta per essere configurata in modo facile, così da iniziare velocemente a vendere. eBay permette la creazione rapida di un negozio virtuale benché poco personalizzabile graficamente. Per un venditore non professionista che sceglie di aprire un Negozio Base, eBay mette a disposizione 100 inserzioni mensili, oltre le quali si paga una tariffa da 0,15 l’una, IVA inclusa. Qui tutte le informazioni https://bit.ly/2qmiwGn

 Amazon, oltre a offrire un servizio di logistica tutto incluso (ne parliamo nel box a pagina 5) permette la vendita a piccoli commercianti a costi però più salati rispetto a eBay. L’account per i professionisti viene 39 euro al mese senza ulteriori commissioni sulle vendite. Occhio però che Amazon prevede una “commissione di segnalazione” che dipende dalla categoria di prodotto. Ai venditori che non possono ricaricare il prezzo del prodotto almeno dal 15% sconsigliamo di vendere su Amazon. In entrambi i casi, Amazon o eBay, può bastare una sola persona per gestire le vendite se queste non superano le 100 unità mensili. La differenza tra account professionale o amatoriale la fanno sempre i volumi di vendita. Attenzione: i tanti siti di annunci gratuiti o molto economici come www. bakeka.it o www.secondamano.it andrebbero usati solo in maniera sporadica da chi non vende per mestiere.

Offrire un servizio

Accumulare commissioni, ovvero guadagnare grazie a percentuali che ci vengono riconosciute sulla vendita di prodotti o servizi realizzati da terzi, è un modello di business molto diffuso in Rete. E può essere un’ottima idea per chi ha sempre fatto il commerciale o il rappresentante e vuole continuare anche durante la pensione, per esempio, ma senza troppe pressioni. Possiamo scegliere di promuovere capiso i link o banner che avremo inserito nelle nostre pagine. Guadagniamo quindi se l’utente acquista, il solo clic non è sufficiente. Ovviamente la commissione è più interessante di quella offerta per il semplice inserimento di banner pubblicitari. È importante conoscere bene il settore scelto perché dovremo produrre notizie e contenuti in grado di attirare più traffico possibile sulle nostre pagine, che andranno aggiornate regolarmente. Quanto si guadagna dipende molto dal contratto stipulato. Con il programma di affiliazione di Amazon, ad esempio, potremo ottenere, iscrivendoci gratuitamente, fino al 12% in commissioni… Questo è il tetto massimo e potremo arrivarci solo se attraverso i link pubblicati sul nostro sito o blog verranno venduti almeno 250 prodotti al mese nelle categorie Abbigliamento, scarpe, gioielli, orologi e valigeria, quando la vendita è di tipo diretto, ovvero il link e il prodotto venduto appartengono alla stessa categoria. https://programma- affiliazione.amazon.it.

 Le alternative per chi vuole guadagnare con l’affiliazione non mancano. Anche per chi ha già aperto un sito o un blog sul quale sta investendo tempo e fatica per aumentare il numero di visitatori: qualunque sia l’argomento trattato, trovare annunci in linea col tema è facile. Andiamo per esempio su www.clickbank.it. Dall’Home Page clicchiamo su Affiliate MarktPlace e seguiamo le istruzioni a schermo, fortunatamente chiare e tradotte in italiano.

Potremo selezionare annunci da ben 23 categorie differenti. Ogni prodotto ClickBank ha un tasso di provvigione stabilito dal venditore che varia dal 1% al 75% e che viene calcolato dalla piattaforma sul prezzo di vendita, al quale va sottratto un importo fisso differente in base a tipo di articolo (https://bit. ly/2ErWStE). Le commissioni in genere sono migliori di

quelle offerte da Amazon, ma sappiamo bene che il colosso e-commerce ha grande successo e che le persone sono maggiormente portate a fare clic su quei link che sono loro noti e quindi percepiti come più affidabili.

Inserire le pubblicità

Quante volte aprendo una pagina web notiamo banner e annunci pubblicitari che propongono prodotti o servizi che effettivamente rispondono ai nostri interessi, o addirittura sono correlati alle ultime ricerche effettuate su Google? Molto spesso, se non addirittura sempre. Questa strategia pubblicitaria si basa sul tracciamento degli interessi degli utenti, fornendo annunci di pubblicità contestuale che alcuni provider come Google AdSense, www.google.com/ adsense o Criteo, www.criteo. com/it pubblicano negli spazi dei siti riservati agli annunci. In questo caso, se abbiamo un blog o un sito, per partire basta iscriverci al servizio, ma è importante sapere che serve molto traffico per guadagnare. Ovviamente, generare traffico non reale cliccando sui nostri stessi annunci o utilizzando sistemi automatici non solo non ci farà ottenere alcun risultato ma ci porterà ben presto a essere bannati (ovvero esclusi dall’utilizzo dei servizi). Con Google Adsense, ad esempio, possiamo stimare un guadagno mensile di circa 150-200 euro attraverso un sito o blog che abbia 35.000 visualizzazioni mensili. Ci sono però molti fattori da valutare: non è una formula matematica. Molto può cambiare a volte semplicemente riposizionando gli annunci nella pagina. google ci pagherà quando avremo totalizzato almeno 10 euro al mese.

Fare dell’informazione un prodotto

se il nostro intento è invece quello di divulgare informazioni, formare i nostri utenti e dar spazio alle nostre doti in ambito didattico, la creazione di un “infoprodotto” potrebbe essere la scelta giusta.

A differenza di un normale blog divulgativo, un audiolibro, un e-book o un videocorso online potrebbero rappresentare una soluzione più autorevole e apprezzata dagli utenti interessati a saperne di più su un certo argomento.

I manuali in PDF e le videolezioni sono i formati più utilizzati da chi guadagna attraverso la vendita di prodotti educativi. Per i corsi potremmo aprire un sito dedicato (ma si tratta di un’opzione piuttosto costosa) o anche, allo scopo di farci conoscere, iniziare da YouTube. Affiancando una campagna pubblicitaria studiata, che non può mai mancare, un business di questo tipo può generare entrate interessanti, soprattutto se la nostra specializzazione è di quelle che vanno per la maggiore (moda, trucco, progettazione di giochi e attività per bambini) o è particolarmente originale.

Quando si fa formazione il prodotto è quello che raccontiamo ma in parte siamo anche noi. Meglio puntare allora a migliorare l’autorevolezza personale curando con particolare attenzione i nostri profili social, dedicandoci almeno a due tra Instagram, Facebook, Pinterest, Twitter e LinkedIn da scegliere in base al tipo di attività didattica. Chi ci segue sarà più motivato ad acquistare i nostri corsi se si sarà affezionato a noi grazie ai profili social.

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