luschra Gazi soffre di autismo, una sindrome che riduce le capacità di interagire e comunicare con gli altri

Chi ha preso la nostra bambina? Per quale motivo ce l’hanno portata via?”. Siamo nella casa dei genitori di luschra Gazi, la ragazzina di quasi 12 anni scomparsa nel nulla il 19 luglio scorso nei boschi di Serie, in provincia di Brescia. La sua mamma ci mostra con aria triste le foto di sua figlia. Con occhi lucidi ci dice: «Sono disperata. Più passano i giorni e più mi convinco che la mia bimba stata sia rapita ».

La mamma di luschra si chiama Nurunnahar Khanam e ha 32 anni. È originaria del Bangladesh, ma vive in Italia da ventanni insieme a suo marito, Mohamed Md Liton Gazi, 48, che in questo momento siede accanto a lei sul divano del loro salotto. Anche lui è convinto che sua figlia sia stata rapita. Infatti, a Giallo dice: «luschra soffre di autismo, una sindrome che riduce le capacità di interagire e comunicare con gli altri. Per un adulto sarebbe stato facilissimo caricarla in macchina e portarla via. Vogliamo sapere chi è stato e perché lo ha fatto».Il giorno in cui è scomparsa, luschra stava partecipando a una gita in montagna organizzata dalla Fobap-Anffas, una fondazione bresciana che aiuta le persone con disabilità e le loro famiglie. Con lei cerano altri ragazzini disabili e gli operatori dell’associazione, che avrebbero dovuto assisterli per tutta la durata dell’escursione.

Il gruppo si è recato sull’altopiano di Cariadeghe, un immenso parco naturale situato tra la Val Gobbia e la Valle Sabbia, a circa 50 minuti di auto da Brescia. Gli operatori hanno parcheggiato davanti all’osteria Ruchì, in una piccola area verde dove, all’ombra degli alberi, i villeggianti sistemano le loro tende. Si stavano preparando a trascorrere una giornata di giochi e divertimento nella natura, quando è iniziato l’incubo. Ci racconta il papà di Iuschra: «Mia figlia ha un’assistente personale, che avrebbe dovuto occuparsi solo di lei. Poco dopo le 11, questa educatrice mi ha telefonato e mi ha detto: “Iuschra si è allontanata nel bosco e non riusciamo più a trovarla”. Mi sono precipitato sul posto». Al suo arrivo, l’uomo ha trovato i carabinieri, che gli hanno raccontato che i bambini stavano camminando insieme agli educatori, quando Iuschra si è messa a correre e ha fatto perdere le sue tracce. Continua papà Mohamed: «L’educatrice di mia figlia mi ha detto: “Iuschra si è allontanata, l’ho seguita, l’ho chiamata, lei si è girata e mi ha sorriso. Ma non si è fermata, così sono scappata a chiedere aiuto agli altri. Poi non l’abbiamo più trovata”. Mi è caduto il mondo addosso».

L’allarme è scattato subito e sul posto sono arrivati gli uomini della Protezione civile, del Soccorso alpino e le Guardie forestali, che hanno perlustrato ogni angolo del bosco. Alle ricerche hanno partecipato anche più di trenta speleologi, che hanno controllato grotte e buche, e i sommozzatori, che hanno perlustrato tutte le pozze d’acqua. Alcuni clienti dell’osteria Ruchì raccontano: «Tutta la zona è stata perlustrata da circa 1500 persone, ma della bambina non è stata trovata traccia. Non un frammento di vestiti, non un elastico dei capelli o una scarpa, piente. Come se si fosse dissolta nel nulla».

Un pensionato che abita nella zona, Mario Franzoni, sostiene di aver visto Iuschra poco dopo la scomparsa: «Stava camminando, era serena. Si è avvicinata a me, ma poi il mio cane ha abbaiato e lei è andata via». Un altro testimone, un 30enne che abita a Serie, ha detto di averla vista seduta su una panchina di legno: «Le ho detto ciao, ma è scappata. L’ho vista imboccare una strada che porta a Bottici- no». Gli investigatori non hanno ritenuto attendibile questa testimonianza, poiché pare che il giovane sia un mitomane. Ma il papà di Iuschra si è recato comunque a Botticino, che dista circa un quarto d’ora da Brescia.

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