Miguel Bosé e il marito, lo scultore Nacho Palau, hanno deciso di separarsi e di andare a vivere in continenti diversi

Nel 1990, quando scrisse Los chicos no lloran, probabilmente era sincero mentre nel ritornello di quel brano cantava: «I ragazzi non piangono, possono solo sognare». Adesso, però, per Miguel Bosé continuare a pensarlo diventa più difficile. La notizia del suo divorzio da Nacho Palau, lo scultore spagnolo con cui si era sposato, infatti, ha fatto il giro del mondo, soprattutto per un accordo sconvolgente: la coppia si spartirà anche i figli! Già, perché Miguel ha avuto da madri surrogate due coppie di gemelli, Diego e Tadeo, nati nel 2011, e poi Ivo e Telmo, venuti alla luce sette mesi dopo, nel 2012. La paternità dei quattro ragazzi era condivisa con il suo compagno: i primi due sono stati adottati da Bosé, i secondi da Nacho.

Entrambi i genitori hanno protetto i quattro figli dalla curiosità del pubblico, salvaguardandone la privacy da occhi indiscreti. Furono costretti a presentarli ufficialmente, come nel 2017 scrisse proprio Gente in un articolo corredato da una foto della famiglia al completo in gita a Disneyland, il parco dei divertimenti di Los Angeles. La decisione fu dettata da una spiacevole situazione: un pirata informatico aveva violato il cellulare di Bosé chiedendogli una forte somma di denaro per non pubblicare le sue foto private in compagnia dei piccoli. L’artista ebbe il coraggio di rifiutare, postando lui stesso le immagini di sé e dei suoi cari. Non cedendo, in questo modo, all’odioso ricatto.

Da quel momento sulla vita dei quattro bambini era nuovamente calato il sipario. Fino a ora, appunto. Il fatto è che Miguel e Nacho non si sono separati solamente cambiando casa, ma vivranno in due continenti differenti: Bosé si è trasferito in Messico e Palau è invece rimasto in Europa. E la stessa sorte è toccata ai loro figli: due si trovano in Messico, due in Spagna. «Una condizione un po’ caotica e spinosa», hanno riconosciuto gli ex coniugi. Per risolvere il problema della distanza fra i quattro fratelli, Miguel e Nacho avrebbero dunque fatto una bella pensata: organizzare lunghe sessioni su Skype, il sistema di messaggistica che permette agli interlocutori che lo utilizzano di contattarsi anche tramite una trasmissione video. Garantendo così la possibilità per loro di continuare a interagire come facevano a casa. Nonostante ciò, comprensibilmente, la decisione di dividere i ragazzi raccoglie tante critiche e ha sollevato molte polemiche.

Per Miguel, insomma, non è un bel momento. Reso ancora più complicato da quanto riferisce il quotidiano madrileno El Pais, che ha pubblicato un elenco dei contribuenti più morosi con il fisco spagnolo: fra costoro appare Bosé, debitore per circa 2 milioni di euro. Ci si chiede se è per questo che ora vive in Messico. Un’altra domanda sorge spontanea: ma in Italia una tale spartizione dei figli, tenuti distanti da un oceano e dieci ore di volo, sarebbe consentita? «La nostra giurisprudenza è abbastanza netta: l’interesse dei genitori soccombe di fronte a quello dei figli. Compito del giudice è mantenere intatto il più possibile il rapporto tra fratelli che, quindi, devono vivere, salvo eccezioni motivate, sempre insieme», ha spiegato Alessandro Simeone, avvocato del Comitato scientifico de Il Familiarista, portale di diritto di famiglia.

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