Riforma Pensioni, decreto a gennaio: Quota 100 e pace fiscale al centro dell’attenzione

La legge di bilancio ha finanziato la misura quota 100, che darà la possibilità di uscire anticipatamente dal mondo del lavoro rispetto a quanto era stato previsto dalla tanto odiata legge Fornero. Al centro della riforma pensioni c’è, dunque, Quota 100 quella misura che è disciplinata da un decreto apposito che il governo dovrebbe varare tra il 10 e il 12 di gennaio al massimo. Questa misura consiste nella possibilità di poter accedere anticipatamente alla pensione, una volta maturati due requisiti minimi ovvero uno contributivo che ammonta a 38 anni di contributi versati e l’altro anagrafico vero 62 anni di età. Si tratta però di una misura del tutto sperimentale e non strutturale ed avrà una durata limitata, ovvero quella di 3 anni per poi lasciare il posto a Quota 41.

Sono previste delle uscite o meglio delle finestre di uscita dal mondo del lavoro con Quota 100 e si tratta di finestre trimestrali per quanto riguarda i lavoratori Privati, mentre saranno semestrali per i lavoratori pubblici. La prima finestra utile sarà quella del primo Aprile, mentre per i secondi ci sarà la prima uscita disponibile a partire dal mese di ottobre. Esclusi da questa finestra autunnale saranno i docenti, ai quali non sarà permesso di poter usufruire di questa finestra a meno che non ci siano appositi interventi, considerato che gli stessi possono comunque andare in pensione soltanto il primo settembre di ogni anno e quindi potranno usufruire soltanto di una sola finestra.

Questo decreto tanto atteso e che arriverà, come abbiamo visto, entro il 12 di gennaio prevederà anche il divieto di cumulo con altri redditi per chi accedere alla pensione anticipatamente e anche la cosiddetta pace contributiva. Cosa si intende con questo termine? La pace contributiva è rivolta essenzialmente a tutti coloro i quali sono interamente nel regime contributivo, dando loro la possibilità di poter riscattare parzialmente o totalmente i periodi per i quali non sussiste l’obbligo contributivo e sarà anche una misura sperimentale che avrà la durata soltanto di due anni.

Di pace fiscale se ne parla già da parecchio tempo e nello specifico si parlerebbe di condono cartelle che riguarderebbe un ingente platea di beneficiari per un valore totale intorno ai 524 milioni di euro. A rientrare in questa sorta di condono sono le cartelle sotto i €1000 e oltre al bollo auto ci sarebbero anche le multe stradali e i tributi locali, come la tassa sui rifiuti oppure l’Ici. Non resta che attendere , dunque, il decreto che arriverà al massimo nei prossimi giorni, ovvero entro e non oltre 12 gennaio 2019.

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