Al Bano e Romina Power, quando erano ai ferri corti lei lo accusò di esser un dittatore

Cellino San Marco, terra perduta in mezzo ai boschi e alle foreste, nella lontana provincia brindisina. Regno incontrastato di Albano Carrisi e Romina Power, nasconde segreti inconfessabili peccati mortali che hanno per protagonisti proprio loro, i signori della canzone italiana. Quel luogo sperduto, circondato da vigneti e da masserie, custodisce confessioni e misteri che mai ci saremmo sognati. A dire il vero se li guardi, ti vengono in mente i momenti magici di Sanremo, delle loro esibizioni sull’Ariston, della dolcezza dei versi di Nostalgia Canaglia, uno dei loro brani più sentiti. Sembrano il ritratto della Felicità, altra canzone indimenticabile, sicuramente una delle più belle scritte dal cantautore.

Eppure la loro vita è stata segnata da episodi agghiaccianti, da avvenimenti strani, da storie incredibili. Anzi, veri e propri scheletri. Sembravano la coppia perfetta, fatti uno per l’altro, si conobbero giovanissimi, addirittura quando Romina aveva quindici anni. Adolescenza turbolenta per la figlia degli attori Linda Christian e Tyrone Power. Forse il collegio di suore in Messico, poi una scuola speciale del Regno Unito, hanno contribuito a far nascere in lei un senso di evasione. A 13 anni ha abbandonato gli studi per fare fattrice di pellicole sensuali; poi le avventure al Piper, il celebre locale romano dove, appena Henne, ballava per tutta la notte. Nella Capitale, quando aveva 15 anni, l’incontro folgorante con i Beatles a Villa Medici. «Eravamo tutti fatti di Lsd.

Ricordo che a un certo punto camminavamo in fila sopra il muro torto che separa la casa da Villa Borghese. Sono stata a casa di Paul McCartney, ai tempi fidanzato con Jane Asher. Abbiamo fumato marijuana con mia sorella Taryn, tredicenne, che non aveva mai provato. E poi, tutti in cerchio ci siamo messi a fare una seduta spiritica». Meno male che poi sulla sua strada ha incontrato Albano Carrisi, l’uomo della provvidenza.

Albano padre, padrone? Tanto da venir etichettato ‘dittatore’? «Se lo contrariavo si arrabbiava, urlava. Era un dittatore. Una volta mi ha dato un calcio», disse Romina Power qualche anno fa, come esternazione in mezzo ad una guerra verbale nata subito dopo la loro separazione. La risposta, sulle ragioni della fine della loro storia, la diede lo stesso Albano, una sorta di diritto di replica sulle dichiarazioni pesanti dell’ex moglie. «Non l’ho mai maltrattata. L’ho trattata come una Madonna. Non mi aspettavo da lei che mi gettasse addosso tanto fango. Questo mondo che racconta non mi appartiene. Chi mi conosce è testimone».

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