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Alberto Angela, anche questa edizione di Ulisse è stato un grande successo

La televisione fa ascolti soltanto se è divertente, logorroica, “caciarona”, troppo sentimentale e con la lacrima obbligatoria, aggressiva fino all’offesa e alla parolaccia, insomma, usando un termine amato da chi non gradisce questa tendenza degli ultimi anni, trash? Sono programmi come “Ciao Darwin”, “Live – Non è là D’Urso”, “Uomini e Donne”, “Grande Fratello” o “L’Isola dei Famosi” a farla da padrone perché è questo che il pubblico vuole? Non è esattamente così e la nuova edizione di “Ulisse” lo dimostra.

Il programma di Rail condotto da Alberto Angela, infatti, in questa stagione appena iniziata ha battuto nettamente la concorrenza che presentava una trasmissione forte come “Amici Celebrities”. I dati parlano chiaro con “Ulisse” seguito da una media di 3.821.000 telespettatori contro i 3.271.000 del talent vip di Maria De Filippi. Da considerare anche la differente lunghezza delle due trasmissioni. Questo risultato è importante non tanto per la discussione “la tv italiana è trash” che piace tanto a certi commentatori, quanto per il fatto che dimostra come la cultura, se fatta bene, merita uno spazio importante anche in prima serata. E’ un bene, infatti, che i vari canali tv presentino trasmissioni di ogni genere, da quelle di puro intrattenimento ai talk politici a quelle di cultura, perché non c’è un pubblico unico, ma c’è sempre qualcuno che ha interessi diversi. Semmai il problema è la predominanza di un certo genere pensando che le trasmissioni culturali non meritino la prima serata e, in particolare, quella delle reti ammiraglie.

Se poi si considera la Rai come servizio pubblico, non sarebbe male avere anche più trasmissioni come quelle di Alberto e Piero Angela. Sin dall’inizio il dubbio è stato: è la tv che decide a tavolino cosa piace agli spettatori o sono gli spettatori che decidono cosa deve andare in onda e cosa no? La risposta ora è chiara: deve esserci un po’ di tutto. Sembra una banalità, ma non lo è, perché i produttori devono guardare gli incassi pubblicitari e uno show molto interessante ma costoso e con scarsi risultati (scarsi significa che comunque a qualcuno è piaciuto) non può andare avanti. Alberto Angela però non si preoccupa tanto degli ascolti, per lui il successo è altro: «se ho festeggiato? Non facciamo questi programmi per il risultato, il nostro successo è già andare in onda in prima serata. – ha detto a “Il Fatto Quotidiano” – Dall’altra parte ci sono gruppi di altissima professionalità, leader del sabato sera.

I dati, certo, vanno considerati, ma per me quello che conta è far arrivare la divulgazione scientifica a più persone possibili». E ne è orgoglioso: «siamo l’unico Paese al mondo che ha lanciato e vinto questa sfida». Insomma, Alberto è sempre più convinto che la cultura sia vincente e che non vada messa da parte, anzi, che bisogna stimolarla sempre di più: «l’Italia in questo è speciale: ci nutriamo di cultura in ogni cosa che facciamo, dalla ricetta nel piatto alla piazza in cui incontriamo gli amici al parente che ti racconta la storia di un luogo. La cultura è come l’aria: la respiriamo tutti, ricchi e poveri… Il patrimonio è la nostra identità e va tutelato». E pensare che il noto conduttore e divulgatore scientifico a scuola è stato anche bocciato all’esame di quinta elementare, ma non perché non studia, bensì perché la scuola che frequentava era molto rigida e lui aveva saltato un esame.

Tutto qui, non ha mai messo in dubbio l’importanza dello studio, neanche da bambino e alla fine è stato ripagato con un successo costruito inizialmente anche e soprattutto grazie a suo padre Piero che lo ha voluto accanto a sé nel suo lavoro dopo averlo visto lavorare sulla televisione svizzera. «Da quando abbiamo cominciato a lavorare insieme tra noi c’è un rapporto tra colleghi, troverei fuori posto chiamarlo papà. – ha detto in proposito al “Corriere della Sera” – Quando si lavora in un settore come quello del giornalismo scientifico e della divulgazione, scopri che la scienza unisce le generazioni: un anziano, un giovane, uno di età media parlano la stessa lingua». Tra l’altro Piero e Alberto lo scorso 20 luglio hanno condotto insieme su RaiUno lo speciale dedicato allo sbarco sulla luna intitolato “Quella notte sulla Luna’’ ottenendo grandi riscontri anche in quel caso nonostante fosse d’estate. Di “Ulisse” Alberto Angela è decisamente orgoglioso, dopo che anche suo padre gli ha fatto i complimenti dicendo che è molto bravo: «essere in prima serata di sabato con un programma culturale è raro, non accade neanche nelle tv all’estero. – ha detto a “Tv Sorrisi e Canzoni” – E’ possibile qui, tra capolavori che tutto il mondo ci invidia.

“Ulisse” poi unisce la conoscenza al viaggio stimolando la curiosità, che è contagiosa». Merito anche del linguaggio moderno ed efficace che Angela usa per spiegare concetti complessi ai telespettatori, soprattutto quelli più giovani che lo amano molto. «Bisogna scendere dal piedistallo, usare le parole che usano tutti, raccontare dei temi che magari di solito sono un po’ ostici in modo da incuriosire. Se vuoi nutrire una persona devi creare un piatto che faccia venire l’acquolina in bocca. Per il cervello è la stessa cosa. E quando spegni la tv, è bello avere imparato qualcosa col sorriso. Perché si vive solo una volta, e bisogna rendere oro qualunque momento». La carriera di Alberto, insomma, con il nuovo “Ulisse” sta andando davvero a gonfie vele, un po’ come la sua vita privata che tiene lontana dalle luci dei riflettori. Il divulgatore è sposato da circa 26 anni con Monica ed ha tre figli di nome Riccardo, Edoardo e Alessandro e con la sua famiglia è in grande sintonia. Per Alberto, poi, continuano a fioccare i “premi”. Ha ottenuto una laurea honoris causa in “Comunicazione del Patrimonio Culturale” all’Università di Palermo, una in quella di Napoli, dove lo hanno festeggiato centinaia di studenti e alla UPO, l’Università del Piemonte Orientale. In più ha avuto la cittadinanza onoraria a Pompei, Napoli e ad Aquileia in provincia di Udine. Altro che reality e soubrette da copertina! •

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