Amadeus: ”sarei felice di battezzare un bimbo nato da un amore consacrato da Dio”

A dieci anni dal matrimonio civile, Amadeus sposa in Chiesa la moglie Giovanna Civitillo, madre del figlio José. La coppia ha potuto realizzare questo sogno grazie all’annullamento del primo matrimonio con Marisa Di Martino – da cui era nata la figlia, Alice – ottenuto dal presentatore dal Tribunale ecclesiastico della Sacra Rota.

Un traguardo raggiunto grazie all’appoggio e al consiglio di un sacerdote, don Santino Spartà, che ha celebrato le nozze nella chiesa di Sant’Anna in Vaticano.

Una cerimonia blindata, seguita da un pranzo in un esclusivo ristorante nel quartiere dell’Olgiata. «È stato un matrimonio semplice e familiare, senza vip», racconta don Spartà. «Per il suo “Sì” in Chiesa, Amedeo, come lo chiamo affettuosamente, ha voluto solo i suoi genitori, siciliani, quelli della sposa, napoletani, e i parenti più cari.

I testimoni sono stati la figlia Alice per Amedeo e il fratello per Giovanna, tutti uniti da un profondo spirito religioso».
Don Santino, si ricorda quando ha conosciuto Amadeus e Giovanna? «Tre anni fa a Roma durante una cena dove erano presenti molti vip. Mi colpirono per il loro atteggiamento riservato e per l’intesa che li univa.

Quindi mi avvicinai al loro tavolo e dissi ad Amedeo: “Complimenti, hai proprio una bella moglie!”. E mi sentii rispondere: “Veramente non dovrebbe definirla tale, visto che per la Chiesa non lo è”. Ho percepito il dolore che nascondevano quelle parole e mi sono fatto spiegare la situazione, consigliandogli di chiedere l’annullamento delle prime nozze. Pensavo che esistessero i presupposti giuridici per la richiesta e, inoltre, so che la Chiesa è molto sensibile all’esigenza delle coppie cattoliche divorziate, ansiose di regolarizzare la loro posizione».

Quali sono stati i momenti più belli della cerimonia? «Ce ne sono stati parecchi. Per esempio l’ingresso in chiesa di Giovanna, accompagnata dal padre e da José, anche lui raggiante. Era bellissima, con un elegante abito bianco, accollato. La sposa condivide, infatti, il mio pensiero che al matrimonio non si deve mostrare il décolleté come se si andasse in discoteca».

L’abito bianco non è inadeguato a una sposa con dieci anni di matrimonio civile alle spalle e madre di un figlio?
«Assolutamente no, per la purezza del suo amore e per l’onestà del suo cuore, Giovanna meritava quell’abito. Ho visto il suo sguardo mentre, insieme al marito, prendeva la comunione che gli era stata negata durante il rito civile».

Gli sposi hanno pianto per l’emozione? «Sì, quando ho letto loro il telegramma inviato da papa Francesco per far arrivare i suoi auguri e la sua benedizione e allo scambio degli anelli».

È possibile che la coppia ora allarghi la famiglia? «Giovanna è giovane, innamorata e quindi non mi stupirei se volesse un altro figlio. E io sarei felice di celebrare il battesimo di un bambino nato da un grande amore, consacrato davanti a Dio».

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