Anziana sviene al supermercato, si scusa dicendo: “Non ho i soldi per mangiare, vivo in casa ma al freddo”

Pubblicato il: 20 Ottobre 2019 alle 2:35

Tristissima vicenda a a Pontevigodarzere, alla periferia di Padova. Giovedì 1 marzo una donna anziana è collassata mentre si trovava al supermercato a fare la spesa. La donna, 75 anni, ha accusato un malore ed è stata subito soccorsa da un medico presente per caso nel negozio. Agli altri clienti che l’hanno aiutata, l’anziana ha spiegato di aver fame ma di non poter comprare nulla perché i soldi della pensione non le bastano. La 75enne vive con la pensione minima che però non basta ad arrivare alla fine del mese. E così per poter risparmiare è costretta a tagliarsi i servizi primari, come il riscaldamento. E in un periodo così gelido per affrontare le basse temperature la nonnina usa diversi stratagemmi, come quello di indossare tanti vestiti. “Mangio poco, non posso permettermi quasi nulla e così non ho più le forze”, ha detto a chi l’ha soccorsa dopo lo svenimento nel supermercato.

Il giorno dopo Marilena è stata raggiunta dal ”Gazzettino di Padova” e ha raccontato la sua storia. ”Non chiedo grandi aiuti. – ha detto la signora – Mi basterebbe avere il riscaldamento e l’acqua calda”. Settantacinque anni, una vita passata a lavorare come contabile in una azienda di famiglia, e 700 euro al mese per vivere. ”Vado avanti mangiando cibo freddo in scatola, ho fame ma non ho soldi. E non ho più forze”, ha raccontato al medico che l’ha rianimata tra gli scaffali del supermercato Alìper, nel quartiere Arcella, dopo essere svenuta mentre faceva la spesa.

”Sono pensionata dal 2000, dopo aver lavorato tantissimi anni nel settore contabile di una ditta di famiglia. Mi ero diplomata in ragioneria – ha spiegato la signora Marilena al Gazzettino di Padova – e quello era il mio mestiere. Non ho fratelli o sorelle, non ho figli e non mi sono nemmeno mai sposata. Con gli unici famigliari ho litigato molti anni fa, per alcune questioni personali legate ad una vecchia storia di eredità. A me dopo la morte di una zia non è rimasto niente, e con loro non ci salutiamo nemmeno più”.

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