Black Mirror: Bandersnatch, recensione del film interattivo di Netflix

Black Mirror: Bandersnatch è noto anche come Bandersnatch ed è un film interattivo pubblicato su Netflix lo scorso 28 dicembre 2018 e pensato come parte del franchise di Black Mirror. E’ stato scritto da Charlie Brooker ed è diretto da David Slade. I prodotti esecutivi Charlie Brooker e Annabel Jones sono stati contattati proprio da Netflix per realizzare un film interattivo nel maggio 2017, dopo che Netflix aveva anche realizzato altre opere interattive per bambini. Si tratta di film interattivo, dove in vari punti viene chiesto allo spettatore di effettuare una scelta che possa in qualche modo influire sulla trama. Ci sarebbe un breve tutorial che andrebbe a variare a seconda del dispositivo utilizzato e che va a spiegare allo spettatore come poter effettuare le scelte. Si hanno dieci secondi a disposizione, poi viene presa una decisione predefinita.

Nel corso del film, lo spettatore può tornare indietro ed effettuare poi una scelta diversa. In media la durata è di 90 minuti, ma poi ci sarebbe anche un percorso più veloce che è di soli 40 e poi quello più lungo di 2 ore e mezzo. Sono presenti anche ben 150 minuti di riprese diverse che sono suddivise in ben 250 segmenti. Stando a quanto detto da Netflix, i finali principali potrebbero essere cinque ed ognuno avrebbe alcune varianti, anche se il produttore Russel McLean, ne considera dieci o dodici. In molti casi, quando lo spettatore raggiunge un finale, questo film interattivo da la possibilità di riconsiderare la scelta fatta, in modo da scegliere eventualmente di considerare finali differenti. Lo spettatore, inoltre, avrà ancora la possibilità di ricominciare dall’inizio la visione di Bandersnatch e questo va a cancellare tutte le informazioni riguardo le scelte che sono state effettuate su quel dispositivo.

La trama

Siamo nel 1984 e Stefan è un diciannovenne introverso e disturbato, molto probabilmente da un lutto importante che ha segnato purtroppo la sua crescita. Adesso il giovane si trova diviso tra le attenzioni del padre ed i colloqui con la psicologa ed è un aspirante sviluppatore di videogiochi che spera di poter elaborare un giorno per la Tuckersoft, ovvero una compagnia in espansione con la quale è riuscita a fissare un appuntamento proprio per mostrare il prototipo di un’ avventura in prima persona al quale sta lavorando e che si ispira a Bandersnatch,ovvero un librogioco diventato piuttosto famoso perché l’autore è uscito pazzo durante la stesura.

Bandersnatch è quindi un’esperienza metareferenziale che al proprio interno va a mescolare le tematiche più disparate con l’obiettivo di portare lo spettatore che diventa con lui protagonista di questa storia. Non mancano quindi provocatori e controversi che generano un profondo senso di smarrimento. Si tratta quindi di un episodio interattivo e i primi istanti spiegano effettivamente come funziona in modo sintetico ed è molto chiaro.

Il sistema di controllo cambia a seconda di quello che è il dispositivo di riproduzione che si utilizza e come abbiamo visto in alcuni casi, bisogna compiere una decisione tra due possibili alternative, andando a selezionare quella che si preferisce, entro soltanto 10 secondi. Nel caso in cui non si effettua nessuna scelta, sarà l’episodio stesso a farlo per voi proseguendo con una visione sempre più fluida.

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