Bollette a 28 giorni, al via i rimborsi dopo il verdetto del Consiglio di Stato

Torniamo a parlare delle bollette 28 giorni e dei rimborsi che i consumatori Sono ancora in attesa di ricevere. La Strada sembra essere ancora lunga nonostante i tantissimi ricorsi che sono stati presentati e tanti arriveranno nel corso delle prossime settimane ma alla fine i consumatori sembrano essere quasi vicini alla vittoria. Proprio sulla vicenda dei rimborsi per le bollette a 28 giorni, il Consiglio di Stato ha respinto la sospensiva richiesta da Vodafone, Wind Tre e Fastweb suggerendo in questo modo alle società di predisporre un piano di storno scaglionato in attesa dell’udienza di merito che è stata fissata per il prossimo 4 luglio.

Bollette a 28 giorni, il caso

La lunga storia delle bollette a 28 giorni sembra essere scoppiata, come ricorderete lo scorso autunno del 2017, quando è emerso che alcune compagnie telefoniche inviavano delle fatture ogni 4 settimane piuttosto che ogni 30 giorni e quindi su base mensile, con il risultato che i clienti ricevano ben 13 bollette all’anno e non 12. In molti hanno visto tutto ciò come un trucco e sulla base di questo si sono susseguiti alcuni provvedimenti da parte sia dell’ Agcom che dell’antitrust e poi alla fine sembra essere arrivata una legge del parlamento che ha vietato sostanzialmente la pratica imponendo anche alle società di tornare alla fattura mensile tradizionale.

Bollette a 28 giorni, che fine hanno fatto i rimborsi

Il tema dei rimborsi ormai da parecchio tempo è piuttosto attuale e per questo motivo tante compagnie tra il mese di giugno del 2017 ed i primi di aprile del 2018, hanno ricevuto molte segnalazioni e ricorsi per ottenere i rimborsi. Il tutto era stato regolato da una specifica delibera dell’autorità per le telecomunicazioni e sulla base di ciò, i rimborsi da restituire in bolletta sotto forma di torni erosi ed altre compensazioni alternative autorizzate dalla stessa AGCOM sarebbero dovute arrivare lo scorso 31 dicembre 2018 termine che poi è stato prolungato al 31 marzo 2019 e poi al mese di maggio.

Tuttavia in molti ancora non hanno ricevuto alcun tipo di rimborso e per questo motivo tra un ricorso e l’altro si è giunti all’ordinanza di Palazzo Spada che ritiene Significativo il lungo tempo trascorso dall’accertato inadempimento dei gestori, respingendo in questo modo la richiesta di sospensiva. I giudici amministrativi quindi daranno piena validità al provvedimento dell’autorità che impone agli operatori di poter procedere così con i rimborsi anche se non è ancora finita perché l’udienza di merito è stata fissata per il prossimo 4 luglio. L‘unione Nazionale consumatori ha espresso vicinanza ai consumatori ed avvertito che sento molto vicino alla meta. «Finalmente si stringe il cerchio e i rimborsi sono alle porte», commenta l’Udc. Il Codacons invece sembra essere più scettico.

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