Inter – Spal Streaming Gratis Diretta Live Tv No Rojadirecta

Inter – Spal Streaming, dove vedere la partita in tv

La partita Inter – Spal verrà trasmessa Domenica 10 Marzo in diretta e in esclusiva da Sky e nello specifico su Sky sport Serie A canale 102 Sky Sport 251. Tutti gli abbonati Sky potranno seguire la partita in streaming anche da dispositivi mobili come smartphone, pc, tablet e attraverso le piattaforme online Sky Go e Now TV. Molti sono i portali che danno la possibilità di assistere ad eventi sportivi in diretta streaming e sono davvero tanti. Esistono anche tanti siti che propongono eventi dal vivo, ma che non sono legali e danno anche nella stragrande maggioranza dei casi problemi e scarsa qualità video e audio. In genere questi siti vengono anche essere oscurati dalla Polizia informatica, proprio per la violazione del diritto di riproduzione. Esistono quindi dei portali legali che danno la possibilità di poter vedere le partite di calcio in streaming live, offrendo anche una qualità HD. Tra queste non possiamo non citare Sky Go e Premium Play che sono a pagamento, mentre altri sono gratuiti.

Rojadirecta Inter – Spal

ROJADIRECTA Inter – Spal– Come sito di streaming gratuito uno dei più famosi è Rojadirecta. Il sito spagnolo dovrebbe presentare il link della gara poco prima dell’inizio del match. Vi ricordiamo, come sempre, di non usare questa pratica, visto che potreste incorrere in multe e sanzioni elevate.

C’è una «vecchietta» da celebrare, un quarto posto da blindare e un popolo intero da rinvigorire. E soprattutto una risposta da dare al Milan, volato a più quattro dopo la vittoria sul Chievo. E allora è qui la festa: Milano, stadio Meazza e oltre 60 mila amici che si sono dati appuntamento per festeggiare i 111 anni di storia dell’Inter, inclusi i tanti Inter Club, italiani e stranieri. Una festa nella festa, insomma. E in un giorno come questo e in un momento come questo — delicato per quel che dice il campo e per qualche capriccio di troppo nello spogliatoio — non poteva mancare anche il presidente Steven Zhang, rientrato ieri a sorpresa dagli impegni all’estero, per essere oggi allo stadio. Il presidente è uno che tiene molto alle tradizioni e così anche ieri ha voluto cenare con la dirigenza, lo staff tecnico e i giocatori al Meliá, l’hotel in zona San Siro che ospita l’Inter la sera prima delle partite diurne. Un modo per abbracciare tutta la squadra e caricarla in vista di una settimana decisiva da vivere a mille all’ora. Scherzi del calendario, da sfruttare assolutamente. Oggi c’è la Spal, giovedì l’Eintracht per il ritorno di Europa League e domenica il derby, ipoteticamente da contro sorpasso. Poi dopo la pausa della nazionali, di nuovo tutti a San Siro per un’altra sfida chiave nella corsa a un posto Champions, contro la Lazio. Praticamente quattro gare casalinghe di seguito, per svoltare. Definitivamente.

SNODO Luciano Spalletti sa quanto sia importante la carica di San Siro e da qui a fine mese non si andrà mai sotto i 60 mila. «E saranno 60 mila numeri uno, sono tutti calciatori top i nostri tifosi — sottolinea il tecnico —. Come successo l’anno scorso fino all’ultima partita sono stati convinti che potessimo raggiungere un risultato importante e anche stavolta fanno vedere che ci credono. E visto che festeggiamo i 111 anni, sarebbe bello farci tutti insieme un gran regalo». Bisogna ripartire. Subito. Mettendo come obiettivo a breve termine la possibilità del contro sorpasso sul Milan nel derby, ma comunque tenendo ben chiaro l’obiettivo finale, che deve assolutamente essere un posto in Champions: «I risultati da qui in avanti saranno sempre più importanti per mantenere la quarta posizione, perché è quello l’obiettivo assieme all’Europa League. Le partite diminuiscono e non possiamo più distrarci — evidenzia Spalletti —. Ho tutto quello che ci vuole per fare risultato e dare seguito al campionato che stiamo facendo. In alcuni momenti potevamo fare meglio ma in altri la squadra ha fatto davvero molto bene. Abbiamo bisogno che tutti diano tutto, di chi scenderà in campo e di chi in panchina inciterà i compagni».

POCO RECUPERO D’accordo la carica del pubblico, la spinta di fort-San Siro, però poi c’è da fare anche i conti con i tanti impegni e una rosa – soprattutto per quel che riguarda l’Europa – piuttosto risicata. Spalletti però non sembra preoccuparsi troppo: «In queste condizioni è la prestazione a rimettere a posto la parte fisica. A Francoforte abbiamo fatto rivedere solidità in fase difensiva. Però poi, nonostante la buona prestazione e l’entusiasmo che ti porti dietro, i giorni e le ore tra una sfida e l’altra sono veramente poche – fa notare Luciano —. Quindi potrei sostituire dei titolari con altri titolari, qualcuno dovrò cambiarlo». Sull’atteggiamento da avere in campo, pochi dubbi: «Mi aspetto che la squadra si adatti ad ogni situazione. Abbiamo, come si è sempre detto, un numero di calciatori che ci permette di poter mettere in campo sempre l’Inter e sarà così anche nelle prossime partite».

I FUORI LISTA Il vantaggio del campionato rispetto all’Europa è tutto nei tre giocatori rimasti fuori dalla lista. Spalletti ha sempre avuto parole dolci per Dalbert, Gagliardini e Joao Mario e adesso ancor di più sa che il loro rendimento potrà essere decisivo da qui a fine stagione. «Si sono sempre impegnati al massimo come gli altri del gruppo. Qualche volta non li ho potuti scegliere, stavolta fanno parte del ragionamento sulle rotazioni. Non devono fare qualcosa in più, mi aspetto normalmente che facciano il loro meglio perché noi puntiamo su tutta la rosa e loro sono fondamentali come quelli che hanno giocato al loro posto. Non è che uno deve per forza giocare al posto dell’altro per essere migliore, deve dare il massimo per giocarci a fianco». In sintesi: serve il massimo, da tutti. Quel famoso «extra» che ti porta a raggiungere l’obiettivo finale.

Etutti i pianeti nerazzurri si allinearono, un sabato di marzo. Un sabato qualunque, in questa storia infinita tra Mauro Icardi e l’Inter, in cui registrare un altro contatto – ma stavolta di prassi – tra l’a.d. Beppe Marotta e l’avvocato Paolo Nicoletti. Nulla di sostanziale, se per sostanziale s’intende la risoluzione del caso e il rientro in campo di Icardi. L’idea che filtra è quella di aspettare la partita di oggi con la Spal prima di imboccare una strada o l’altra. Sembra comunque allontanarsi anche la possibilità che l’ex capitano torni in tempo per l’Europa League: contro l’Eintracht Spalletti dovrà arrangiarsi con Keita, Politano e Perisic. Tutto ruota intorno al derby, partita per la quale l’Inter lo vorrebbe a disposizione. Anche perché dopo la sosta l’emergenza – letta come condizioni fisiche degli infortunati e dei giocatori appena rientrati – è un po’ meno emergenza di quanto non sia adesso.

CONTATTI Marotta e Nicoletti si aggiorneranno anche oggi. E Icardi salvo sorprese sarà di nuovo allo stadio con Wanda Nara. Quel che le parti hanno ieri registrato con soddisfazione è tutto nelle parole di Luciano Spalletti, assolutamente allineate – a differenza di quelle che il clan Icardi aveva interpretato in maniera diversa a Francoforte – alla piega diplomatica che ha preso la vicenda. «Nessuno meglio di Marotta sa affrontare o può spiegare la situazione – ha detto il tecnico –. Lui è un grande dirigente e tutelerà sicuramente tutte le componenti e tutte le parti. E lui che porta avanti questa possibilità di dialogo». E ancora, sul parallelo con la vicenda Totti: «Icardi trattato come Totti? Io non “tratto”, in società ci sono dei ruoli e io opero in questo senso, cercando anche con i miei limiti di fare sempre il meglio per l’Inter. Se Mauro sarà pronto una volta rientrato in gruppo? Beh, se hai giocato per sei mesi tutte le gare ci può stare di stare fermo qualche settimana e sfruttare quel tempo per recuperare energie. Ma poi sei pronto per giocare. Discorso diverso sarebbe stato fermarsi, rigiocare e rifermarsi». Vale come un Mauro ti aspetto. E chissà se va in quella direzione anche il post Instagram di Wanda: «L’impossibile richiede solo un po’ di tempo in più».

IL PATTO Di questa storia restano i punti di vista differenti delle parti sulla questione spogliatoio – il calciatore ritiene di non aver bisogno di chiarire alcunché, i compagni invece aspettano un gesto – che Marotta e Nicoletti stanno faticosamente affrontando. La soluzione s’intravede e in qualche modo fa comodo a tutti: all’Inter, che di Icardi ha bisogno e non vuole veder svalutato un suo asset. E al giocatore, intorno al quale è iniziata l’opera di riabilitazione. È un patto che le parti hanno stretto, tra Europa League e quarto posto da conquistare. Magari aiuterà anche il rientro anticipato a Milano di Steven Zhang, con il quale Icardi gradirebbe presto avere un colloquio. In soldoni: lavori in corso, pur attraverso strade diverse, per il rientro di Mauro. Fatica della quale Marotta e l’Inter tutta avrebbero fatto volentieri a meno. Ecco perché a fine stagione, al netto dei patti contingenti, lo scenario probabile resta quello di una separazione. Da Icardi e da tutti quelli che hanno contribuito ad alzare troppo il livello della tensione.

Dopo qualche perplessità iniziale Andrea Petagna ha saputo guadagnarsi stima e fiducia in tutto l’ambiente Spal, non solo per aver toccato quota dieci nella classifica dei cannonieri. La società della famiglia Colombarini, per conquistare la seconda salvezza, dopo la delusione dell’operazione Borriello, si è diretta verso il 23enne attaccante, da due stagioni in forza all’Atalanta, che aveva scelto di lasciarlo libero, una volta assicuratasi Duvan Zapata. Investimento storico per la Spal che mai nella sua storia ha speso una cifra così elevata. Alla fine all’Atalanta, se la squadra di Semplici si salverà, andranno tre milioni per il prestito oneroso e dodici per l’acquisto definitivo. Petagna era rimasto deluso dalla decisione di Gasperini, e, sin dai primi giorni del ritiro estivo, aveva dimostrato di voler fare di tutto per farsi rimpiangere a Bergamo, dove anche i tifosi della Dea avevano salutato con rammarico la sua partenza. Così anche alcuni suoi ex compagni, a partire dal Papu Gomez, con il quale l’attaccante della Spal continua a mantenere un feeling eccellente. Un acquisto fortemente voluto da Semplici che ha sempre sostenuto: «Con me Petagna deve giocare più nel cuore dell’area avversaria, cercare il gol e sono convinto che la sua media salirà vistosamente».

PENSIERO AZZURRO Il giocatore stesso ha più volte sottolineato che con il lavoro chiestogli da Gasperini si ritrovava lontano dalla porta e poco lucido al momento della conclusione. Non è che nelle Spal stazioni in mezzo all’area, anzi rientra costantemente, per avviare l’azione e non disdegna anche di allargarsi sugli esterni. Nonostante ciò Petagna, che è approdato in quella Spal sulla cui panchina il nonno Francesco era stato seduto per sei stagioni, è già arrivato quota dieci, il doppio del massimo dei gol, in precedenza, realizzati in Serie A in una stagione. Dopo la rete in Coppa a La Spezia è rimasto a secco nelle prime tre giornate, un digiuno che aveva iniziato a lasciar spazio a qualche interrogativo. Per sbloccarsi c’è voluta proprio la gara con l’Atalanta. Doppietta per l’unico successo della Spal al Paolo Mazza della stagione. E anche al ritorno a Bergamo era stato Petagna a portare la squadra di Semplici all’effimero vantaggio, come con il Milan a San Siro, dove proverà a ripetersi anche oggi, con la speranza che questa volta un suo gol regali alla Spal quei punti che sarebbero linfa vitale per proseguire la corsa verso la salvezza. E personalmente Petagna coltiva giustamente anche un altro sogno: il ritorno nel giro azzurro, la strada imboccata sembra essere quella giusta per convincere Mancini.

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