Pensione gennaio 2019, rivalutazione in aumento ma ci sono conguagli negativi

Sul tema delle pensioni è necessario fare chiarezza perché è una vera e propria campagna di disinformazione sia da parte di alcuni sindacati sia da parte di alcuni giornalisti. Alcuni sostengono che con  la legge di bilancio si stiano tagliando le pensioni, ma questo è falso, l’intervento previsto nella Manovra con il sistema attuale avvantaggia tutti i pensionati, ad eccezione di quelli che hanno assegni altissimi.

Ci siamo l’anno è appena iniziato e porta con sè moltissime novità sul tema pensioni. l’attuale governo nella manovra di bilancio 2019 ha voluto aumentare le cosiddette pensioni minime, rispetto a quelli che sono stati gli ultimi anni, ma in misura inferiore al sistema di calcolo della perequazione automatica della legge numero 388 del 2000, ovvero quella normativa con la quale l’INPS pare abbia rivalutato la pensione di gennaio 2019, anche se effettivamente nelle scorse ore ha emesso un comunicato stampa comunicando dei conguagli negativi sulle prossime rate di pensione. Come si effettua questo calcolo della rivalutazione e cosa accadrà a partire dal mese di gennaio 2019? La pensione per questo mese di gennaio, arriva a mercoledì 3 gennaio 2019 e pare contenga una rivalutazione delle pensioni in base alla legge numero 388 del 2000, ma questo comporterà per la maggior parte dei pensionati un conguaglio negativo almeno per quanto riguarda la rata delle pensioni dei prossimi mesi, compresa quella di gennaio.

Non ci sarà il conguaglio per alcuni pensionati, ma sono soltanto quelli che percepiscono una pensione di importo pari fino a 1522,26 euro lordi. Per tutti gli altri invece ci sarà una rivalutazione che sarà favorevole rispetto a quella degli ultimi anni e che comporterà però un conguaglio negativo. Sulla base di queste novità, i pensionati italiani nei prossimi mesi riceveranno da una parte un aumento della pensione legato alla rivalutazione pensioni 2019 per effetto del sistema di perequazione previsto come abbiamo già detto dalla legge 388 del 2000 E che al momento è stata applicata da parte dell’INPS. D’altra parte però i pensionati dovranno fare riferimento ad un’altra novità prevista dalla legge di bilancio 2019 che riguarda l’aumento della perequazione pensioni che consiste in una maggiore rivalutazione rispetto agli anni passati, ma comunque inferiore rispetto al sistema che è stato previsto dalla legge numero 388 del 2000.

Volendo fare dunque un riepilogo, il governo ha approvato una legge di bilancio 2019 seppur in ritardo, che contiene l’ aumento delle percentuali di rivalutazione delle pensioni, rispetto a quelli che sono gli ultimi anni. La rivalutazione delle pensioni, entrerà in vigore quest’anno fino al 2021, nel 2022 torna invece il calcolo Secondo la legge numero 388 del 2000. Il sistema di calcolo della perequazione, applicato dal governo nella legge di bilancio 2019, risulta essere diverso e peggiorativo rispetto a quello che è il sistema previsto dalla legge numero 388 del 2000. Inoltre, nella pensione di gennaio del 2019, l’INPS pagherà le pensioni con l’aumento previsto ogni anno per la rivalutazione pensioni 2019, sulla base della propria circolare numero 122 del 27 dicembre 2018 che contiene una rivalutazione piena ai tempi della legge numero 388 del 2000.

L’Inps inoltre ha annunciato con un comunicato stampa, che opererà un conguaglio negativo sulle pensioni per poter adeguare la rivalutazione delle pensioni 2019 alla minore rivalutazione prevista dalla legge di bilancio 2019.

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1 Response

  1. ignazio ha detto:

    quindi tutte queste chiacchiere per dire che le pensioni sopra le tre volte il minimo subiranno una rivalutazione minore rispetto a quella prevista dalla 388/2000 ma un pochino ma pochino migliore della nuova approvata con la finanziaria. una pensione superiore a quattro volte il minimo subirà tagli considerevoli, che si protrarranno nel tempo, per la precisione fino a che uno campa. nel mio caso nel 2021 a causa di tre anni di mancata perequazione perderò 45*13*25 anni di aspettativa di vita (speriamo) un mucchio di soldi. Perchè per chi non lo sapesse, 15 euro al mese in meno sono per sempre in meno.

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