Pensioni, Naspi e Quota 100: quando c’è il rischio di perdere il sussidio

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La Naspi è l‘indennità di disoccupazione che è stata introdotta dal Jobs Act ed è riconosciuta sostanzialmente ai lavoratori dipendenti in caso di cessazione involontaria dell’attività lavorativa. Questa ha sostituito a partire dal 2015 le prestazioni economiche precedentemente esistenti. Viene erogata dall‘INPS per un numero di settimane che risultano essere pari alla metà delle settimane contributive presenti negli ultimi 4 anni. Vengono calcolati invece i periodi contributivi che hanno dato diritto a prestazioni di disoccupazione e questo sussidio è rimasto invariato anche per l’anno corrente.

Andiamo a vedere che cosa succede nel caso in cui un lavoratore percepisce la Naspi e decide anche di usufruire di quota 100 per poter andare in pensione anticipata. Ci si pone quindi la seguente domanda ovvero se la Naspi si perde usufruendo di Quota 100. Questa è la risposta, ovvero ci sarebbe il rischio che con l’entrata in vigore del decreto 4 2019 si perde il diritto alla Naspi al compimento del 62esimo anno di età, se nel frattempo si hanno comunque maturato 38 anni di contributi, ovvero al raggiungimento dei requisiti quota 100. Per capire quello che è il motivo di questa possibilità, bisogna andare a vedere cosa stabilisce il decreto legislativo 22/2015 che va a disciplinare proprio l’indennità di disoccupazione Naspi. In questo si legge come il diritto all’indennità di disoccupazione, si perde al raggiungimento del diritto alla pensione ovvero una volta raggiunti 67 anni e 20 anni di contributi, oppure in alternativa una volta raggiunti i 42 anni e 10 mesi, richiesti per la pensione anticipata.

Tuttavia ci sarebbe anche un precedente che riguarderebbe la circolare numero 142 del 2015 attraverso la quale l’INPS ha specificato come il diritto alla Naspi non si perde una volta maturati i requisiti per Opzione donna, visto che questa si intende come regime facoltativo e non obbligatorio. In questo caso l’indennità di disoccupazione si perde soltanto se la lavoratrice fa domanda di accesso alla misura e soltanto nel momento in cui decorre il primo assegno previdenziale.

Quota 100 cos’è e come funziona

Ricordiamo come Quota 100 sia una misura cardine della legge di bilancio 2019 ed è volta a contrastare gli effetti della riforma delle pensioni 2011 del governo Monti e darebbe la possibilità di uscire anticipatamente dal mondo del lavoro per tutti quelli che vantano almeno 38 anni di contributi e 62 anni di età. Nel caso in cui quindi un lavoratore ha 39 anni di contributi e 61 anni di età, dovrà attendere quindi un anno per poter presentare la domanda, il tutto senza alcun tipo di penalizzazione sull’assegno, se non quella che è dovuta al fatto che meno sono gli anni di contributi versati.

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