Pensioni ultima ora, “Quota 94” se l’azienda è disponibile ad assumere

Una volta pubblicato il decreto lo scorso 28 gennaio 2019, sembra che a dare testa sia ancora quota 100 e già in pochi giorni sono migliaia le persone che hanno fatto domanda per poter accedere a questa misura pensionistica. Ci sarebbe un’ opzione aggiuntiva che riguarderebbe una platea potenziale di un milione di lavoratori nel triennio 2019-2021, mentre soltanto per il 2019 saranno circa 100 mila i lavoratori, dei quali Circa un terzo lavoratori pubblici che decideranno di accedere a quota 100. Adesso però si parla anche di quota 94 e sarebbe un’opzione riservata soltanto a pochi lavoratori. Cerchiamo di capire di cosa si tratta. In alcuni casi sembra che l’azienda possa promettere di assumere nuovo personale anticipando quota 100. In alcuni casi, l’azienda può decidere quindi di lasciare a casa i lavoratori che abbiano almeno 59 anni di età e 35 anni di contributi al 31 dicembre 2018, riconoscendogli così un assegno straordinario erogato dai fondi di solidarietà fino alla maturazione dei requisiti, per poter beneficiare di quota 100.

In questo caso non si parlerebbe quindi di quota 100 ma di quota 94 e per poterne beneficiare bisognerà avere due condizioni precise da rispettare. Innanzitutto deve essere messo nero su bianco un accordo che va a fissare il numero dei lavoratori da assumere in sostituzione dei pensionati, così come il pagamento degli oneri. A spiegare tutto è direttamente l’INPS con la circolare numero 10 del 2019 dove è stato specificato che con isopensione Fornero, che è stata vietata per quota 100, possono mettersi a riposo quanti avevano maturato al 31 dicembre 2018, almeno 34 anni di contributi nel caso di precoci oppure 34 anni e 10 mesi nel caso di precoci, 35 anni e 10 mesi nel caso di uomini ovvero con 7 anni di anticipo rispetto a quelli che sono i nuovi requisiti per la pensione anticipata.

“Credo sia veramente bello poter garantire a persone che hanno lavorato tutta la vita di godersi alcuni anni, destinarli a quello che ritengono. Nel pubblico quello che è stato fatto è veramente una svolta. Quando ho iniziato questa avventura mi arrivavano segnalazioni e proteste perché i dipendenti pubblici riuscivano ad avere il Tfr addirittura dopo due o tre anni. Noi con ‘quota 100’ abbiamo stabilito che tutti i dipendenti pubblici che andranno in pensione – quelli che aderiranno a ‘quota 100’, ma anche quelli che lo faranno con il regime ordinario – avranno subito 30mila euro, che spero possano diventare 45mila. Credo sia una cosa bellissima che siamo riusciti a fare”, è questo quanto riferito dal ministro per la pubblica amministrazione Giulia Bongiorno che è intervenuta nelle scorse ore su Radio 2.

Ad essere invece particolarmente soddisfatto è il vicepremier Luigi Di Maio il quale su Instagram ha pubblicato un post nel quale si legge: “Smettiamola di ascoltare i menagrami. Abbiamo dato l’opportunità a chi ha lavorato una vita intera di esercitare un proprio diritto. Con le uscite di quota 100 e lo sblocco del turn over si apriranno tantissime opportunità di lavoro per i nostri giovani. Parte il ricambio generazionale! Stiamo realizzando quello che abbiamo detto e i risultati si cominciano a vedere”.

L’Inps ha pubblicato la circolare con le istruzioni applicative per l’accesso alla pensione anticipata, alla pensione ‘quota 100’, alla pensione ‘opzione donna’, alla pensione in favore dei lavoratori cosiddetti precoci, nonché in materia di assegni straordinari dei fondi di solidarietà e di prestazioni di accompagnamento alla pensione. Lo fa sapere l’Inps con una nota. “Alla pensione quota 100 – si legge – è possibile accedere al raggiungimento, nel periodo compreso fra il 2019 e il 2021, di un’età anagrafica non inferiore a 62 anni e di un’anzianità contributiva non inferiore a 38 anni, anche cumulando i periodi assicurativi non coincidenti presenti in due o più gestioni fra quelle indicate dalla norma ed amministrate dall’Inps. Il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico si consegue “trascorso il periodo previsto per l’apertura della cosiddetta finestra, diversificata in base al datore di lavoro ovvero alla gestione previdenziale a carico della quale è liquidato il trattamento pensionistico” (tre mesi per i lavoratori privati, sei per i pubblici, ndr).

Alla pensione anticipata – si legge nella nota – è possibile accedere al raggiungimento, nel periodo compreso fra il 2019 e il 2026, di un’anzianità contributiva non inferiore a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, conseguendo il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi tre mesi dalla maturazione del predetto requisito”. In pratica non sarà necessario avere 43 anni e un mese di contributi ma basteranno 42 anni e 10 mesi e poi aspettare tre mesi per la decorrenza della pensione.

Alla pensione anticipata ‘opzione donna’ è possibile accedere al raggiungimento, entro il 31 dicembre 2018, di un’anzianità contributiva non inferiore a 35 anni e un’età anagrafica non inferiore a 58 anni, se lavoratrici dipendenti, ed a 59 anni, se lavoratrici autonome, con il sistema di calcolo contributivo, conseguendo il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e 18 mesi per le autonome dalla maturazione dei requisiti.

Alla pensione anticipata per i lavoratori precoci è possibile accedere al raggiungimento, nel periodo compreso fra il 2019 e il 2026, di un’anzianità contributiva non inferiore a 41 anni, conseguendo il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi tre mesi dalla maturazione del requisito prescritto.

Infine a decorrere dalla data di entrata in vigore del Decreto Legge i fondi di solidarietà di cui al Dlgs 148 del 2015, al ricorrere delle condizioni prescritte, “possono erogare un assegno straordinario per il sostegno del reddito in favore di lavoratori che perfezionino i requisiti previsti per l’accesso alla ‘pensione quota 100’ nel triennio 2019-2021”. In pratica nel 2021 può essere inserito nel fondo un lavoratore nato nel 1962 (che a quell’epoca avrà 59 anni) con 35 anni di contributi perché maturerà i requisiti 62 più 38 entro tre anni.

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