Pensioni Ultime notizie e novità: Assegno più leggero e divieto di cumulo I paletti di quota 100

Pubblicato il: 7 Gennaio 2019 alle 7:09

Roma Ci sono circa 430 mila dipendenti che quest’anno potrebbero andare in pensione con «quota 100» perché hanno almeno 62 anni d’età e 32 di contributi. Ma questa è la platea potenziale. Poiché «quota 100» è una scelta volontaria e nel decreto legge che il governo potrebbe varare questa settimana ci saranno alcuni paletti che complicheranno l’uscita dei lavoratori, i tecnici stimano che quelli che effettivamente decideranno di utilizzare questa forma dì pensionamento saranno circa 315 mila, di cui il 40% dipendenti pubblici. È questa la platea che decrebbe consentire di stare nello stanziamento di 3,9 miliardi. Al contenimento della spesa concorreranno soprattutto le «finestre» trimestrali per i dipendenti privati (per loro le pensioni decorreranno non prima di aprile) e semestrali per i pubblici (i primi assegni a luglio) ma, come detto, anche il fatto che non tutti gli aventi diritto lasceranno il lavoro. Vediamo perché.

Nella bozza del decreto è previsto che l’assegno con «quota 100» non sia cumulabile con redditi da lavoro superiori a 5 mila euro l’anno. Il divieto dura fino al momento in cui il pensionato raggiunge l’età di vecchiaia (oggi 67 anni). Questa norma scoraggerà una parte degli aventi diritto, soprattutto fra quei lavoratori con elevata professionalità che spesso quando vanno in pensione fanno i consulenti.

Assegno più leggero

Inoltre, chi lascerà prima il lavoro prenderà un assegno più leggero, anche se per un periodo più lungo. E questa perdita, in alcuni casi, potrebbe arrivare a quasi un terzo deil’importo che si sarebbe preso aspettando la pensione di vecchiaia. Nel decreto non è prevista alcuna penalizzazione diretta per chi scelga di uscire con «quota 100», ma la normale applicazione dei metodi di calcolo della pensione darà luogo a un assegno alleggerito. Uscendo prima, infatti, si possono far valere meno anni di contributi e il coefficiente di calcolo applicato è più basso per le età più giovani, perché il montante pensionistico dovrà appunto essere spalmato su piu anni di erogazione. Secondo i calcoli dell’Ufficio parlamentare di Bilancio, il taglio dell’assegno cresce «da circa il 5% in caso di anticipo solo di un anno a valori oltre il 30% se l’anticipo è di oltre 4 anni». Tagli che si riducono «attualizzando» la pensione con «quota 100», cioè tenendo conto del fatto che si percepirà per più tempo: sì va così da una riduzione di appena lo 0,22% per chi anticipa di un anno a una di quasi il 9% per chi lascia il lavoro quest’anno anziché nel 2025.

Riscatto laurea

I lavoratori si faranno i loro calcoli, ma una parte potrebbe essere comunque spinta dalle aziende a uscire con

«quota 100», anzi anche fino a tre anni prima, cioè a 59 anni con 35 di contributi Lo prevede l’articolo 22, che consente questo «scivolo» nell’ambito di accordi sindacali aziendali che comportino assunzioni. L’assegno di accompagnamento a «quota 100» sarà a carico delle imprese (ma queste non dovranno continuare a pagare i contributi, come invece avviene per l’«isopensio- ne»), che dovranno versare la provvista finanziaria a un Fondo di solidarietà di categoria. L’articolo, poi, consente alle imprese di versare, al posto dei lavoratori, anche i contributi per il riscatto della laurea così da consentire il raggiungimento dell’accesso allo stesso scivolo. Per esempio, un lavoratore con 59 anni e 31 anni di contributi arriverebbe ai 35 necessari col riscatto di 4 anni del corso di laurea. L’impresa deduce gli oneri dal reddito. Il riscatto laurea a carico dell’azienda è infine previsto anche nell’articolo sulla «pace contributiva». Qui riguarda solo chi ha cominciato a lavorare dopo il 1996 e serve per raggiungere la normale quota 100.

Pensioni Ultime notizie: Quota 100 con meno di 62 anni, vediamo come

Ultime notizie sulle pensioni, ad oggi venerdì 4 gennaio si parla ancora una volta di quota 100. come scrive il corriere della sera, sono tre le possibilità che caratterizzano quota 100 e reddito di cittadinanza. Queste nuove opzioni prevedono molto incentivi per le aziende che si impegnano con nuove assunzioni rimpiazzando tutti coloro che andranno in pensione.

Il governo si prepara a rendere ufficiale e dunque tradurre quindi in atti concreti, la modifica della legge Fornero attraverso un decreto che sarà emanato entro il mese di gennaio e più nello specifico si parla di 12 gennaio. Questo decreto andrà a modificare la legge Fornero permettendo a centinaia di migliaia di italiani di poter andare in pensione in anticipo, rispetto alla Riforma che è stata messa in piedi dal governo Monti nel 2011, per poter ridurre la spesa previdenziale. A partire dal 2019, così come è noto, è stata offerta la possibilità di lasciare il mondo del lavoro con 62 anni di età e 38 anni di contributi in via del tutto sperimentale e soltanto per tre anni, poi dopodiché questo meccanismo pare venga superato dalla riduzione a 41, riguardante il requisito contributivo per la pensione anticipata che è già in vigore.

L’obiettivo sarebbe soltanto uno, ovvero liberare i lavoratori che sono prossimi alla pensione, ma che ancora non hanno raggiunto il loro obiettivo e permettere così che possa avvenire il ricambio generazionale all’interno della pubblica amministrazione degli uffici e delle fabbriche.  Purtroppo però, sembra che proprio questo non sia stato al momento garantito. Quali sono le mosse, dunque, del governo? La prima consiste nella possibilità di finanziare volontariamente la contribuzione mancante per i fondi di solidarietà bilaterali gestiti da sindacati e imprese per poter arrivare a quota 100, con uno scivolo aggiuntivo fino ad un massimo di 3 anni.

In questo modo, un lavoratore potrebbe anche andare in pensione con 62 anni di età e maturato 35 anni di contributi, oppure avendo compiuto 59 anni e 38 anni di contributi versati. In questo modo, ci potrebbero essere davvero tante combinazioni possibili senza alcun tipo di eccezione, ma bisognerebbe rispettare però un principio ovvero quello di incentivare un individuo che poi nell’arco di 3 anni, sarebbe destinato a raggiungere Quota 100 grazie alle proprie forze.

Ci sarebbe poi un’altra condizione, ovvero lasciando libero il proprio dipendente in azienda si assumerebbe l’impegno di assumere poi al suo posto un altro lavoratore o di stabilizzare un precario che si trova già all’interno dell’organico. Tutto ciò sarebbe davvero molto conveniente e non ci sarebbe per lo Stato alcun tipo di carico e costo. Ci sarebbe anche un altro piano, ovvero quello di prevedere il coinvolgimento della cassa depositi e prestiti, la società controllata dal tesoro oppure uno sgravio contributivo collegato ad un apposito fondo di garanzia al fine di incentivare il reclutamento dei Lavoratori all’interno delle strutture aziendali, persone interessate da esodi previdenziali piuttosto massicci.  Sulla base di quelle che sono inoltre le previsioni per questo 2019, il governo intenderebbe grazie alle misure previdenziali favorire anche il ricambio generazionale nei luoghi di lavoro.

Pensioni ultime notizie, chi può andare in pensione nel 2019?

Attualmente ci troviamo in attesa che l’attuale governo annunci  tanto il tanto atteso decreto e dovrebbe arrivare intorno al 12 gennaio. anche se manca qualche settimana ad oggi possiamo fare un riepilogo Per quanto riguarda la situazione pensionistica che ci sarà in questo 2019, come immaginerete non potevamo che cominciare da Quota 100 a finire ad Opzione donna.  Vediamo però quelle che sono le principali notizie riguardanti queste due misure pensionistiche piuttosto importanti ed interessanti.  Quota 100 sarebbe quella misura pensionistica che darebbe la possibilità ai lavoratori di poter accedere alla pensione anticipata una volta raggiunti due requisiti uno contributivo e l’altro anagrafico.

Nello specifico, si potrà accedere a Quota 100 una volta compiti 62 anni età e maturati 38 anni di contributi ed è vista la strada scelta dal governo per poter superare la tanto odiata legge Fornero.  La manovra che è stata approvata soltanto alcuni giorni fa, non sembra contenere i dettagli riguardanti questa misura, ma contiene gli stanziamenti ovvero l’ammontare delle risorse stanziate per poter attuare questa misura.

Gli stanziamenti sarebbero effettivamente minori rispetto a quanto ipotizzato inizialmente.  Gli stanziamenti sono stati ridotti  in seguito all’accordo con Bruxelles ed effettivamente ci sono stati dei tagli non indifferenti di svariati miliardi, proprio per evitare la sanzione di infrazione  che tanto minacciava la Commissione Europea.   La misura quindi in questione ovvero Quota 100, dovrebbe essere del tutto sperimentale e dovrebbe avere una durata di circa 3 anni, poi sarebbe sostituita a partire dal 2021, da Quota 41 con la possibilità di uscire una volta maturati 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica. Per capire se si potrà usufruire di Quota 100, bisognerà effettuare un calcolo semplice ovvero una somma tra quella che è l’età e i contributi versati, anche se effettivamente sembrava avere soltanto una combinazione ovvero 62 + 38.

Nel caso in cui la somma dovesse essere effettuata su altre combinazioni, bisognerà andare oltre Quota 100 e quindi si potrà arrivare anche fino a Quota 104.  Coloro che optano per Quota 100 non potranno contare su alcun tipo di cumulo fino al compimento dei 67 anni di età, ovvero non potranno sommare  alla pensione un reddito da lavoro che sia superiore ai €5.000 annui.   La pensione verrà comunque percepita per più anni, ma l’importo sarà ridotto non perché si parla di penalizzazioni, ma come conseguenza dei minori contributi effettivamente versati.   Sono previste delle finestre di uscita ed effettivamente per i Lavoratori privati che hanno maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2018, ci sarà la possibilità di uscire già a partire dal primo Aprile 2019.  Di fatto la legge Fornero non viene cancellata visto che coloro che non rientrano nella Quota 100 andranno in pensione secondo le vecchie regole e quindi rimane ancora la pensione di vecchiaia fissato a 67 anni con almeno 20 anni di contributi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *