Pensioni ultime notizie, Opzione Donna cominciano le domande: tutte le novità de 2019

Quando si parla di pensioni, ultimamente si è sempre rivolti verso quota 100, bisogna ricordare che non è l0unica misura che il governo ha preso in carico per il prossimo Triennio. Ultimamente  infatti, si torna a parlare molto anche di opzione donna. Questa misura pensionistica è pensata per tutte le donne lavoratrici, le quali, se possiedono determinati requisiti sia anagrafici che contributivi, posso anticipare la pensione.

Ma vediamo nello specifico di cosa si tratta, cosa è cambiato nel 2019 rispetto al 2018 e quindi quelle che sono le ultime novità emerse in seguito all’approvazione del decreto lo scorso 28 gennaio 2019. È stato proprio in seguito alla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale che il governo ha confermato la proroga di opzione donna, dando così un’altra possibilità di uscita anticipata dal mondo del lavoro alle lavoratrici sia autonome che dipendenti. Nello specifico, da alcune ore è possibile fare domanda direttamente all’INPS per poter usufruire e beneficiare di questa misura.

Quota 100: l’analisi di Itinerari previdenziali

La prima cosa che viene messa in luce è che Quota 100 non è il superamento della legge Fornero. Si legge nel testo: “La riforma messa in campo, secondo quanto annunciato, avrebbe dovuto “cancellare” o almeno “modificare” la legge Fornero, un proposito che purtroppo per i lavoratori e per il Paese, non si evince dal testo del Decreto Legge. Eppure, il conto economico delle pensioni avrebbe consentito miglioramenti strutturali e nuove flessibilità”.

Dal Decreto si evince altresì che la riforma Monti-Fornero non è stata cambiata di un millimetro; sono state semplicemente introdotte alcune agevolazioni temporanee, con limitazione molto criticabili (divieto di cumulo, finestre, TFR, ecc.) che varranno nella migliore delle ipotesi per 3 anni salvo chiusura anticipata dei “gate” per il superamento delle somme stanziate in Legge di Bilancio (clausole di salvaguardia e articolo 28). Inoltre, ammessa la durata di 3 anni, cosa succederà dopo Quota 100? E dopo il 2026 con l’anzianità contributiva? Un’occasione perduta per una buona causa”, si legge nel dossier.

Opzione donna ecco chi potrà usufruirne

Potranno usufruire di opzione donna, le lavoratrici che risulteranno essere in possesso di almeno 35 anni di contributi maturati ed un’età anagrafica che ammonta a 58 anni, nel caso in cui si tratti di dipendente e 59 anni se autonomi. Coloro che scelgono questa opzione, avranno comunque un calcolo dell’assegno pensionistico semplicemente con il sistema contributivo che in genere è considerato penalizzante ed avranno anche una decurtazione che va dal 25 al 35% rispetto a quella che è stata l’ultima retribuzione. Così come si legge nella circolare ministeriale dello scorso 29 gennaio, tutte le lavoratrici del comparto scuola e AFAM a ricorrere dei prescritti requisiti, possono conseguire il trattamento pensionistico rispettivamente a decorrere dal primo di settembre al primo novembre 2019.

Le lavoratrici, che invece hanno perfezionato i requisiti entro il 31 dicembre 2018, potranno uscire dal mondo del lavoro e conseguire quindi il trattamento pensionistico, anche successivamente alla prima decorrenza utile. In tanti si chiedono come poter presentare la domanda e nello specifico questa, una volta maturati i requisiti, si potrà presentare online oppure attraverso patronati e centri di assistenza sociale o ancora telefonando al Contact Center dell’INPS. Per poter presentare la domanda online, quindi attraverso il sito dell’Inps bisognerà essere in possesso dei credenziali di accesso o il PIN rilasciato direttamente dall’ente o lo spid o ancora la carta nazionale dei servizi.

La misura prevede comunque delle finestre di uscita che comportano l’erogazione dell’assegno pensionistico, dopo circa 12 mesi dalla maturazione dei requisiti per le lavoratrici dipendenti e 18 mesi per le lavoratrici autonome. La decorrenza dei 12- 18 mesi parte direttamente dalla maturazione di entrambi i requisiti. Non si tratta quindi come abbiamo visto, di una misura nuova ma è stata prorogata ancora per il 2019 e per il prossimo triennio insieme ad Ape sociale e con l’introduzione di una misura sperimentale che è Quota 100 e il reddito di cittadinanza. 

Non solo Quota 100, con l’entrata in Gazzetta Ufficiale del decretone, l’Inps ha dato il via in modo ufficiale anche alle domande per richiedere Opzione donna, l’altro scivolo pensionistico anticipato, per alcune categorie di lavoratrici che ne hanno ovviamente i requisiti.

Opzione donna, le novità
Il Decreto pensioni e reddito di cittadinanza del 28 gennaio 2019 rinnova Opzione donna anche per il 2019.
Grazie a questa proroga le lavoratrici donne in possesso di almeno 35 anni di contributi maturati e un’età anagrafica di 58 anni (se dipendenti) e 59 anni (se autonome) possono accedere a questa opportunità di uscita da lavoro anticipata. Il predetto requisito di età anagrafica non è adeguato agli incrementi alla speranza di vita.

Come fare domanda
La domanda può essere presentata utilizzando i servizi Inps online, oppure rivolgendosi a patronati e centri di assistenza fiscale (CAF), oppure chiamando il contact center INPS (803164 da telefono fisso, 06164164 da mobile).
Per chi sceglie la modalità telematica sono necessarie le credenziali di accesso (PIN INPS, oppure SPID o carta nazionale dei servizi). Occorre poi seguire questo percorso:
* andare sulla pagina dedicata a “Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, ECOCERT, APE Sociale e Beneficio precoci”;
* scegliere l’opzione “nuova domanda” dal menù di sinistra e poi selezionare la voce relativa alla tipologia di domanda che si presenta;
* a quel punto selezionare l’opzione “per la pensione anticipata c.d. Opzione donna”;
* proseguire cliccando su: “Pensione di anzianità/vecchiaia” > “Pensione di anzianità/anticipata” > “Contributivo sperimentale lavoratrici”;
* infine selezionare, in tutti e tre i casi, il Fondo e la Gestione di liquidazione.
Le domande possono essere presentate dai lavoratori iscritti alle Gestioni private, alla Gestione pubblica e alla Gestione spettacolo e sport, anche al fine di chiedere, per la pensione quota 100, il cumulo dei periodi assicurativi.

Decorrenza pensione
Nella circolare viene specificato che le lavoratrici che hanno i requisiti come sopra riportato, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi:
* 12 mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti, nel caso in cui il trattamento pensionistico sia liquidato a carico delle forme di previdenza dei lavoratori dipendenti;
* 18 mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti, nel caso in cui il trattamento sia liquidato a carico delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi.
Comparto scuola – Le lavoratrici del comparto scuola e AFAM, al ricorrere dei prescritti requisiti, possono conseguire il trattamento pensionistico rispettivamente a decorrere dal 1° settembre e dal 1° novembre 2019.
Le lavoratrici che hanno perfezionano i prescritti requisiti entro il 31 dicembre 2018 possono conseguire il trattamento pensionistico anche successivamente alla prima decorrenza utile. La decorrenza del trattamento pensionistico non può essere comunque anteriore al giorno successivo al 30 gennaio 2019, giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto-legge in oggetto.

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