Pensioni ultime notizie, arriva il decreto su Gazzetta Ufficiale. Ulteriori novità

In tema pensioni, le ultime novità ad oggi martedì 25 gennaio 2019, riguardano non soltanto la riforma, dunque il decreto, ma anche la mobilizzazione che i sindacati hanno indetto per il prossimo 9 febbraio. Novità anche riguardanti il riscatto contributivo della laurea. Ma andiamo con ordine, partendo dal malcontento generale dei sindacati che come abbiamo visto hanno già indetto la mobilitazione per il prossimo 9 febbraio. A parlare è stato Cesare Damiano, il quale ha appoggiato i sindacati spiegando che il decreto sulle pensioni sia davvero vantaggioso e che sia stato fatto senza interpellare nessuna sigla sindacale. L‘Anief parla del riscatto dei contributi per la laurea ed ha fornito anche delle spiegazioni relative ai costi e anche sulle possibilità di poter estendere il tetto fino h 50 anni.

“La mobilitazione dei sindacati del 9 febbraio è un appuntamento molto importante, da non mancare”. È scandaloso che si adottino provvedimenti su temi come le pensioni o il reddito di cittadinanza, senza coinvolgere le parti sociali. I governi non hanno l’obbligo di fare gli accordi con i propri interlocutori, ma hanno il dovere del confronto. Questo argomento l’ho sostenuto quando l’attacco ai corpi sociali intermedi è stato sferrato dal governo Renzi e, a maggior ragione, lo sostengo oggi in una situazione nella quale, tra le altre cose, il Governo gialloverde sta trattando anche il Parlamento da passacarte”, sono tutte le parole riferite da Damiano che ha così indetto la mobilitazione generale dei sindacati per il prossimo 9 febbraio.

Cesare Damiano, dirigente del Partito Democratico, ha difeso i sindacati e poi inevitabilmente ha parlato del suo partito. “Il Pd deve stare dalla parte della concertazione soprattutto quando, come in questo caso, riguarda la condizioni di vita di lavoratori, pensionati e parte più povera della popolazione. Noi dobbiamo essere favorevoli alle Quote, che conferiscono flessibilità al sistema previdenziale e a un sostegno al reddito per i più poveri, ma non possiamo condividere il modo con il quale il Governo ha individuato la soluzione a questi problemi”, ha così continuato il dirigente Partito Democratico.

Va etto anche che parlando di quota 100, ovvero della misura più attesa nel 2019 ed ha spiegato come questa non sia sufficiente come provvedimento nel decreto perché discrimina disoccupati, donne e lavori scontrini che non potranno trarne sicuramente alcun tipo di vantaggio. Intervenuto anche sul reddito di cittadinanza definendolo un percorso ostacoli dal sapore prevalentemente elettorale. Quando Cesare Damiano qui non è che una misura voluta semplicemente per catturare l’attenzione e conferenza dei cittadini in attesa delle elezioni europee ma che sarà difficile da gestire per realizzare con i centri per l’impiego e i Navigator.

Decreto Semplificazioni, i dubbi del Colle e c’è anche il pasticcio delle tasse a Genova

Quel che rimane del Decreto Semplificazioni arriva oggi in aula, al Senato. Soppressi 62 emendamenti sugli 83 approvati in commissione. Luce verde per le norme che prevedono il taglio dell’Ires alle organizzazioni no profit (portata al 24% dalla legge di bilancio e ripristinata al 12%), la moratoria di 18 mesi per le trivellazioni, le norme per regolare l’attività del Noleggio con conducente, le misure sull’elezione del Consiglio forense e la regionalizzazione degli impianti idroelettrici. Escono invece dal testo lawebtax e il carcere per chi si rifiuta di abbattere gli alberi colpiti dalla Xylella. Dopo i dubbi fatti trapelare informalmente dal Quirinale, la presidente del Senato Elisabetta Casellati ha sfoltito la selva di emendamenti che erano stati approvati in commissione. Il provvedimento era diventato una legge“omnibus” che il presidente della Repubblica non avrebbe mai firmato. Nel febbraio 2012 il Parlamento è stato avvisato formalmente dalla Corte costituzionale che nelle leggi di conversione non possono essere inserite norme estrane e alla materia e alle finalità originarie dei decreti legge. Ma prima di arrivare al Colle o alla Consulta, c’è un altro arbitro che può intimare lo stop, ed è proprio la Casellati. A lei il regolamento di Palazzo Madama affida il compito di vagliare l’ammissibilità degli emendamenti.E la presidente, esaminate le 85 proposte di modifica, che erano state approvate dalle commissioni Affari costituzionali e Lavori Pubblici, ne ha fatte passare solamente una ventina, non particolarmente invise al Colle. Tra gli emendamenti sopravvissuti, quello più rilevante politicamente riguarda le trivelle. Sul tema si era consumata una battaglia interna alla maggioranza, sfociata in un compromesso che congela per 18 mesi le concessioni, in attesa di un piano per la transizione energetica con i siti dove si potranno estrarre idrocarburi. Un altro via libera che fa discutere è quello alle nuove linee guida per il Noleggio con conducente. Arriverà la stretta, difficile da digerire per i tanti autisti che hanno gridato slogan contro il governo e i senatori che uscivano su Corso Rinascimento. Potranno essere votati dall’Aula di Palazzo Madama i testi che rivedono la disciplina dei consigli forensi. Luce verde pure all’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti e allo stanziamento di 10 milioni di euro per i familiari delle vittime di Rigopiano. Non passa, invece, la galera fino a 5 anni9 per chi si oppone all’abbattimento degli ulivi infettati dalla Xylella gli sconti sulla Rc Auto con impegno a installare la scatola nera. Sparita pure la proroga della sospensione alle tasse per i contribuenti colpiti dal crollo del Ponte Morandi di Genova.

Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanzae di pensioni.

Ritenuta la straordinaria necessità e urgenza di prevedere una misura di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale volta a garantire il diritto al lavoro e a favorire il diritto all’informazione, all’istruzione, alla formazione, alla cultura mediante politiche finalizzate al sostegno economico e all’inserimento dei soggetti a rischio di emarginazione nella società e nel mondo del lavoro e garantire così una misura utile ad assicurare un livello minimo di sussistenza, incentivando la crescita personale e sociale dell’individuo; Ritenuta la straordinaria necessità e urgenza di prevedere la semplificazione del sistema di assistenza sociale al fine di renderlo certo ed essenziale con l’obiettivo di una ridefinizione del modello di benessere collettivo; Ritenuta la straordinaria necessità e urgenza di dare corso ad una generale razionalizzazione dei servizi per l’impiego, attraverso una riforma complessiva delle strutture esistenti nonché ad una più efficace gestione delle politiche attive; Ritenuta la straordinaria necessità e urgenza di dare attuazione a interventi in materia pensionistica finalizzati alla rivisitazione del sistema vigente e all’introduzione di ulteriori modalità di pensionamento anticipato anche mediante l’immanenza nel sistema di misure già adottate; Ritenuta la straordinaria necessità e urgenza di creare misure per incentivare l’assunzione di lavoratori giovani; Ritenuta la straordinaria necessità e urgenza di intervenire sugli assetti organizzativi degli istituti previdenziali pubblici al fine di una più efficace e razionale redistribuzione dei compiti dei diversi organi; Ritenuta la straordinaria necessità e urgenza di provvedere ad una verifica sistematica dei flussi di uscita per pensionamento dal mondo del lavoro anche nell’ottica di un puntuale monitoraggio della spesa previdenziale; Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 17 gennaio 2019; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze, per la pubblica amministrazione e della giustizia;

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