Raoul Bova e Chiara di nuovo insieme con i loro ragazzi

Chiara è una donna eccezionale, per i suoi figli farebbe qualsiasi cosa. A parte i primi momenti (dopo la separazione) i rapporti con Raoul sono stati sempre ottimi». Non vi sveliamo la fonte di questa dichiarazione, perché preferisce l’anonimato, quello che c’è da sapere è che queste parole descrivono con verità l’equilibrato legame odierno che lega Bova e la ex moglie Chiara Giordano. Un equilibrio confermato dalla recente reunion familiare avvenuta nella scuola intemazionale di Roma in cui studiano i loro due figli Alessandro Leon e Francesco. L’occasione per dimostrarlo l’ha offerta la mostra di fine anno delle opere artistiche del primo, il maggiore (ve le mostriamo in esclusiva in queste pagine, ndr). “Oggi con le tue opere, dipinti, sculture e pensieri ci hai emozionato! Grazie V”, ha scritto mamma Chiara sulla sua pagina Instagram.

Una frase ultimata con un cuoricino, che testimonia tutto l’amore per questo ragazzo pronto a trasferirsi a Milano (città materna) per frequentare l’università. Nelle sue vene scorre impetuosa l’arte, ereditata dal padre attore, ma anche dalla madre che, sono in pochissimi a saperlo, è un’abilissima ballerina, esperta di tutti i balli caraibici. «In situazioni come questa (la mostra del figlio) la famiglia, quella formata con mamma e papà, si ricompatta al di là di tutto e sopra a tutto» ci racconta un’altra fonte lasciando intendere che ad oggi non sono stati fatti sforzi sufficienti per creare una famiglia “allargata” che comprende Rocio Munoz Morales, attuale compagna di Raoul, e le loro due bambine Luna e Alma. In effetti, non si sono ancora viste fotografie in cui i figli di Chiara Giordano compaiono con l’attrice e/o le sorelline. E nemmeno scatti che immortalano la Giordano con queste ultime. Se molto si può fare in questa direzione, molto tuttavia è stato fatto per educare e crescere questi bimbi con i valori che contano. Quelli che lo stesso Raoul incarna sul piccolo e grande schermo attraverso i suoi personaggi, spesso eroi del quotidiano alle prese con storie vere di speranza, sofferenza e riscatto. Noi di Sono lo abbiamo incontrato in occasione della quarta edizione degli Incontri internazionali di cinema di Sorrento, dove lui è arrivato dopo essere stato a Napoli.

Lì Raoul ha conosciuto da vicino la realtà del rione Sanità, dove Don Antonio Loffredo si occupa del riscatto della zona sia umanamente sia sul versante delle infrastrutture. «Don Antonio sta cercando di allontanare i ragazzi dalla strada, appassionandoli anche allo sport, ha installato ring con i sacchi da boxe dietro la chiesa e, ad insegnare pugilato, ci sono dei poliziotti. È un modo molto bello – racconta l’attore – non solo per valorizzare le bellezze della città, ma anche per far capire ai giovani che si possono guadagnare soldi legalmente. E questo avviene con l’aiuto delle forze dell’ordine, a cui alcuni giovani guardano con sospetto perché magari gli hanno arrestato dei familiari». Bova non solo visita realtà di questo tipo per trovare nuovi spunti e nuove storie da raccontare sullo schermo, ma anche per aiutare concretamente chi ha bisogno, come è successo per esempio a Roma, dove insieme al vero capitano Ultimo, il colonnello dei carabinieri Sergio De Caprio, ha aperto una casa famiglia.

«Per me lui è un amico, un fratello, fa parte della mia vita», spiega Raoul. «Mi appassionano i personaggi veri che lottano e rischiano la vita per un ideale, così come è bello vedere che un personaggio che ho interpretato sia passato dalla finzione alla realtà. Oggi l’Italia è raccontata con poca speranza, vediamo sempre quello che non va, ma le storie si possono anche raccontare con positività». Ed emblema recente di positività è il giovane Manuel Bortuzzo, promessa del nuoto, rimasto paralizzato dopo un agguato a Roma. La sua storia, insieme a quella di Massimiliano Rosolino e varie altre, sarà inclusa in una sceneggiatura in via di completamento. «Racconteremo tante storie, tra cui quella di Manuel che non ha potuto realizzare il suo sogno. Io l’ho incontrato, ma non amo parlarne. Non mi piace che lui sia stato strumentalizzato a fini pubblicitari. Lui, di fronte a un’ingiustizia ha reagito bene, ma la sua vera vittoria sarà quando tornerà a nuotare», racconta l’attore, che con Bortuzzo ha in comune proprio il nuoto.

«Quando iniziai a fare l’attore», spiega, «ero in un periodo difficile. Avevo 18 anni e si era appena infranto il mio sogno di nuotatore. Avevo sbagliato una virata nella gara della vita, le qualificazioni per i campionati europei a cui lavoravo da quattro anni. Mi sentivo abbandonato da tutti. Mia sorella mi invogliò a fare dei provini per la pubblicità. Poi il mio agente dell’epoca mi incoraggiò a sostenere il provino per uno sceneggiato sui fratelli Ab- bagnale, campioni di canottaggio. Non riuscivano a trovare il protagonista. Arrivai in ritardo al provino, il regista Stefano Reali se n’era già andato, ma la responsabile del casting lo chiamò indietro per dirgli che io ero quello giusto. Anche se all’epoca non avevo ancora studiato recitazione, lui mi disse di non preoccuparmi perché avrebbe pensato a tutto. Poi, da allora, ho studiato, e tanto». E tanti sono i registi e i ruoli interpretati da Bova, che l’hanno reso amatissimo dal pubblico e dalle donne in modo particolare.

Ma non è facile trovare il personaggio giusto. «Ho un’età in cui mi piace selezionare. Sta all’attore saper scegliere i progetti validi, ma non sempre dall’altra parte trovi un regista che ti ascolta. Sta anche a quest’ultimo saper tirare fuori il meglio di un attore», ci confida prima di raccontare come e perché è finito per vestire i panni di Giorgio Armani nella serie Made in Italy, attesa prossimamente su Canale 5. «Ero preoccupato nel dover interpretare un grande artista che tutto il mondo ci invidia, il precursore del prèt-à-porter che, piuttosto che svestire la donna, l’ha coperta rendendola più rigorosa. Lui non ha mai voluto che fosse considerata un oggetto. Ha sempre detto che “Non è importante colpire, ma lasciare un buon ricordo di sé”. Quando la produzione mi ha proposto la parte ho chiamato Giorgio per chiedergli il permesso. Lui mi ha risposto che ero troppo bello per interpretarlo, che il suo personaggio così sarebbe stato troppo protagonista e che ci voleva pensare un po’. Poi mi ha richiamato e mi ha detto: «Sai, anche io sono stato bello da giovane»! Come re Giorgio, anche Raoul è considerato un’eccellenza da esportazione.

Proprio in questi giorni è infatti protagonista della seconda stagione della serie La Reina del Sur sull’emittente spagnola Telemundo. Un prodotto che segna anche nel lavoro il “gemellaggio” con la Spagna, che già funziona alla grande nelle pareti domestich, da ben 5 anni, visto che Rodo è di Madrid. Una coppia innamoratissima da quando, nel lontano 2013, si sono incontrati sul set di Immaturi – Il viaggio. Anno in cui lui era legato a Chiara Giordano, conosciuta nel 1996, sposata nel 2000 e dalla quale ha divorziato nel 2018. Oggi, parlare di seconde nozze per Bova non sembra così azzardato. Rodo non lo ha escluso. «M’innamoro di lui ogni giorno. Se ci sposiamo? Perché no. Sì, mi piacerebbe, ma noi siamo moderni. Abbiamo battezzato Luna dopo il terremoto di Amatrice: quel giorno eravamo a Rieti e abbiano sentito la scossa. Il giorno dopo siamo andati ad Assisi e ci siamo sentiti di battezzarla, al volo. E forse faremo cosi anche con le nozze».

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