Reddito di cittadinanza, è boom di disdette: tanti controlli e pochi soldi, queste le cause

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Le notizie ad oggi lunedì 13 maggio 2019, riguardo il reddito di cittadinanza e dicono che all’INPS così come al Ministero del Lavoro pare fossero tutti convinti del fatto che il reddito di cittadinanza sarebbe stato un grande successo e di conseguenza non era stata nemmeno presa in considerazione una procedura di rinuncia al sussidio né tanto meno si era pensato anche a predisporre dei moduli ad hoc. Invece questi serviranno, visto che stando a quanto risulta dai responsabili dei CAF in questa settimana si sono moltiplicate e susseguite le richieste di disdetta del reddito ottenuto al punto tale che si stima che i beneficiari in procinto di rinunciare a questo beneficio siano tra i 100 e i 130 Mila.

L’INPS quindi si è trovata a far fronte ad un fenomeno del tutto imprevisto, che secondo quanto riferito dagli addetti ai lavori potrebbe essere causato dai controlli invasivi ed estesi nel tempo così come dai bassi importi ricevuti che non hanno soddisfatto le aspettative degli utenti. Ricordiamo che i controlli sono effettivamente molto rigidi e che in caso di dichiarazioni false circa i requisiti, si può andare incontro a delle sanzioni molto pesanti tra cui anche 6 anni di carcere come pena massima.

Così come ha riferito il presidente dell’INPS Pasquale Tridico sembrerebbe che le domande giunte al 30 Aprile siano circa un milione e di queste, soltanto il 25% è stato rigettato. Parliamo di circa 750 mila richieste accolte e si tratta di dati che non rispecchiano quanto ipotizzato inizialmente dal governo. Secondo i primi pagamenti, effettuati sulla carta reddito di cittadinanza questi indicano che sono ben 34 mila coloro che hanno ricevuto soltanto €40 al mese e oltre 61 mila i destinatari che ottengono meno di €100, mentre altri 40 mila percepiscono un importo che va dai 100 ai €200 mensili ed infine 34 mila hanno incassato tra i 200 e i €300. Ed ancora altri 97 mila percepiscono un importo tra 500 e €750 e 138.000 destinatari, una somma che è compresa tra 300 e €500. Ad ogni modo si tratta però di Somma che è ben lontana dai 780 euro di cui tanto si era parlato in campagna elettorale.

Reddito di cittadinanza, è boom di disdette

Secondo quanto spiegato dai CAF, il problema è che le persone non hanno capito che la cifra di €780 fosse quella standard e quando hanno ricevuto i primi pagamenti, non soltanto sono rimasti delusi ma hanno cominciato a pensare che non ne valesse la pena per 40- 50 euro sottostare tutta una serie di obblighi controlli che la normativa sul reddito prevede e da lì sarebbe partita questa raffica di richieste di rinunce che sono stimate tra le 100 e le 230.000 e che sta mettendo l’INPS nella condizione di ideare una procedura specifica mettendo a disposizione degli utenti dei moduli per poter rinunciare al reddito di cittadinanza. Dietro le tante disdette sembra che ci siano però anche quei furbetti che lavorano in nero e che non hanno comunque dei requisiti specifici e che preferisco non rischiare a maggior ragione del fatto di  percepire pochi soldi. Ad ogni modo però, a prescindere dal reddito ottenuto i beneficiari devono rendere conto delle proprie dichiarazioni presentate e ai Comuni, all’INPS, all’ ispettorato del lavoro e Guardia di Finanza.

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