Carla Bruni un nuovo disco tra amore e malinconia

Appena pochi mesi fa suo marito Nicolas Sarkozy le dedicava parole d’amore e di ammirazione sulle pagine dell’autobiografia Le temps des tempêtes (Il tempo delle tempeste), primo volume delle memorie dell’ex presidente francese edito da L’Observatoire e suo decimo libro. “È stata una première dame eccezionale”, e ancora: “In occasione della nostra visita alla regina d’Inghilterra ha abbagliato tutti. L’indomani la stampa britannica titolava: Francia 1 – Inghilterra 0. Quando si sa che cosa pensano dei francesi, non è poco.

Eppure quante bassezze abbiamo subito…”. Adesso tocca a Carla Bruni aprire il suo cuore pubblicamente e lo fa senza timidezze di sorta, che certo non le sono mai appartenute, con un album uscito il 9 ottobre che porta il suo nome e contiene quattordici canzoni, incluso un duetto con sua sorella Valeria Bruni Tedeschi, che trattano di amore e malinconia. «Molte di quelle canzoni parlano di lui», ha rivelato l’ex top model riferendosi all’ex capo di Stato francese, suo marito e padre di sua figlia Giulia. «Tu parti da un punto di vista molto intimo: quando scrivi una canzone cominci dalle tue storie, ma poi diventano le storie di tutti».

I brani, prodotti da Albin de la Simone e registrati negli Studi Ferber di Parigi, hanno testi malinconici e musiche allegre. «Mi piacciono i contrasti», ha precisato Carlà, e non solo nella musica. A piacerle è anche quel mix, che l’ex première dame di Francia definisce d’energia e pudore, di Nicolas. «Mio marito è pieno di voglia di fare, ma io credo davvero che ci sia qualcosa di strano in tutta questa energia», ha confessato. «Nostra figlia Giulia, che ha 8 anni, è uguale. Io flirto con la tristezza, ci gioco, invece in lui è qualcosa di più profondo». È appunto il pudore, dal quale la cantautrice, di cui è nota l’audacia che soprattutto in passato ha sfiorato la sfrontatezza, è attratta.

Così come dal suo «non mettersi mai nella posizione di chi cerca compassione», dalla tristezza mostrata eccezionalmente in occasione della perdita della madre, dalla fragilità e dalla sensibilità che solitamente Nicolas tiene nascoste. «Lo trovo commovente. Ed è questo quel che mi ha convinta a sposarlo». Era il 2 febbraio del 2008, ma si erano conosciuti a un party a novembre del 2007, dopo il divorzio di Sarkozy da Cécilia Attias, tiene a precisare con chiarezza l’ex presidente nella sua autobiografia.

«Quando mi ha chiesto di sposarlo ho esitato un po’, anche se ero innamorata pazza, perché pensavo: “Questo qua comunque è un presidente, magari è uno completamente perverso”. Per arrivare a quella posizione, pazzesca perché attira violenza e brutalità, bisogna avere un tale gusto per il potere. Mi chiedevo: “Ma cosa gli piace in tutto questo”, e poi ho visto i suoi figli. È un uomo buono, ho capito che dovevo sposarlo in fretta», ha dichiarato Carlà, che dieci anni fa Forbes mise al 35° posto nella lista delle donne più potenti del mondo.

Oggi, come allora, nella loro vita coniugale «tutto è romantico», sostiene Carlà. «Ci incontrammo di martedì », ricorda lei, «e lui mi propose di sposarlo il giovedì successivo, e chiese la mia mano a mia madre, il che mi fece sentire come una giovanissima sposa». Giovanissima non lo era, perché allora Carla Bruni era una meravigliosa quarantenne, e forse anche questo ha a che fare con il successo di questa coppia inossidabile. «Il segreto del mio matrimonio felice? Io credo che sia la fortuna», ha dichiarato lei. «Noi siamo stati molto fortunati perché abbiamo avuto una figlia insieme, e avevamo già quattro figli prima di sposarci ». Tre di Nicolas – Pierre e Jean, avuti dalla prima moglie Marie-Dominique Culioli, e Louis, figlio di Cécilia – e uno di Carla: Aurélien Enthoven, nato dalla relazione con il filosofo Raphaël. Quando arriva Giulia, il 19 ottobre 2011, Carlà ha 44 anni, Nicolas, 56. «Abbiamo avuto una figlia tardi», spiega lei, «all’età in cui si può essere nonni. E per questo io credo che sia stata solo una fortuna che ci siamo sposati tardi».

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