Coronavirus Italia, quasi 1500 vittime,Roma ci invia carta igienica

Dopo le mascherine spedite dalla Protezione civile alla Lombardia definite “Swiffer” dall’assessore al Bilancio lombardo Davide Caparini e direttamente “carta igienica” dall’assessore al Welfare Giulio Gallera, alla regione più ricca d’Italia tocca di fare da sola un’altra volta. Intanto ritornerà (dal Sudafrica), e probabilmente sarà operativo già lunedì, il molto rimpianto ex capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, che per il compenso di 1 (uno) euro sarà consulente di Regione Lombardia per la costruzione dell’ospedale temporaneo a Fiera Milano City.

Il problema, però, rimane trovare medici, così saremo costretti a importarne dall’estero: «I Paesi che hanno risposto alla richiesta internazionale della Lombardia sono per ora Venezuela, che ci ha già mandato un elenco di medici disponibili, Cina e Cuba», ha spiegato Gallera. «I medici venezuelani», ha precisato l’assessore,«non sono legati all’attuale regime,con il quale non è in corso nessuna trattativa. Si tratta di operatori sanitari, esuli e autonomi, che fanno capo all’associazione “Venezuela, la piccola Venezia Onlus” da tempo attiva nel nostro Paese, che per motivi burocratici in questo momento non possono esercitare la professione e che si mettono a disposizione del sistema lombardo».

LA REPLICA Che le mascherine inviate da Borrelli fossero da scartare, nemmeno marchiate dalla comunità europea, Gallera lo ha saputo quando la direzione ospedaliera di Rho ha avvisato che non andavano bene e che i sanitari si rifiutavano di usarle; «anche la direzione del San Paolo ci ha detto di averle fatte vedere al suo responsabile sicurezza: sono state tutte ritirate». Il capo della protezione civile ha replicato imperturbabile che «il commissario straordinario Arcuri è arrivato per razionalizzare e trovare strutture che possono essere riconvertite al fine di avere la possibilità di una produzione nazionale». Oltre le polemiche, anche ieri all’assessore Gallera è toccato di ripetere che «c’è una crescita nella diffusione del contagio», che «l’incremento è costante», che il «continuo afflusso di malati comporta una immutata corsa contro il tempo». Il bollettino di ieri conta 11.685 positivi (+1.865), 4.898 ricoverati (+463), 732 in terapia intensiva (+85), 966 morti (+76), 1.660 i dimessi.

I letti in terapia intensiva sono arrivati a 1.100, ma «gli ospedali di Bergamo e Brescia hanno fisicamente esaurito la loro capacità di accoglienza», ha informato l’assessore, «Tra poco arriveremo a un punto di non ritorno: se ogni giorno entrano 85 persone in terapia intensiva e ne escono due o tre, non ce la facciamo». «Noi continuiamo a spostare i pazienti dai presìdi più oberati a quelli che possono ancora accogliere, tanto che siamo quasi senza ambulanze, in soli due giorni abbiamo trasferito 170 pazienti; ma oltre a un problema di spazio abbiamo un problema di carenza di personale».

Tra i rinforzi messi in campo da Gallera c’è la tensostruttura interna al San Raffaele di Milano, che dovrebbe essere operativa «tra 8-10 giorni con 14 posti letto di terapia intensiva». Si aggrava inoltre anche il problema degli obitori e camere mortuarie. A Bergamo la chiesa del cimitero è stata trasformata in una camera ardente, idem a Cremona per la cappella dell’ospedale Maggiore, a Brescia il vescovo ha dato la disponibilità a individuare qualche chiesa in cui ricoverare le salme in attesa della sepoltura, a Milano il Comune ha messo a disposizione cento posti nell’obitorio e ha cambiato il regolamento riducendo da 30 a 5 i giorni per decidere dove seppellire i defunti.

I PAZIENTI Allargando lo sguardo al suolo nazionale, dall’inizio dell’epidemia, 21.157 persone hanno contratto il virus (3.497 in più rispetto a venerdì). Di queste, ne sono decedute 1.441 (+175) e ne sono guarite 1.966 (+527); i pazienti in terapia intensiva sono 1.518 (+190). Attualmente i soggetti positivi sono 17.750. Per quanto riguarda le fasce di popolazioni colpite «non crescono i contagi tra gli “under 50”»,ha informato Paolo D’Ancona, epidemiologo dell’Istituto superiore di sanità. Eppure, è deceduto ieri un operatore del 118 di 46 anni. Si chiamava Diego Bianco, bergamasco, sposato e padre di un figlio. La morte è arrivata prima che arrivasse l’esito del tampone. Oltre alla Lombardia,sempre in testa alla classifica dei casi, i contagi sono così distribuiti: Emilia Romagna 2.644 (+381), Veneto 1.937 (+342), Piemonte 873 (+33), Marche 899 (+174), Liguria 463 (+118), Campania 272 (+52), Toscana 630 (+160), Sicilia 156 (+26), Lazio 357 (+80), Friuli-Venezia Giulia 301 (+44), Abruzzo 112 (+23), Puglia 166 (+37), Umbria 107 (+31), Bolzano 173 (+48), Calabria 60 (+22), Sardegna 47 (+4), Valle d’Aosta 42 (+14), Trento 206 (+43), Molise 17 (-), Basilicata 10 (-).

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