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Menopausa, il trifoglio rosso può aiutare

Giovanna ha 48 anni e da qualche tempo lamenta disturbi del sonno di cui non ha mai sofferto, ha improvvise vampate di caldo e un ciclo mestruale ballerino. Si chiede se debba cominciare ad assumere qualche tipo di integratore per affrontare al meglio la menopausa in arrivo e se debba cambiare la sua alimentazione…

”Il ciclo irregolare di Giovanna è il primo segnale che manda il corpo per dirci che ci stiamo avvicinando alla menopausa” spiega Massimo Destro, specialista in ginecologia e ostetricia. “Le vampate fanno anch’esse parte di questo delicato periodo, ma se anticipano i disturbi, la menopausa può essere affrontata senza compromettere negativamente la qualità della vita”. La menopausa in genere si presenta intorno ai 50 anni. Il climaterio, che è la fase che precede e segue la menopausa, è per la donna un periodo molto delicato contraddistinto da uno squilibrio ormonale che provoca più facilmente sbalzi di umore e disturbi del sonno, oltre a secchezza della mucosa genitale responsabile del dolore durante i rapporti sessuali.

“Se la menopausa non è ancora conclamata, ma si è alle prese con disturbi di questo tipo, si può fare affidamento sui fitoestrogeni, che servono a compensare il brusco calo di ormoni, tipico di questo periodo. Alcuni ricercatori australiani e austriaci hanno evidenziato, per esempio, come il trifoglio rosso (Trifolium pratense) sia ricco di isoflavoni e quindi molto efficace per affrontare il climaterio”. “Gli isoflavoni sono sostanze chimiche naturali presenti in alcune piante e tra le virtù principali hanno quella di sostituire l’azione degli estrogeni, gli ormoni che si perdono in menopausa. L’azione fitoestrogenica degli isoflavoni riguarda principalmente il metabolismo ormonale degli estrogeni, con effetti positivi sulle ossa. A questo proposito può essere molto utile mangiare verdure come broccoli, finocchi, porri, cavolo rapa e verza che, essendo ricchi di calcio, prevengono l’osteoporosi.

TRIFOGLIO, AMICO DEL SENO Il dato positivo, poi, è che l’assunzione del fitoestrogeno contenuto nel trifoglio non influisce sul rischio di tumore al seno e protegge la cute, i capelli e l’apparato cardiovascolare. In che quantità ci si garantisce una prevenzione ottimale? “La dose giornaliera di estratto secco di trifoglio rosso va dai 40 agli 80 milligrammi giornalieri”. “Nel caso in cui invece la menopausa sia già instaurata da almeno 6 mesi e la cura con i fitoestrogeni non si rivelasse efficace per risolvere i disturbi, la somministrazione di una terapia ormonale sostitutiva a base di estrogeni e progestinici (T.O.S.) diventa indispensabile”.

[su_box title=”NON SOLO NELLA SOIA” style=”glass”]

Fino a qualche tempo fa si credeva che fossero soltanto gli isoflavoni contenuti nella soia ad avere un effetto positivo nella cura della menopausa. In realtà, non solo è stata scoperta una maggiore quantità di isoflavoni nel trifoglio rosso, ma è stato dimostrato come quest’ultimo sia molto più digeribile della soia, che per essere trasformata dal nostro organismo ha bisogno di un enzima particolare e di un intestino in perfetta salute. “Un altro dato interessante è che gli isoflavoni di trifoglio, se introdotti in quantità adeguata, svolgono un interessante effetto biologico sul nostro corpo. Per trasformarli, l’intestino non necessita di alcun enzima, sono subito disponibili e la loro concentrazione s’innalza nel sangue già dopo 15- 30 minuti, raggiungendo la concentrazione massima dopo 3-4 ore mantenendola per circa ventiquattro ore. A parità di quantità gli isoflavoni di soia, invece, hanno bisogno di una doppia assunzione per agire correttamente”.[/su_box]

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