Paola Perego torna in Tv e annuncia l’uomo della sua vita

Paola Perego è tornata in Tv. Ogni sabato pomeriggio su Rai Due conduce Il filo rosso, una nuova trasmissione che ha contribuito ad ideare, con la quale vuole dare spazio ai legami affettivi. Doveva essere uno spazio dedicato al rapporto tra nonni e nipoti ma l’emergenza sanitaria l’ha trasformato in corsa in uno spazio dove protagonisti sono i sentimenti, a trecentosessanta gradi. «Il filo rosso», infatti, «è il filo del cuore» ha spiegato presentando il programma rigorosamente on line, in una videoconferenza obbligata, causa Covid.

Quello stesso Covid che lei ha sconfìtto, come ha ricordato: «Sono stata fortunata perché non sono finita in ospedale: mi sono potuta curare a casa, avendo una casa che mi ha permesso di stare isolata in una stanza. Così ho capito davvero che cosa significa stare in isolamento.

E dura. Non potevo vedere nessuno e ho capito quanto sia importante vedere qualcuno e poterlo abbracciare. Il contagio non mi ha cambiato, al contrario mi sta cambiando la situazione familiare che vivo con i miei genitori. Entrambi hanno il Covid, papà ha novant’anni e mamma ottantaquattro. Sono a Milano, dove sono anche mia sorella e mio cognato. Anche loro, come i miei nipoti, tutti positivi al virus. Mi spaventa il fatto che siano lontani e dunque non posso vederli».

Ma com’è cambiato negli ultimi tempi il rapporto tra nipoti e nonni?

Ecco la risposta di Paola: «Credo che tanti nipoti abbiano rivalutato la figura dei nonni, che si solito venivano dati per scontati. Dopo che siamo stati impossibilitati nel vederli, abbracciarli, ci sarà un’attenzione maggiore nei confronti degli anziani, che sono sicuramente una risorsa e non un peso». Essendo una giovane nonna, la Perego ha raccontato la sua esperienza con Pietro, il figlio di sua figlia Giulia che nei giorni scorsi ha compiuto due anni: «Non pensavo che ci si potesse rimbambire così tanto. Quando vedevo le altre nonne che facevano vedere le foto dei nipoti io pensavo che fosse un’esagerazione, invece è molto di più di quanto immaginavo. Non riesco a capire come ho fatto a vivere prima, senza questo nanetto.

Andando avanti con gli anni, avendo più tempo a disposizione, sto molto con lui e sarei disposta a fare di tutto per lui, qualsiasi cosa mi venisse chiesta. Il suo arrivo in famiglia ha cambiato anche il rapporto con mia figlia: lei era una ragazza molto indipendente, lo è ancora, ma se prima mi chiamava una volta ogni quindici giorni quasi dimenticando di avere una famiglia d ’ origine, dopo che è rimasta incinta mi chiama ogni due minuti. Io la seguo molto e per lei ci sono sempre».

Intanto, quando non fa la nonna, Paola è impegnata sul nuovo fronte televisivo: «L’idea di 11 filo rosso è partita da Ludovico Di Meo, direttore di Raidue. Ci conosciamo da anni e ogni volta che ci incontravamo dicevamo che avremmo dovuto lavorare insieme. Quando è diventato direttore mi ha chiamato e mi ha detto che sarebbe stato bello fare un programma su nonni e nipoti, sul loro legame. Ora esistono famiglie con nuove generazioni e i non ni sono fondamentali. Io ho colto subito questa idea, che mi è piaciuta tanto, e insieme al gruppo di autori abbiamo iniziato a scrivere il programma. Nel frattempo, è arrivato il lockdown. Così ci siamo ritrovati in un periodo molto particolare, nel quale i nonni sono protagonisti, nel bene e nel male. Sono i più penalizzati da questo virus, non possono avere gli abbracci dei nipoti, essendo i più esposti.


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