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Gaudiano: chi è, età, carriera, fidanzata, vita privata, madre e padre

Luca Gaudiano è nato a Foggia il 3 dicembre 1991. Sua madre è insegnante di lettere, invece suo padre è ingegnere. Ed è proprio il papà ad iniziarlo alla musica: gli regala per i suoi 15 anni la sua prima chitarra.

Lascia ben presto la Puglia subito dopo il diploma per trasferirsi a Roma. Scopre il teatro e i musical nella Capitale. Poi sta vicino al padre durante la malattia per poi trasferirsi a Milano. Il suo primo album è stato scritto durante il lockdown è uscito nel 2020 e si intitola ‘Le cose inutili’. La sua canzone ‘Polvere da sparo’ è stata scelta fra le oltre 900 Nuove Proposte.

Conosciamo meglio chi è Gaudiano, cantante che ha vinto AmaSanremo. Vero nome Luca Gaudiano, è nato a Foggia il 3 dicembre 1991. Ha quindi 29 anni di età ed è del segno zodiacale del Sagittario. Per quanto riguarda altezza peso, non abbiamo informazioni. E parlando di tatuaggi, invece, sembrano non essercene di visibili.

Gaudiano ha un fratello più grande (ha 39 anni) di nome Emilio a cui è molto legato e che si è sposato a ottobre del 2020. Sappiamo che la madre è docente di lettere e il padre, purtroppo, è venuto a mancare. Era un ingegnere.

Il giovane artista Gaudiano ha lavorato agli adattamenti italiani di musical come Rent, American Idiot e Ghost. La sua storia è molto particolare e triste, il ragazzo ha infatti perso il padre a marzo 2019. Il dolore per la perdita del genitore ha ispirato il brano “Polvere da sparo” che presenterà questa sera sul palco dell’Ariston. La canzone racconta il sentimento di impotenza nei confronti della malattia del genitore e del lutto. “Polvere da sparo è la canzone che non avrei mai voluto scrivere. Credevo di non essere all’altezza del dolore che provo“, ha raccontato l’artista.

Cresciuto da bambino a pane e Battisti, Celentano, De Andrè e De Gregori (“quella musica mi ha educato alla lingua italiana, alla metrica”), passato da ragazzino al punk dei Clash e dei Cure, poi ai Green Day e ai Blink e tra gli italiani agli Articolo 31 (“mi affascina l’hip hop, mi piace come scrocchiano le parole. Il migliore ora è Mahmood: è lui che sta segnando la strada da seguire, ha alzato l’asticella con la sua eleganza musicale”), si definisce un cantautore neo-nato, dal momento che quello di Sanremo è praticamente il primo brano che ha scritto.

“E allora perché non partire dal festival, palcoscenico migliore non c’è per farmi conoscere e per farmi portavoce di tanti che hanno vissuto la mia stessa storia. Una tappa di una strada che ora mi ha portato alla musica”. Il teatro finora lo aveva attirato a sé, ma questo è solo un arrivederci a quanto prima.

“Questo non è un bivio, non credo alle etichette – attore o cantautore – ma alla multipotenzialità. Penso ad un artista come Lodo Guenzi, ad esempio, che è cantante, attore, scrittore. Tutto nasce dalla necessità di dire la propria, perché credo nell’onestà dell’ispirazione che non sia industriale, ma artigianale. Insomma, per me niente calderone di # o mere masturbazioni musicali”.

E poi a rinunciare di vivere le mille vite concesse dal teatro non ci pensa proprio, neanche in questo momento difficile. “Sembra che a nessuno interessi quello che sta succedendo al mondo degli spettacoli dal vivo, non si sta andando nella direzione giusta. Al festival siamo dei privilegiati, ma all’Ariston ci sarà idealmente tutta la categoria”, sottolinea Gaudiano che sulle assi del palcoscenico si sente “in una comfort zone, grazie alle maschere che puoi indossare. Invece nella musica sono Luca, a nudo e senza nessun filtro”. In attesa del festival, Gaudiano è al lavoro su canzoni nuove per un disco che sta preparando per l’autunno e che porterà dal vivo (due date in programma a novembre, covid permettendo, a Roma e Milano). “Tutto questo sta succedendo perché mio padre mi ha lasciato l’amore per la vita e perché vuole vedermi felice. Sono a Sanremo per lui, sento la sua mano sulla mia testa”.


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