Jessica Morlacchi e Memo Remigi, si va per vie legali


C’è chi l’ha descritta come una brutta pagina di televisione e chi, invece, ha deciso di non usare scorciatoie linguistiche, definendo un inaccettabile caso di molestie quanto accaduto in diretta nel programma di Raiuno Oggi è un altro giorno. Protagonisti della vicenda sono Memo Remigi, 84 anni, e Jessica Morlacchi, 35, entrambi parte del cast fisso del talk show condotto, dal lunedì al venerdì alle 14, da Serena Bortone.

Andiamo al nodo della questione: in uno spezzone della puntata del 21 ottobre, siamo alle battute d’inizio del programma, si nota la mano del cantante scendere verso il fondoschiena dell’artista, divenuta celebre nei primi anni Duemila con la band Gazosa. Pochi istanti, giusto il tempo di realizzare l’accaduto, e Morlacchi, visibilmente in imbarazzo, interrompe il contatto con un piccolo schiaffo sulla mano del collega per indurlo a spostarla.

Il gesto, inizialmente passato inosservato agli spettatori, è stato prontamente notato da alcuni utenti su Twitter, che l’hanno segnalato con sdegno sui propri profili. Denunciato poi da Dagospia, ha trovato ampia diffusione grazie a Striscia la Notizia, che, nella puntata del 26 ottobre, ha mandato in onda le immagini incriminate insinuando che Remigi sembrasse «in preda a una tempesta ormonale ».

Ed è lì che il caso è esploso. Intorno all’ora di pranzo del 27 ottobre, ormai al centro di un tam tam mediatico pressante, Memo Remigi ha affidato al sito Fanpage le prime scuse ufficiali nei confronti della collega, chiarendo la natura goliardica del gesto, «frutto dell’atmosfera leggera che si respira in studio» e dei legami con gli altri membri del cast, definiti “gli affetti stabili” dello show. «Volevo sistemarle il microfono» ha spiegato, anticipando di non aver ricevuto, al momento dell’intervista, alcun ammonimento dalla Rai e aggiungendo di «non avere intenzione di metterla sul piano della violenza, ma solo dello scherzo: alle volte si danno pacche sulle spalle, altre sul sedere. Non è un grande scandalo». Peccato che, a poche ore dalla pubblicazione di queste parole, il cantante sia stato smentito su tutti i fronti.

Nella diretta quotidiana, la conduttrice Bortone ha ufficializzato la sospensione del cantante dal programma con parole molto dure. «Remigi si è reso responsabile di un fatto che non può essere tollerato né qui né in altro luogo», ha spiegato al pubblico, spalleggiata da un comunicato della Rai che ha confermato “la risoluzione del contratto già il 22 ottobre per violazione del Codice Etico dell’Azienda”.

Jessica Morlacchi ha poi affidato ai suoi profili social un lungo sfogo, in cui si è detta frastornata dal comportamento “invadente e offensivo di Remigi. Sono contenta che chieda scusa”, ha continuato l’ex concorrente di Tale e Quale Show al quale ha partecipato nel 2020, “ma non può insinuare che quel gesto fosse solo goliardia motivata dalla mia condiscendenza. È inaccettabile”, ha detto Morlacchi, che poi ha ringraziato la Rai per averla protetta e sostenuta. Sembrerebbe conclusa qui, questa vicenda dai contorni sessisti andata in onda nella fascia di palinsesto tradizionalmente affidata ai contenitori per famiglie.

E invece, pronte, sono arrivate le repliche di Remigi. La prima, subito dopo l’annuncio della sospensione, sul suo profilo Facebook, dove si è detto mortificato “per aver turbato Jessica e molte altre donne” con il suo comportamento; poi, il giorno successivo, ai microfoni del programma radiofonico La Zanzara in cui il gesto è stato derubricato, nel dibattito col conduttore Giuseppe Cruciani, come «pacca portafortuna».

«Ho chiesto a Jessica di aiutarmi, di dire a tutti che non sono un vecchio libidinoso », ha spiegato al giornalista. Infine, il 31 ottobre, Remigi si è detto «distrutto» per la situazione e ha svelato di essere al lavoro con un avvocato per tutelare la sua integrità di artista. La sensazione, alla luce di quanto accaduto e del botta e risposta non sempre elegante che ha generato, è che sentiremo ancora parlare del caso Remigi-Morlacchi. L’unica speranza è che, in futuro, fatti così gravi non avvengano più, né in diretta Tv né in altri contesti.

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