“La porta del bagno del bar lasciata socchiusa è invito ad osare”, assolto dall’accusa di stupro

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In un caso di violenza sessuale, la Corte d’Appello di Torino ha ribaltato la decisione del gup. Quella sera si erano incontrati per chiarire il loro rapporto, ma si conoscevano da tempo.

Secondo il giudice, il fatto che la giovane donna avesse lasciato la porta del bagno socchiusa e altri gesti indicavano che stava invitando l’amico maschio a rischiare. Secondo la Corte d’Appello di Torino, quindi, il giovane è stato assolto dall’accusa di violenza sessuale perché la porta del bagno era aperta e il giudice ha ritenuto che i gesti della giovane fossero un invito a rischiare. Il giovane era stato condannato a due anni e due mesi di carcere dopo un breve processo al termine del quale era stato riconosciuto colpevole di violenza sessuale lo scorso anno.

La presunta violenza sessuale sarebbe avvenuta tre anni fa, amaggio, durante una serata in un locale piemontese. Il Corriere della Sera ha riportato nel processo di primo grado ,che ha ricostruito i fatti e si è svolto quella sera, che i due si conoscevano da tempo e si erano incontrati per chiarire il loro legame.

La ragazza, come già detto, ha dichiarato all’investigatore che non aveva intenzione di iniziare una relazione sentimentale quando ha baciato il suo amico durante il loro precedente incontro. Non era certa, tuttavia, che lui avesse la stessa idea.

La giovane donna, a un certo punto, dovette andare in bagno per un bisogno corporale e chiese al ragazzo di accompagnarla. A questo punto i racconti dei due individui divergono. La ragazza ha raccontato di essere stata violentata, mentre il giovane ha dichiarato di aver avuto un rapporto sessuale consensuale. Il Gup non si convinse della versione della ragazza e condannò il ragazzo, ma la Corte d’appello lo assolse.

Secondo il giudice della corte d’appello, “non è improbabile che la ragazza, permettendo al ragazzo di accompagnarla in bagno, porgendogli dei fazzoletti e tenendogli aperta la porta, stesse offrendo all’imputato un invito a correre un rischio”. Inoltre, “al momento dell’incidente, la ragazza era sotto l’influenza dell’alcol” e “è molto probabile che l’imputato non fosse lucido quando ha chiesto al giovane di accompagnarlo alla toilette”. L’uomo, secondo il giudice, sarebbe stato provocato e avrebbe pensato che quella era la sua occasione per andare con la ragazza.

Secondo la Corte d’Appello di Torino, l’uomo, accusato di aver violentato una ragazza, è apparso “gentile” con i presenti subito dopo l’accaduto, quando si sono radunate altre persone, mostrando un “atteggiamento ben lontano da quello di uno stupratore”. L’unica prova del presunto reato potrebbe essere la cerniera dei pantaloni, ma l’uomo non ha negato di aver aperto i pantaloni della ragazza, quindi nulla può impedire che la cerniera, di qualità modesta, si deteriori sotto la forza dell’esaltazione del momento”, si legge nella dichiarazione.




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