“Mia madre, 76 anni, col femore rotto tenuta 8 giorni in barella. Il posto letto solo dopo la denuncia”

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Una donna di 76 anni, con una gamba fratturata, è rimasta bloccata su una barella per 8 giorni al Cto di Napoli; il figlio ha sporto denuncia.

Una persona sottoposta a un intervento chirurgico all’addome deve affrontare un viaggio di andata e ritorno tra tre ospedali per trovare un posto letto. Dopo il ricovero in barella, il paziente deve sopportare otto giorni di trasporto in barella tra i vari reparti. Dopo essere stata finalmente sistemata in un letto, la Procura ha ricevuto una denuncia (che Fanpage.it ha potuto visionare). Una donna di 76 anni che si è rotta il collo del femore lo scorso 26 giugno è stata coinvolta in un caso nato a Napoli.

Fanpage.it racconta la storia del figlio che, dopo aver atteso per diversi giorni l’intervento della madre 76enne al Cto, l’ospedale pubblico di Maddaloni, l’ha trasferita in una clinica privata convenzionata. Il 26 giugno mia madre si è fatta male e l’abbiamo portata negli ospedali San Giovanni Bosco e Cardarelli prima del Cto, dove finalmente è stata curata. La sera della caduta si è anche slogata un braccio. Gli ortopedici non erano presenti quella sera, quindi hanno promesso di visitarla il giorno dopo. È stata quindi messa su una barella in reparto.

È passata una settimana senza che venisse fornita alcuna assistenza alla paziente, che è stata spostata da Ortopedia a Neurologia in appoggio. Poiché non c’erano letti liberi, veniva sempre trasportata in barella. L’uomo ha poi raccontato di aver chiesto informazioni, di aver mostrato i protocolli dell’Asl, secondo i quali dopo i 65 anni le fratture del femore dovrebbero essere trattate entro 48 ore o 24 ore, a seconda della situazione, perché le complicazioni sono frequenti, ma gli è stato risposto che questo non avrebbe cambiato le cose.

Nel pomeriggio di domenica 3 luglio, un uomo si è recato in Ortopedia per cercare risposte, dato che sua madre era ancora in barella in Neurologia. Ha scoperto un altro paziente in attesa di un’auto della polizia in Ortopedia: l’aria condizionata nelle camere non funzionava e i balconi dove altri pazienti cercavano nutrimento erano parzialmente incanalati a causa dei 35 gradi. Il giorno successivo, anche la direzione sanitaria dell’ospedale è stata informata via pec degli scarafaggi nel reparto e dell’aria condizionata non funzionante.

La mattina in questione, in Ortopedia è stato scoperto un letto dopo otto giorni di barella. Spero che sia stata solo una coincidenza perché altrimenti sarebbe stato imbarazzante. L’intervento chirurgico non era ancora stato programmato, così ho portato mia madre in una clinica convenzionata; prima del trasferimento, le hanno immobilizzato il braccio per l’ultima volta. Il personale dell’ospedale ha detto che non può fare di più di quello che fa, perché c’è una sola sala operatoria e manca il personale. I pazienti, anche quelli più anziani, non possono essere costretti al ricovero in queste condizioni disumane, hanno detto. Tuttavia, non è possibile”.




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