La Banda della Uno Bianca, quante persone hanno ucciso?



Riviviamo il caso “Uno Bianca” e le sorti dei suoi membri: dalla richiesta di riapertura delle indagini alla condanna e al pentimento. Un articolo che esplora giustizia e redenzione in uno degli episodi più bui della criminalità italiana.



Il 4 gennaio del 1991, la periferia di Bologna fu teatro di un atroce agguato che tolse la vita a tre giovani carabinieri: Andrea Moneta, Mauro Mitilini e Otello Stefanini. Trent’anni dopo, il dolore e i dubbi persistono, tanto che Ludovico Mitilini, fratello di Mauro, ha sollecitato la riapertura delle indagini sulla banda della Uno Bianca, responsabile di questa e altre 102 efferate azioni criminali tra il 1987 e il 1994.

L’Impatto Devastante di una Banda Criminale

La banda della Uno Bianca, così chiamata per l’utilizzo di una Fiat Uno bianca durante i loro crimini, ha lasciato un segno indelebile nella storia italiana della criminalità. Con un bilancio di 24 vittime mortali e 102 feriti, la loro scia di terrore ha coinvolto soprattutto rapine a mano armata. La particolarità sconcertante sta nel fatto che molti membri erano appartenenti alla Polizia di Stato.

La Giustizia Interviene

Dopo anni di indagini e processi, la giustizia ha raggiunto i componenti della banda. Le sentenze del 6 marzo 1996 hanno visto l’ergastolo per i fratelli Roberto, Fabio e Alberto Savi, insieme a Marino Occhipinti. Per Pietro Gugliotta, la pena è stata ridotta a 18 anni, mentre Luca Vallicelli ha patteggiato una condanna minore. Una vicenda giudiziaria complessa che ha coinvolto anche Eva Mikula, compagna di Fabio Savi, la quale è stata poi scagionata dopo un lungo iter processuale.

Il Destino dei Membri della Banda

  • Roberto Savi: nonostante la richiesta di grazia ritirata, rimane in carcere.
  • Fabio Savi: ancora detenuto, ha visto respinta la richiesta di usufruire del rito abbreviato.
  • Alberto Savi: dopo un permesso premio nel 2017, continua a scontare l’ergastolo.
  • Pietro Gugliotta: libero dal 2008, ha vissuto il dolore della perdita del suocero e il cambiamento di cognome delle figlie.
  • Marino Occhipinti: rilasciato nel 2018 dopo aver dimostrato il suo pentimento.
  • Luca Vallicelli: libero, con la vita stravolta dall’esperienza nella banda.

Giustizia

Il caso “Uno Bianca” rimane un punto fermo nella coscienza collettiva italiana, un monito sulla giustizia e sulla ricerca incessante della verità.



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