​​


Il feretro di Ornella Vanoni lascia la camera ardente tra gli applausi



Oggi al Piccolo Teatro Grassi si sono aperte le porte per l’ultimo saluto a Ornella Vanoni. Fuori dal teatro, che tanti anni fa aveva visto il suo debutto come attrice, la fila era già lunga. In tanti volevano esserci, rendere omaggio. Quando è arrivato il feretro, la gente ha applaudito. Niente fiori sopra la bara, proprio come lei aveva chiesto nelle sue ultime volontà. Non voleva che si spendesse troppo, “tanto andrà bruciata”, aveva scritto.



Più tardi, la bara di legno chiaro, semplice come lei desiderava, ha lasciato il teatro tra gli applausi. Domani la porteranno nella chiesa di San Marco a Brera per i funerali. Oggi sono passate più di cinquemila persone. In tanti hanno voluto esserci: amici, fan, personaggi noti, istituzioni. C’è stato un applauso forte, qualcuno ha gridato “Sei grande!” e poi, improvviso, il silenzio. La città si è fermata per Ornella. Domani la ricorderanno ancora, con il rito religioso, ma oggi Milano le ha già detto addio a modo suo.

Tra i primi ad arrivare c’era anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. “Ornella era straordinaria,” ha detto. “Mi chiedeva sempre come stavo, se ero felice o arrabbiato. Pochi, con una vita così esposta, restano così generosi con gli altri. Lei invece si è sempre data, ancora di più col tempo. È stato un vero esempio di milanesità: libera, indipendente, mai condizionata dal giudizio degli altri. Una persona così importante per Milano che dobbiamo trovare il modo giusto per portare avanti quello che ci ha insegnato.”

Letizia Moratti, ex sindaca, ha voluto ricordarla come “quella ragazza giovane, ironica, non conformista, che ha raccontato la vita della nostra città con un amore unico per Milano”.

Anche Paolo Jannacci era lì. “Ornella è stata come questa città: cambiava, ma restava sempre se stessa,” ha detto. “Faceva la differenza, nel modo di vestirsi, di parlare, di stare al mondo. Venire qui oggi è una questione di umanità, di amicizia. Milano non perde nulla: grazie a Ornella, come donna e artista, ci resterà sempre il suo status artistico. Lei, come mio padre, era fuori dagli schemi e tutta concentrata sull’arte. A volte le riusciva anche meglio di papà, che certe volte era più preso dai tram che dall’arte.”

Fuori dalla camera ardente, c’era anche Francesco Gabbani: “Un’artista con una gigantesca eleganza anarchica. Rimarrà sempre con noi. Fino all’ultimo era piena di entusiasmo, voleva fare cose nuove, un altro disco. Con ‘Un sorriso dentro al pianto’ mi ha fatto un regalo enorme: cantare per la voce più intensa della musica italiana.”

Poco prima della chiusura della camera ardente, Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura, ha raccontato che solo oggi, entro le 13, erano già passate oltre cinquemila persone. “È la dimostrazione di un affetto enorme per Ornella Vanoni, che continuerà anche domani,” ha detto. “È stata una mattinata di grande commozione. Un pezzo di Milano si è stretto intorno a Ornella.”



Add comment