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Landini riparte all’attacco: richiama la piazza e celebra, eccitato, l’ennesimo sciopero a vuoto



La Cgil ha organizzato una manifestazione nazionale a Roma per esprimere il proprio dissenso riguardo alle attuali politiche economiche e sociali. Durante l’evento, il segretario generale, Maurizio Landini, ha sottolineato l’urgenza di affrontare le problematiche che affliggono i lavoratori, in particolare quelli che, pur essendo occupati, vivono in condizioni di povertà. La manifestazione ha visto la partecipazione di oltre 200.000 persone, secondo le stime del sindacato, che hanno sfilato con bandiere rosse, tricolori e simboli di pace.



Landini ha dichiarato: “Siamo in piazza per rimettere al centro i problemi delle persone che per vivere hanno bisogno di lavorare e che oggi sono povere pur lavorando”. La richiesta principale della Cgil è un cambiamento radicale delle politiche attuali, con particolare attenzione all’aumento dei salari, alla riforma fiscale e a investimenti significativi in settori cruciali come la sanità e l’industria. Landini ha avvertito che, senza un intervento sostanziale, il rischio è che interi settori economici, dalla siderurgia all’automotive, possano scomparire.

Durante il corteo, i manifestanti hanno intonato canti tradizionali, tra cui il celebre “Bella ciao”, mentre Landini ha denunciato una crescente demonizzazione del sindacato: “Ci sono cose nuove che vengono dal basso e c’è chi non le vuole vedere e anzi demonizza chi viene in piazza, perché hanno paura, hanno paura della democrazia”. A suo avviso, è in corso una campagna contro la Cgil, accusata di voler fare politica piuttosto che rappresentare gli interessi dei lavoratori.

La manifestazione si è svolta alla vigilia dell’esame parlamentare della legge di Bilancio, che la Cgil considera insufficiente per rispondere alle esigenze dei lavoratori. Landini ha criticato l’attuale governo, rappresentato dalla premier Meloni, che ha sostenuto che la detassazione degli aumenti contrattuali è stata una misura introdotta dal governo di destra. In risposta, Landini ha affermato: “È sei anni che la stiamo chiedendo”, sottolineando che si tratta di un provvedimento limitato a una ristretta parte dei lavoratori, piuttosto che a tutti.

Un altro tema centrale della protesta è la restituzione del fiscal drag, con la Cgil che chiede l’introduzione di meccanismi automatici per proteggere i salari dall’inflazione. Landini ha risposto anche alle critiche del leader della Lega, Salvini, affermando che è lui a non parlare da ministro, mentre il sindacato si impegna a difendere i diritti dei lavoratori. Ha aggiunto che l’Italia sta diventando il paese con l’età pensionabile più alta in Europa, in competizione con la Grecia.

Infine, la Cgil ha annunciato l’avvio di una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare dedicata alla sanità pubblica, evidenziando la necessità di un sistema sanitario accessibile e di qualità per tutti. La mobilitazione della Cgil non sembra destinata a fermarsi, con Landini che ha avvertito: “Se non saremo ascoltati e se nel Parlamento e nel Governo non accetteranno di modificare radicalmente quella che è una legge che noi consideriamo sbagliata, valuteremo e non escludiamo assolutamente nulla”.



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